Il femminismo è morto e la Giornata Internazionale delle Donne è inutile

E’ ancora necessario che esista una Giornata internazionale della donna? Beh, basta leggere le pagine dei quotidiani per avere una risposta.

Mi è capitato di sentire ultimamente che il femminismo è l’invenzione più stupida che sia mai esistita. Un movimento che è diventato una pantomima, che le sceneggiate delle donne sono controproducenti.

Sceneggiate delle donne.  Esattamente, che cosa si può includere in questa categoria? Non voler essere chiamata bagascia, troia, puttana, cagna (etc.. etc.. etc..), pretendere di avere parità e rispetto, non essere discriminate per il proprio corpo o non essere giudicate per ciò che con quel corpo si decide di fare?




La paternale è sempre dietro l’angolo: è giusto “protestare” per qualche diritto, ma sempre con le dovute precauzioni, entro certi limiti e avendo cura di non urtare la sensibilità dei più meticolosi.

In pratica, è consentita una protesta silenziosa, altrimenti, poi, è un teatrino. In fondo, lo sanno tutti che le donne sono isteriche.

Come hanno solo lontanamente potuto pensare 100 donne, tra cui la scrittrice Michela Murgia e la vice direttrice generale della Banca d’Italia Alessandra Perrazzelli,  di inviare una lettere aperta al Treccani, per chiedere gentilmente di eliminare dal dizionario online parole sessiste e discriminatorie. Che pantomima è questa!

Davvero avete chiesto che tra i sinonimi dispregiativi alla voce “donna“, venissero eliminati termini come “cagna”, “zoccola” e “serva”!?

Voi, stolte donne mestruate, pensavate davvero che fosse legittimo chiedere a un’istituzione linguista come il Treccani, consultato online da milioni di italiani, di eliminare espressioni che non sono solo offensive ma, quando offerte senza uno scrupoloso contesto, rinforzano gli stereotipi negativi e misogini che oggettificano e presentano la donna come essere inferiore.

Il linguaggio plasma davvero la realtà?

Sta di fatto, che la voce “uomo” manca completamente di tutta una serie di epiteti che pure rispecchierebbero la società moderna.

Se i signori e le signore del Treccani non hanno ritenuto opportuno modificare il proprio lessico, l’attivista italiana Maria Beatrice Giovanardi ha però ottenuto che l’Oxford Dictionary modificasse in chiave non sessista la definizione di “woman”. 

Il femminismo è inutile e se sei incinta vai a casa

Tra le altre sceneggiate, figura l’ultima trovata della pallavolista Lara Lugli. Proprio in occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’atleta ha voluto condividere uno spiacevole episodio che l’ha vista protagonista: è rimasta incinta.




Davvero Lara, come hai solo lontanamente potuto pensare di restare incita all’improvviso?! Avere un bambino senza prima avvisare il tuo club è una grave mancanza di professionalità. Suvvia.

Quindi, se il Volley Pordenone prima ti rescinde il contratto e poi ti cita per danni per “non aver reso nota la sua volontà di diventare madre“, è pienamente legittimato. Dopotutto, la tua gravidanza per loro è stata un danno. Il tuo bambino è stato un danno. Tu dovevi pagarne lo scotto.

Al di là di tutte le problematiche legata alla scarsa tutela per gli sportivi dilettanti, in Italia scoprire che una dipendente è incinta, mandarla a casa e citarla per danni è legale.

Il femminismo è inutile? Ma certo! Che pretesa è questa di essere pienamente tutelata in gravidanza?! (o di essere pienamente tutelate, stop.)

Le sceneggiate delle donne nel resto del mondo

Se in Italia, che pure s’atteggia a paese civilizzato, una dipendente viene licenziata perché incinta e un’istituzione linguistica giustifica l’uso di termini totalmente inappropriati, nel resto del mondo le donne hanno ottenuto numerose conquiste.

Le sceneggiate recitate per decenni, quelle lotte di donne esasperate, ignorate e inascoltate, hanno portato a risultati importanti e solo nell’ultimo anno:

  1. La Sierra Leone ha abolito il divieto per le ragazze incinte di andare a scuola (marzo 2020)
  2. La Costa Rica ha legalizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso (maggio 2020)
  3. Il Sudan ha vietato le mutilazioni genitali femminili (luglio 2020)
  4. L’Argentina, dopo anni di proteste, ha legalizzato l’aborto (dicembre 2020)
  5. La Danimarca ha emanato una legge che definisce chiaramente che il sesso senza consenso è stupro (dicembre 2020)
  6. La Gran Bretagna ha abolito la tampon tax e la Scozia ha reso gratuiti i prodotti per le mestruazioni (gennaio 2021)
  7. L’attività saiudita per i diritti delle donne Loujain Al – Hathloul è stata scarcerata (febbraio 2021)

Diritti delle donne, diritti umani, diritti dell’uomo. Il femminismo, l’attivismo, le pantomime e le donne tutte hanno ottenuto qualcosa.

Eppure, davvero nel 2021 si deve lottare per avere il diritto di abortire, il diritto di andare a scuola, il diritto di lavorare, il diritto di non essere mutilata, il diritto di non essere stuprata, il diritto di sposare chi ci pare!?

Se, nonostante l’evidenza, è così facile denigrare il femminismo o la maggior parte delle lotte intraprese dalle attiviste, perché tacciate di esagerazione e isteria, allora le sceneggiate dovrebbero aumentare.

Il femminismo è morto. L’ Italia è un paese maschilista, ma questo già si sapeva

Se un uomo coscienzioso non avrebbe nulla da ribattere sulla lotta contro le mutilazioni genitali, che sono barbariche, che sono mostruose (e, soprattutto, non fanno parte della nostra cultura), sarei felice di ascoltare l’opinione di un uomo sugli assorbenti tassati come bene di lusso.

Vorrei sapere cosa ne pensa un uomo della legittima richiesta di eliminare dal dizionario parole equivoche, che inevitabilmente vanno a influenzare e a giustificare un certo modo di fare e di pensare.

Se in Italia non si arrestano attiviste, né è consentito mutilare i genitali femminile, ciò non vuol dire che il nostro paese spicchi per civiltà.




La legge che consente l’aborto è stata più volte messa in discussione (e nella pratica, tra tutti gli obiettori di coscienza esistenti, è molto complesso esercitare il diritto); gli assorbenti sono tassati al 22%, come bene di lusso, più del Tartufo (tassato al 3%); le ragazze incinte possono andare a scuola ma, è più che evidente, non possono lavorare; non esiste un’apposita legge contro lo stupro.

La strada per poter essere definiti un paese civile è lunga. Inutile ribadire quanto la mentalità del maschio medio sia irrimediabilmente manchevole e distorta. Inutile battere sulla solita questione della società patriarcale e maschilista.

Ci voglio i fatti. Ma le donne non si lamentano per nulla, le donne agiscono. Le donne fanno sceneggiate.

E saranno quelle sacrosante sceneggiate a cambiare la rotta di un paese che, se lasciato nelle mani di capre e cavoli, ritornerebbe non agli anni ’50, ma al medioevo.

Quindi, via alle sceneggiate, via alle pantomime, via al femminismo più sfrenato che, va ricordato, non lotta contro il maschio, ma contro la più becera ineguaglianza.

Antonia Galise

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *