Il Dodgeball in Italia: a tu per tu con il presidente dell’AIDB

Intervista ad Andrea Robbia, presidente dell’Associazione Italiana Dodgeball.

Intervista ad Andrea Robbia, presidente dell'AIDB
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Sin dal suo arrivo in Italia nel 2007, il dodgeball ha subito appassionato e si è evoluto negli anni. A nove anni dalla fondazione dell’Associazione Italiana Dodgeball (AIDB), questo sport si è diffuso in ben otto regioni e, nella stagione 2016/2017, è stato organizzato il primo storico campionato nazionale ad 11 squadre. Il dodgeball, per i non addetti ai lavori, è un’evoluzione agonistica della palla avvelenata con regole stabilite, a livello mondiale ed europeo, dalla World Dodgeball Association (WDA) e dalla European Dodgeball Federation. Ma cosa c’è dietro la diffusione e l’organizzazione di questo sport nel nostro paese?

Abbiamo intervistato il numero uno dell’AIDB per saperne di più e la conversazione si è trasformata in un imperdibile dietro le quinte tra passato e futuro.

Da cosa è nato l’interesse per il dodgeball?

L’interesse per il dodgeball è nato dal film di Ben Stiller “Palle al Balzo”. Pur essendo una parodia, mi è piaciuto il concetto sportivo e per questo mi sono documentato per vedere se in Italia ci fosse qualcosa del genere. Casualmente, qualche mese prima che io vedessi il film, venne disputato il primo campionato di dodgeball regionale dal CSI di Ravenna. Non avendo partecipato quell’anno, ero deciso ad iscrivermi per la stagione successiva 2008/2009. Prima di organizzarmi per conto mio, un collega mi propose di giocare a dodgeball ed io accettai subito. Inutile dire quanto rimase sorpreso vedendo che conoscevo questo sport! Ad ogni modo, partecipammo al campionato con una squadra in cui non tutti ci conoscevamo e devo dire che è stata un’esperienza molto particolare. Da quel momento la nostra piccola realtà di Lugo ha iniziato ad ingrandirsi e strutturarsi sempre di più nel territorio.

Cosa ha portato alla nascita dell’AIDB?

Mi è sempre piaciuto partecipare all’organizzazione di eventi e seguire le partite, ecco perché ho iniziato ad occuparmi dei referti del campionato regionale emiliano per conto del comitato di Ravenna. Questo mi ha portato, passo dopo passo, ad entrare sempre più nel settore organizzativo. L’anno dopo, infatti, fui inserito, insieme ad altri tre ragazzi, nella commissione tecnica locale appena creata dal CSI (Centro Sportivo Italiano) di Ravenna. Con il tempo, vedendo che le diverse iniziative riscuotevano grande successo ed interesse, pensammo di estendere questa realtà sportiva anche a livello extra-provinciale.  Il primo passo fu la creazione dell’Associazione Italiana Dodgeball, un punto di riferimento per tutte le altre realtà in Italia. Nessuno è affiliato o legato all’AIDB ma riceve da essa informazioni, materiali e aiuti di ogni tipo per far crescere la propria società sportiva ed entrare in contatto con altre società vicine o con i CSI locali.

Quali sono le strategie per diffondere il dodgeball a livello nazionale?

In Italia c’è un buon interesse, specialmente a livello giovanile, ed è per questo che insisto tanto proprio su questo settore. Purtroppo, nonostante il grande interesse a livello scolastico per il dodgeball, la scarsità di personale specializzato nella formazione dei giovani è uno degli ostacoli maggiori. Inoltre, non è sempre facile riuscire ad organizzare corsi strutturati per far conoscere questo sport in maniera approfondita. Un conto è andare in una scuola e far semplicemente giocare i bambini a dodgeball per un paio d’ore, altra cosa, invece, è spiegare i concetti e le regole alla base dell’attività agonistica. E per spiegare cos’è la disciplina sportiva o il rispetto dell’avversario c’è bisogno prima che i ragazzi acquistino dimestichezza con le dinamiche più intuitive del gioco.

Quest’anno abbiamo valutato l’idea di organizzare delle videoconferenze con i diversi istituti scolastici di un’area con forte interesse sia per avviare dei corsi di formazione per docenti sia per pianificare lezioni teoriche per gli studenti. Ma per poter procedere con un progetto così articolato, è fondamentale la cooperazione delle scuole nel mettere a disposizione gli spazi e i tempi necessari. Per quanto riguarda le realtà spontanee esterne all’ambito scolastico, come ho già detto prima, l’AIDB svolge un ruolo di consulenza e assistenza attiva. Il nostro obbiettivo è sostenere ed incentivare chiunque voglia giocare a dodgeball in Italia.

Perché scegliere questo sport?

Innanzitutto è uno sport di squadra adatto e aperto a tutti! Non importa se non hai mai giocato prima o se non hai mai praticato una disciplina sportiva. In secondo luogo, penso che il dodgeball permetta di esprimere appieno l’istinto e l’inventiva, rendendo ogni giocatore maggiormente partecipe al gioco rispetto ad altri sport. Nel concreto, già il fatto che ci siano 5 palloni fa si che 5 giocatori sui 12 totali in campo siano contemporaneamente coinvolti in maniera attiva. Inoltre, attraverso un sistema di gioco così movimentato e stimolante, soprattutto i bambini riescono a tirare fuori tutta la propria creatività. Un altro punto a favore del dodgeball è, senza dubbio, la minor selettività dell’ambiente rispetto ad altri sport. Poter conoscere persone nuove con cui confrontarsi senza rimanere esclusivamente nella propria cerchia di amici aiuta a creare uno spirito di squadra, rendendo piacevoli le ore di allenamento.

Cosa ti aspetti per il futuro del dodgeball in Italia?

In tutta franchezza, il mio auspicio per il futuro è che tutte le realtà italiane possano essere riunite in un’unica federazione. Questo perché, specie per uno sport di nicchia come il dodgeball, essere divisi in due circoli diversi porta ad uno spreco evitabile di energie e ad una minor coesione. Detto ciò, spero di non perdere tesserati per la stagione 2020/2021 a causa degli effetti della pandemia. Penso infatti che, almeno fino a gennaio 2021, sarà difficile ipotizzare una ripresa, per così dire, “serena” delle attività sportive. Ragionando, dunque, sul biennio successivo, vorrei intensificare l’attività giovanile, riuscendo a creare un campionato anche per gli Under12. E’ fondamentale coltivare la passione per questo sport sin da piccoli, investendo tanto nella crescita individuale e collettiva degli atleti del futuro. Ma, come per tutti i progetti più ambiziosi, bisogna aver pazienza ed evitare di lasciare un brutto ricordo per scelte troppo avventate.

E in Europa?

Sin dal primo contatto con i responsabili della British Dodgeball Association e della realtà svedese, avvenuto nel 2010, l’AIDB ha avuto un ruolo importante nell’organizzazione dei Campionati Europei di questo sport, arrivando ad ospitarne ben due edizioni in Italia (a Cesenatico nel 2012 e a Lignano Sabbiadoro nel 2018). Questo ha creato una solida collaborazione tra le principali realtà in Europa. Pur consapevole di tutte le difficoltà del caso, nel giugno del 2019 ho proposto, a livello europeo, una competizione che possa comprendere tutte le categorie al di sotto dei 18 anni. Un evento di questo tipo permetterebbe a ragazzini così giovani di confrontarsi con coetanei di altre nazioni, incentivando anche gli altri paesi europei ad investire nel settore giovanile.

E per chi fosse interessato a saperne di più, ecco il link del regolamento ufficiale.

Alessandro Gargiulo

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