Il mondo delle serie tv e il blackface: come il politically correct si insinua

Il politically correct è un dio capriccioso. Armato di parole, taglienti come lame e potenti come saette, scaglia i suoi giudizi sul mondo, seminando zizzania, in nome di una sterile omologazione. “Impera et divide” è il suo motto. A finire nell’occhio del ciclone è nuovamente il mondo delle serie tv (dopo la vicenda di The Flash). Stavolta l’accusa che imperversa sui social è quella di blackface.

 

Blackface: di cosa si tratta?

Per blackface si intende una pratica adottata in ambito teatrale nel secolo scorso, per la quale si dipinge il volto di un attore per farlo assomigliare ad un uomo nero. Originariamente nasceva con un chiaro intento discriminatorio, poichè gli attori, dipingendosi di nero, mettevano in scena dinamiche chiaramente stereotipate, in modo da amplificare il senso di superiorità che vi era in quel periodo. La pratica era riflesso chiaramente di una società razzista.

Da non confondere, ad esempio, con la consuetudine che vi era nel teatro elisabettiano del XVII secolo, per la quale uomini bianchi interpretavano ruoli femminili e, laddove necessario, anche quelli di personaggi di colore. Opera emblematica è senza dubbio Othello di Shakesperare. John Strausbaugh, giornalista e studioso del fenomeno, commenta dicendo che in questo caso manca l’emulazione di “qualità considerate innate per i Neri, come quelle inerenti alla musicalità e alla naturale predisposizione per le attività atletiche”.

Questo esempio dimostra una semplice cosa: il fenomeno del blackface è strettamente legato al periodo storico di cui si parla, alla società che vi era al tempo. La morte di George Floyd ha fatto riemergere giustamente il dibattito sul razzismo, ma pian piano il politically correct sta  portando a decisioni “estreme” perchè non tengono conto del contesto. Ecco le serie tv accusate di blackface.

 

“Scrubs”: rimossi 3 episodi da Hulu

La serie tv Scrubs è andata in onda dal 2001 al 2010 e racconta le vicende di John Dorian, conosciuto anche come J.D. , medico e sognatore ad occhi aperti. Si alternano episodi di vita reale a veri e proprie fantasie del protagonista, che hanno reso la serie famosissima. In questi ultimi giorni, tuttavia, sono stati rimossi 3 episodi dal catalogo online “Hulu”, con l’accusa di blackface. Non si fanno attendere i tweet sconvolti dei fan, nonchè la risposta del regista Bill Lawrence, il quale lascia intendere che “era sua intenzione rimuoverli”. Lawrence decide prontamente di chiarire tale affermazione. Infatti  Zach Braff, Donald Faison e Sarah Chalke, gli attori coinvolti, hanno consolidato una fortissima amicizia, anche dopo le riprese. Non era intenzione del regista metterli in cattiva luce, perciò con un tweet decide di lasciar spazio ad una libera interpretazione.

In uno dei tre episodi episodi incriminati, il diciassettesimo della quinta stagione, J.D. si presenta ad una festa del college col suo amico Turk. Nella scena il protagonista ha la faccia pitturata di nero, ma allo stesso tempo anche Turk, che è afroamericano, ha la faccia pitturata di bianco. Ecco la scena nel seguente video:




4 episodi di “30 Rock” rimossi

La rimozione degli episodi di Scrubs ha fatto ancora più scalpore perchè è avvenuta quasi in concomitanza con quella di “30 Rock”, serie televisiva targata NBC. Il cast è di prim’ordine: Tina Fey, Alec Baldwin, Salma Hayek e Will Ferrell per fare alcuni nomi.  La serie mette in scena i dietro le quinte di uno show comico. Di fronte alle accuse di blackface, la NBC ha prontamente rimosso i 4 episodi incriminati. Tina Fey, attrice e regista del progetto ha commentato così:

Mentre ci sforziamo di fare il nostro lavoro al meglio per quanto riguarda le etnie in America, crediamo che sia meglio togliere dalla circolazione questi episodi con attori con trucchi che cambiano la loro etnia

 

“Comunity”: blackface di un elfo oscuro

Il caso della serie televisiva Netflix “Comunity” è forse il più particolare. L’episodio “Advanced Dungeons & Dragons” all’interno della seconda stagione ha come tema il famosissimo gioco di ruolo D&D. L’attore Ben Chang si presenta con una parrucca bianca e il volto dipinto di nero. Durante l’episodio Chang dice espressamente che stava impersonando un elfo oscuro, detto anche “drow” e viene anche preso in giro dagli altri personaggi per la sua scelta, con un chiaro intento satirico (“Allora, ignoreremo quel crimine d’odio, eh?”).  Prevedibilmente l’episodio è stato rimosso dal catalogo ma non solo: anche il famoso gioco di ruolo sta rivisitando in chiave più “etica” le proprie regole.

 

“The Office”: rimosso “Black Peter”

In simultanea a “Comunity” anche “The Office” è entrata in questa lista. Nell’episodio “Dwight Christmas”, uno dei personaggi, con idee un po’ particolari ed estremiste, decide di celebrare il Natale attraverso una recita. Lo spettacolo si basa su una fiaba olandese in cui è previsto un personaggio soprannominato “Black Peter”, vestito in modo variopinto e con il viso dipinto di nero. Alla fine l’ideatore della festa capisce che non è il caso e la annulla.

 

Conclusioni

Questo articolo era nato per per approfondire il solo caso di Scrubs, ma nell’arco di pochi giorni si sono avvicendati tutti questi fatti che hanno lo stesso comune denominatore. Si è parlato prima dell’importanza di un contesto, perchè è quello che permetto, come in tutti questi casi, di poter essere ironico, poter fare satira. Soprattutto essere libero di poterla fare. Il politicamente corretto colpisce non soltanto la libertà, ma anche la storia: perchè un popolo che distrugge il proprio passato e la propria storia è meno libero di costruire il proprio futuro.

 

 

Jacopo Senni

 

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