Il Castello di Shuri ad Okinawa: una storia fatta di fiamme

Una storia di rinascita tra le macerie

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Un incendio ha distrutto il Castello di Shuri ad Okinawa, considerato pratrimonio dell’umanità.

Ancora non si conoscono le cause dell’incendio. L’unico dato certo riguarda la spaventosa potenza delle fiamme che, nel giro di una sola notte, sono riuscite a radere al suolo l’edificio principale del Castello di Shuri. Gli stessi vigili del fuoco giapponesi, in azione fin dalle prime fasi dell’incendio, si sono scoperti impotenti davanti alla dirompente potenza dell’incendio in questione.

Non è la prima volta che le fiamme divorano il castello in questione. Anzi, si potrebbe quasi affermare che la storia del Castello di Shuri sia intrinsecamente legata all’azione del fuoco distruttivo che per ben cinque volte lo ha completamente raso al suolo.

Vediamo insieme le componenti salienti di questa storia incendiaria.

Non si conosce con esattezza la data di fondazione del Castello di Shuri. Gli storici, però, concordano nel ritenere che l’edificio fosse già presente intorno al 1420, quando svolgeva il ruolo di fortezza difensiva. Il primo incendio che conduce alla distruzione dell’edificio, infatti, si registra proprio nel corso del XV secolo, più precisamente nel 1453. In quell’anno il castello si trova direttamente coinvolto in un violento scontro tra fazioni, in guerra per contendersi la sovranità sul territorio di Okinawa. In questo contesto l’edificio venne bruciato forse volontariamente, al fine d’impedire che la fazione rivale, impossessatasi del forte, potesse sfruttarne i vantaggi.

Il castello viene tuttavia ricostruito e probabilmente anche ampliato; ma nel 1660, duecento anni dopo il primo incendio, è nuovamente raso al suolo dalle fiamme, questa volta accidentali. A ribadire l’importanza strategica e simbolica dell’edificio, però, è il fatto che nel 1670, solo dieci anni dopo, cominciano i lavori di ricostruzione che vengono però complicati, nel 1709, da un ulteriore incendio accidentale.

Terminati i lavori, il castello gode di relativa tranquillità e giunge, intatto, al 1879.

Quest’anno rappresenta un vero e proprio spartiacque nella storia dell’arcipelago di Okinawa. Nel 1879, infatti, l’intero arcipelago, il così detto Regno delle Ryukyu, perde la propria indipendenza e viene annesso al Giappone. Il Castello di Shuri diviene quindi proprietà del nuovo Stato che lo utilizzerà inizialmente come caserma e poi come scuola femminile. Nel 1923 l’amministrazione locale, in ristrettezze economiche, propose anche la demolizione del castello  che versava in pessime condizioni. Tuttavia un movimento di protesta, guidato da alcuni intellettuali, riuscì ad impedirne l’ennesima distruzione. Nel 1929, poi, l’amministrazione giapponese riconosce il castello come Tesoro nazionale



La tragica epopea del Castello di Shuri, però, non si conclude nel ’29. La fortezza, nel corso della seconda guerra mondiale, si trova infatti in prima linea. Durante la battaglia di Okinawa, infatti, l’esercito USA la bombarda violentemente, radendola al suolo ancora una volta.  Terminata la guerra saranno gli stessi statunitensi a portare avanti il processo di ricostruzione, riconvertendo il sito sotto forma di ateneo universitario. Tra le mura del castello, infatti, gli americani istituiscono l’Università delle Ryukyu.

Nel 2000, inoltre, l’UNESCO inserisce il castello tra i patrimoni dell’umanità.

Nel 2019, però, la storia di fiamme che coinvolge il castello si ripete ancora. Ancora una volta il fuoco ne rade al suolo la struttura davanti all’impotenza delle popolazione. Questa storia di fuoco e fiamme, però, non ci lascia in bocca un’amara tristezza. Al contrario, la speranza è che, ancora una volta, il Castello di Shuri possa rinascere dalle sue ceneri, per ergersi a simbolo della passata grandezza del Regno delle Ryukyu

 

Andrea Pezzotta

 

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