Il codice Caravaggio

Si potrebbe intitolare Il Codice Caravaggio la vicenda nata dalla Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta che espone, nell’ambito di una mostra chiamata i Tesori Nascosti, curata dal critico d’arte Vittorio Sgarbi, una Maddalena Addolorata, forse, da attribuire a Caravaggio.

Proprio dall’assegnazione dell’opera al maestro Michelangelo Merisi, più noto come Caravaggio, è nato un interessato dibattito riguardante in modo particolare lo stesso Sgarbi e Sylvain Bellenger, direttore del museo partenopeo di Campodimonte.

Bellenger ha paragonato il tentativo di trasformare in icona un’opera immediatamente riconoscibile, e in grado di attrarre migliaia di visitatori per una fama che va aldilà del valore stesso dell’opera una sorta di ‘Operazione San Gennaro’.

Secondo un determinato puto di vista, la faccenda può essere così interpretata: Bellinger ha ‘accusato’ Vittorio Sgarbi per aver tentato di creare la copertina perfetta per la mostra ‘i Tesori Nascosti’ da un’opera che distintamente possa avere la capacità e forza di richiamare un elevato numero di ospiti.

La strategia usata da Bellenger e soprattutto lo stravagante accostamento al film di Risi non è piaciuta a Sgarbi: “Bellenger è un pirla francese, un gran maleducato che non ha alcun rispetto e che non sa di cosa parla. Va cacciato, non può fare il direttore di un museo come Capodimonte non avendo diplomazia ed essendo uno straniero privo di rispetto. Faccia lo spiritoso a casa sua non qui. Liquidarlo sarà d’ora in poi il mio pallino”.

Reazione pacata quella di Sgarbi, ma lasciando da parte l’ironia, non ha tutti i torti per una serie di motivi. In primis va detto che non è stato il critico d’arte ad attribuire l’opera al pittore milanese, ma il curatore di Palazzo Chigi, Francesco Petrucci, certo di riconoscere nell’opera la mano di Caravaggio.

Ma è il secondo punto che dovrebbe interessare ancora di più il classico amante dell’arte e della cultura italiana. Volevamo far chiarezza sulla vicenda, così, abbiamo contattato Sylvain Bellenger proponendogli di far luce su questa vicenda precisando la sua posizione nei confronti di Vittorio Sgarbi, la risposta? Il Direttore non intende replicare alle dichiarazioni del dr. Sgarbi. A questo punto ci siamo chiesti: ma chi è questo sessantenne francese che ‘snobba’ il sempre quieto e placido Sgarbi?

Bellenger è nato in Normandia, ha recentemente dichiarato “qui a Napoli ho imparato a capire il mondo” (anche il cinema italiano, ci sentiamo di aggiungere), è un dottore in filosofia con una specializzazione in storia dell’arte, ma tutto il percorso professionale di Bellenger non è caratterizzato da nessun collegamento diretto e di spessore con la storia dell’arte italiana.

Inoltre, anche se apprezzabile, nella sua carriera non siamo riuscirti a trovare assolutamente nulla di paragonabile al prestigioso e difficile compito di gestione di un sito museale come quello di Capodimonte. Probabilmente non tutti sono stati presso il museo partenopeo, ma al suo interno, è possibile ammirare opere di assoluto valore di Raffaello, Caravaggio, il Vecchio, Bruegel, Tiziano, Francesco Solimena, El Greco e molti altri.

Quello che invece, con ogni probabilità, tutti saprete, è che il ministero della Cultura non sta facendo altro che tagliare fondi, il risultato è sempre più di difficile gestione per i diretti responsabili di strutture come quella di Capodimonte, continuamente seguita e gestita da studiosi di origine campana cresciuti a ‘pane e Borboni’ fino all’arrivo di Bellenger.

Eventi come quelli capitati nel mese di agosto, quando il museo si è visto costretto a chiudere molte aree attrattive a causa del malfunzionamento del sistema di climatizzazione, possono (ricordiamoci sempre che viviamo in Italia) capitare sotto qualsiasi gestione direttiva, ma sul serio il museo di Capodimonte ha bisogno di direttore francese per avere un sito internet del genere? (clicca). Davvero un filosofo francese con specializzazione in storia dell’arte è più bravo di una qualunque ‘vrenzola’ nostrana ad alimentare una sterile e inutile polemica con Vittorio Sgarbi?

“Devo dire che io sono Normanno e i Normanni erano qui a Napoli prima degli italiani!” disse Bellenger solo un anno fa, però, “Bisogna vedere San Gennaro cosa ne pensa, perché se quello si offende, si indispettisce e non fa più miracoli” proferì Don Vincenzo proprio in Operazione San Gennaro.

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