Il diritto di essere bambina

Erdogan va avanti nel processo di depenalizzazione degli abusi sui minori

In seduta notturna arriva il primo sì per la riforma penale voluta dall’Akp

Qualche anno fa uscì un bestseller tratto da una storia vera, un’autobiografia, tradotta in ben 16 lingue ed esportata in 35 Paesi, dal titolo La sposa bambina.

La giornalista Delphine Minoui voleva raccontare nient’altro che la storia di Nojoud Ali, 10 anni, unita in matrimonio a un uomo di 20 anni più grande di lei, per via di un’usanza arcaica dello Yemen che nega a una bambina l’ingenuità dell’infanzia.

A 10 anni Nojoud divorzia, e lo fa perché dopo essersi rifiutata di avere rapporti sessuali con il marito, questi la riporta a casa dei suoi genitori, quasi si trattasse di un apparecchio malfunzionante alla vita coniugale, per il semplice fatto di non essersi concessa.

Dal libro è poi stato realizzato un film, da una donna, Khadija Al Salami, che ha conosciuto in prima persona il dolore di quella spensieratezza negata, con un matrimonio arrivato ad appena 11 anni e rotto agli albori dei 16.

Sono 54 gli articoli che compongono La convenzione dei diritti sull’infanzia e sull’adolescenza, una convenzione atta a ricordare cosa ai minori dovrebbe essere garantito e i doveri degli adulti, nonché dei governi, nei loro confronti.

Quando quest’estate si è iniziato a parlare di depenalizzazione degli abusi sui minori in Turchia, tra i sospiri generali, le risposte date non sono state quelle che ci si aspetterebbe.

D’altronde dopo il fallito golpe turco, il governo di Erdogan ha iniziato a portare avanti delle azioni che violano apertamente i diritti umani, il diritto internazionale, a partire dalla scuola, passando ogni ambito del vivere, preoccupanti nel mantenimento di un assetto democratico e che tuteli la società civile tutta.

L’articolo 49 della nuova legge che il partito di maggioranza, Akp, propone, è di fatto una legalizzazione dello stupro per i minori di 16 anni di età, che vede la semplice lotta del partito di opposizione socialdemocratico e di quello nazionalista, ma nessuna risposta dal fronte internazionale, che sembra invece guardare inerme quel che da qualche mese in Turchia sta avvenendo.

Martedì 22 novembre vi

Muslims girls walk in front of the Turkish flag at Istanbul University in Istanbul, Turkey, 21 July 2016. Turkish President Recep Tayyip Erdogan has declared a three-month state of emergency and caused the dismissal of 50,000 workers and the arrest of 8,000 people after the 15 July failed coup attempt. At least 290 people were killed and almost 1,500 injured amid violent clashes on 15 July as certain military factions attempted to stage a coup d'etat. The UN and various governments and organizations have urged Turkey to uphold the rule of law and to defend human rights. EPA/SEDAT SUNA Fonte: http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2016/11/18/turchia-depenalizzazione-abusi-su-minori-bufera-su-governo_7caeb26f-a815-4230-9ecc-055259ccb227.html
Muslims girls walk in front of the Turkish flag at Istanbul University in Istanbul, Turkey, 21 July 2016. Turkish President Recep Tayyip Erdogan has declared a three-month state of emergency and caused the dismissal of 50,000 workers and the arrest of 8,000 people after the 15 July failed coup attempt. At least 290 people were killed and almost 1,500 injured amid violent clashes on 15 July as certain military factions attempted to stage a coup d’etat. The UN and various governments and organizations have urged Turkey to uphold the rule of law and to defend human rights. EPA/SEDAT SUNA
Fonte: http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2016/11/18/turchia-depenalizzazione-abusi-su-minori-bufera-su-governo_7caeb26f-a815-4230-9ecc-055259ccb227.html

sarà all’interno del Parlamento, dilaniato da arresti politici e assenti in segno di protesta, in particolare all’interno del partito rappresentante la minoranza curda, la discussione in merito al testo integrale della riforma.

Tuttavia, di questa pagina di cronaca politica, quel che suscita maggiore imbarazzo è l’ipocrisia della Commissione

di Bruxelles, che si limita ad esprimere “grave preoccupazione”, l’ipocrisia dell’ONU, garante supremo e internazionale organo di tutela, di fronte a una palese negazione del diritto di essere bambina.

Un diritto semplice, considerato così socialmente garantito, da non essere tutelato come merita, quasi una bambina proveniente da uno stato fuori da quella cerchia elitaria che si è andata ormai a creare, sia figlia di un dio minore.

E allora, una bambina stuprata vedrà il suo carnefice assolvere alle sue colpe attraverso un matrimonio riparatore. Un matrimonio che le porterà accanto per il resto della sua vita quell’uomo che le ha rubato la spensieratezza così presto, negandole così il diritto di credere nell’umanità, nella felicità, nell’amore.

Un mondo migliore non inizia con delle bandiere svolazzanti e una minaccia di guerra, ma con la semplice garanzia di quei diritti che daranno la possibilità di credere che lottare non sia vano, che la felicità non sia un “sistema complesso”, ma quella tutela di ogni singola persone che si è sempre pronti a far valere.

Un mondo migliore inizia dalla tutela per l’infanzia, che darà ai cittadini del domani fede negli uomini e, così, nella pace.

“Tutti gli adulti e tutte le bambine e i bambini dovrebbero sapere che esiste questa Convenzione. Hai il diritto di sapere quali sono i tuoi diritti, e anche gli adulti dovrebbero conoscerli.”

Art. 42, “I diritti dei bambini in parole semplici”, Convention on the rights of the child, Unicef

 

Di Ilaria Piromalli

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