Il governo italiano blocca l’export di bombe: prima volta in trent’anni

Il governo italiano ha bloccato l’export di bombe e missili diretti contro lo Yemen. Fermati anche i 12.700 missili in partenza autorizzati durante il mandato Renzi.



La risoluzione parlamentare dello scorso Dicembre 2020 è stata firmata da Yana Chiara Ehm (M5s) e Lia Quartapelle Procopio (Pd). È il primo stop dopo trent’anni, dall’entrata in vigore della Legge 185 del 1990 sull’esportazione di armi. Lo stesso giorno anche il nuovo eletto presidente Joe Biden ha adottato una sospensione temporanea. L’italia forniva missili e bombe aeree prodotte in Sardegna alla coalizione saudita impegnata nella guerra in Yemen già dal 2016. La decisione era stata presa dal governo Renzi. Numeri altissimi: 20 mila bombe aeree della serie MK del valore di oltre 411 milioni di euroDopo una prima sospensione di 18 mesi, presa a luglio 2019 e rinnovata di recente, è arrivata la revoca definitiva.

Il contributo delle organizzazioni internazionali





A un anno dal conflitto il Consiglio di sicurezza dell’ONU aveva avvisato gli Stati che i bombardamenti della coalizione saudita potevano trasformarsi in crimini di guerra. Numerose inchieste hanno mostrato che l’eliminazione dei ribelli di Houthi comportava numerosi obiettivi civili, implicando un coinvolgimento degli Stati fornitori.
Anche il Parlamento europeo si è impegnato per porre fine al conflitto. Una risoluzione approvata a maggioranza nel 2020 aveva condannato le azioni  dell’Arabia Saudita e invitato gli Stati membri a coinvolgere l’Alto rappresentante per un embargo UE sulle armi verso gli stessi Paesi.

Il governo italiano si tira indietro: esultanza delle ong




La scelta italiana di non limitarsi a una sospensione ma a una revoca si è posta al centro dell’attenzione delle Ong. “Grande Soddisfazione” è il commento generale effettuato da Amnesty International Italia, Comitato riconversione Rwm , Fondazione Finanza Etica, Medici Senza Frontiere, Movimento dei Focolari, Oxfam Italia, Rete Italiana Pace e Disarmo, Save the Children.  L’evento è stato commentato dallo stesso ministro degli Esteri italiano, che ha definito questa scelta  un atto doveroso, e un chiaro messaggio di pace  dal nostro Paese.

Elena Marullo

 

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