Scrivi idiota e compare Trump: il Ceo di Google spiega perché

Sundar Pichai ha spiegato perché digitando la parola "idiota" su Google uscirebbero immagini del Presidente Trump.

Fonte Foto: https://it.wikipedia.org/
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Sembra uno scherzo ma non lo è: il CEO di Google si è trovato a dover spiegare perché Google suggerisca immagini di Trump alla ricerca della parola “idiot.”

Il presidente Trump non deve aver preso bene il fatto che su Google se si digita la parola “idiota” escano anzitutto le sue foto. Il risultato, come ha spiegato il CEO del famoso motore di ricerca Sundar Pichai, sarebbe influenzato dalle ricerche degli utenti e pertanto non sarebbe una scelta disposta da qualcuno interno a Google. Pichai ha detto:

“Prendiamo la parola chiave (in questo caso, “idiota” ndr) e la confrontiamo con altre pagine, poi cataloghiamo quest’ultime in base a più di 200 caratteristiche. Cose come la rilevanza, la novità, la popolarità o come altre persone stanno usando quella stessa parola chiave. Basandoci su questi parametri, proviamo a fornire i migliori risultati per quella richiesta specifica.”

Perché compare Trump digitando la parola idiota su Google?

Sicuramente a Trump non avrà fatto piacere lo scherzetto combinato dall’algoritmo di Google nei suoi confronti: negli Stati Uniti digitando la parola “idiot” le prime immagini suggerite dal famoso motore di ricerca sono proprio quelle del presidente. Al congresso in cui il numero uno di Google ha fornito spiegazioni in merito, c’è anche chi ha provato a fare dell’ironia sulla questione. La Repubblicana Zoe Lofgren ha domandato se per caso non ci fosse un “piccolo uomo” che manovrasse in qualche modo i risultati della ricerca, ma la risposta di Pichai è stata chiara:



“È un meccanismo che funziona su larga scala, noi non interveniamo manualmente su un risultato specifico”

Che piaccia o meno insomma, scrivendo idiota compare e comparirà ancora la foto di Trump tra le immagini suggerite da Google. La vicenda non sarebbe neanche la prima nel suo genere tra l’altro e sembra, stando a quanto riportato dall’Huffington Post, che un caso similare sarebbe avvenuto anche quando a capo del Governo c’era George W. Bush. Con il signor Bush l’algoritmo sarebbe stato se possibile ancor meno generoso che con Trump: il suo volto sarebbe comparso come risultato della ricerca “miserabile fallimento.”

Alice Antonucci

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