“Il costo di mortalità del carbonio”: le emissioni di CO2 potrebbero uccidere 83 milioni di persone

Uno studio pubblicato da R. Daniel Bressler, “Il costo di mortalità del carbonio”, quantifica gli effetti delle emissioni di gas serra in termini di vite umane. Continuando a questo ritmo, entro il 2100 un numero di persone pari alla popolazione della Germania, 83 milioni, potrebbe morire a causa dell’aumento delle temperature.

In base ai dati, nel 2020 ogni 4.434 tonnellate aggiuntive di CO2 – equivalente alle emissioni generate nel corso della vita da 3,5 americani medi – si aspetta che causi una morte in eccesso su scala globale tra il 2020 ed il 2100. Per morte in eccesso si intende un decesso dovuto al cambiamento climatico che si verifica prematuramente rispetto a uno scenario controfattuale in cui l’emissione marginale non si è verificata.

Lo studio, però, tiene conto solamente delle morti riconducibili all’aumento delle temperature. Infatti lascia fuori fattori decisivi come malattie infettive, guerre, riserve alimentari ed inondazioni. Ne consegue che le vittime del cambiamento climatico saranno sicuramente maggiori rispetto alle stime di Bressler.

Come possiamo salvare queste vite

Secondo lo studio, “ridurre (aumentare) le emissioni di un milione di tonnellate di diossido di carbonio nel 2020 salva 226 vite (causa 226 morti in eccesso)”. Un milione di tonnellate, le emissioni annuali medie di 35 voli di linea, o di 115.000 case negli Stati Uniti.

Ridurre le emissioni di 4.434 tonnellate – le emissioni di cui in media 12,8 persone sono responsabili nel corso della loro vita – potrebbe salvare una vita. Si tratta quindi di uno sforzo che tutti noi dobbiamo fare per poter salvare queste vite innocenti. È assolutamente necessario cambiare il nostro stile di vita, soprattutto ora che di vite ne abbiamo già perse troppo per via del Covid.

MCC: costo di mortalità del carbonio

Bressler utilizza il modello DICE-EMR (Dynamic Integrated Climate Economy Model with an Endogenous Mortality Response) per la sua ricerca. Mettendo in relazione il clima, l’economia, i dati demografici e il benessere sociale, risulta che il costo di mortalità del carbonio (MCC) del 2020 è 2,26 × 10−4. Questo valore, il costo di mortalità del carbonio del 2020, sta ad indicare il numero di persone che tra il 2020 ed il 2100 moriranno a causa dell’innalzamento delle temperature per ogni tonnellata addizionale di emissioni di CO2. Per arrivare a questo risultato preoccupante, Bressler ha raccolto dati dal rapporto dell’ONU del 2019 sulle Prospettive della Popolazione Mondiale.

Qui lui stesso spiega in breve la sua ricerca.



Un’alternativa, uno scenario ottimale

Questa ricerca mette in luce l’inadeguatezza delle politiche oggi in atto per salvaguardare il pianeta. Infatti, Bressler non introduce nello studio soltanto uno scenario nel quale le politiche rimangono invariate, e quindi le temperature continuano a salire, ma propone anche uno scenario ottimale. In questo scenario le temperature entro il 2100 si alzerebbero di 2,4°C, contro i 4,1°C dello scenario base. Tuttavia, per realizzare questo scenario ottimale, bisognerebbe implementare immediatamente grandi riduzioni di emissioni ed arrivare, entro il 2050, ad una totale decarbonizzazione. Si tratta di un cambiamento necessario, che, come descritto nello studio pubblicato su Nature, salverebbe moltissime vite.

Elisa Pinesich

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