Il Campidoglio ospita, da tempo, un coinquilino inquietante e spettrale

Il Campidoglio è il luogo istituzionale romano per eccellenza. Sede del comune di Roma, è noto per le sue bellezze artistiche e monumentali. Ma non c’è solo questo.

Alla pari di ambientazioni lugubri e terrificanti quali i castelli scozzesi o i conventi medioevali, che spesso sono stati ambientazioni di romanzi gotici e horror per scrittori come Ann Radcliffe e Edgard Allan Poe, anche il Campidoglio nasconde un segreto. A quanto pare, tra i dipendenti, gira una voce molto insistente sul fatto che esso sia abitato da presenze impalpabili e inspiegabili.

Da tempo in un’ala specifica vicina agli uffici del Sindaco, più precisamente a Palazzo Senatorio, si verificano vicende strane e particolari: pesanti porte che si chiudono inspiegabilmente, oscuri sospiri, rumori improvvisi e frastuoni di catene.




I dipendenti più anziani attribuiscono queste stranezze a una storia particolare. Sembra che all’interno di quelle stanze viva uno spettro che porta con sé il segreto indicibile di una morte straziante e violenta.

Il fantasma viene identificato con l’anima turbata di un frate che, in epoca medioevale, fu colto in flagrante adulterio con la moglie del comandante della guarnigione di guardia al Campidoglio. Per vendicarsi, quest’ultimo decise di murarlo vivo all’ultimo piano della torre di Nicolò V.

Da quella fatidica notte il suo fantasma vaga in quelle stanze lamentandosi, urlando e scuotendo fortemente le catene, rumori che si intensificano ogni anno durante la notte del 9 dicembre, che potrebbe essere il giorno della sua fatidica fine.

I racconti sulla sua presenza sono molteplici, ma c’è un episodio in particolare che ha destato l’attenzione degli appassionati del genere.

Pare che alla fine degli anni Ottanta, proprio il 9 dicembre, uno dei vigili urbani, che faceva parte del piccolo gruppo di guardia notturno del Campidoglio, sia stato vittima di un incontro ravvicinato con lo spettro. Secondo i racconti, alle prime luci dell’alba il vigile – oggi in pensione – sentì provenire dal piano di sopra una serie di rumori. L’agente, incuriosito, decise di salire a controllare ed ebbe la sensazione di essere seguito e osservato. I colleghi, al loro ritorno, lo ritrovarono in evidente stato di agitazione: aggrappato al cancello d’ingresso di Sisto IV, dal quale si staccò solo a fine turno.

Da quel giorno l’uomo decise di rifiutare ogni servizio notturno, creando maggiori sospetti sulla leggenda dello spettro del frate.

Le testimonianze sulla presenza dello spettro si sono fatte talmente insistenti e diffuse che il comune di Roma, durante la reggenza dell’ex sindaco Alemanno, ha deciso di chiamare gli acchiappa spettri. L’associazione che si è occupata della questione si chiama Ghosthunters Roma.

Durante il giro di perlustrazione, i ghostbusters hanno registrato tre eventi anomali. Il primo riguarda una fotografia termica, scattata nella sala della musica, in cui compare una figura umanoide che sembra indossare una mantella. Il secondo, invece, vede protagonista la maniglia di una porta che rispetto a quelle vicine era più calda di 10 gradi, come se qualcuno l’avesse tenuta stretta per alcuni minuti. Il terzo fa riferimento sempre a una fotografia, che stavolta mostra un’ombra scura.

Tali testimonianze sembrano confermare la presenza di uno spirito all’interno di quelle stanze; stando anche ad altri antichi racconti, non sembra essere l’unico.

Dunque, pare proprio che in Campidoglio ci sia un coinquilino in più. Chissà se in questi anni ha fatto visita anche alla sindaca Raggi!

 

Laura D’Arpa

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