Vivisezione :il mondo può essere migliore senza sperimentazione sugli animali

Vivisezione

Non è facile pensare di cambiare
le abitudini di tutta una stagione
di una vita che è passata come un lampo
e che fila dritta verso la stazione
Un mondo migliore
E’ un mondo migliore
Sai essere libero
Costa soltanto
qualche rimpianto
Si tutto è possibile
perfino credere
che possa esistere
un mondo migliore
un mondo migliore…

E’ il testo dell’ultimo successo di Vasco Rossi.
E’ difficile credere che possa esistere un mondo migliore in una società che arreca ogni giorno infinite sofferenze agli esseri umani, agli animali, alle piante… all’intero pianeta.
In cui gli interessi prevalgono sui sentimenti causando atrocità.
Ci sono animali di ogni specie come scimmie, cani, gatti, topi, conigli, porcellini d’India, mucche, suini, cavalli, pecore, capre, piccioni, furetti, rettili, pesci, che vengono utilizzati nei laboratori di vivisezione sparsi in tutto il mondo per la sperimentazione di farmaci e cosmetici.

Ho letto i racconti di attivisti che si sono fatti assumere da alcuni di questi laboratori e visto le foto che hanno scattato.
Parole e immagini che testimoniano la trascuratezza, l’insensibilità, la crudeltà degli operatori, infastiditi dalle reazioni di chi non si lascia torturare ma si divincola lamentandosi.

Come posso descrivere gli occhi immortalati dalle fotografie?
L’immagine che mi è venuta alla mente è quella della sperimentazione sugli esseri umani svolta dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, ma non sono stati i soli, nei confronti di ebrei, disabili, zingari, omosessuali catalogati come indegni di vivere.
Vennero svolti test assurdi nei loro confronti – Mengele prediligeva i gemelli – per valutare la resistenza dell’uomo nell’acqua gelida, l’altezza massima da cui poteva cadere per sopravvivere, la soglia dell’intensità del suono che perforava i timpani, oppure effettuate amputazioni per curarle in modo da trattare le ferite di guerra o ancora cagionate malattie epidemiche per studiarle.
Episodi in cui le persone venivano tenute in condizioni terribili, con sofferenze indicibili, senza alcuna ragione di carattere scientifico.
Non vedo la differenza con quello che accade oggi nei laboratori che effettuano la vivisezione.

Ogni anno milioni di animali nel mondo, 900.000 solo in Italia, sono avvelenati con sostanze chimiche inducendo ogni genere di malattia, dal cancro alla sclerosi multipla, dall’AIDS alle malattie cardiovascolari, dalla paralisi alle modificazioni genetiche, praticando esperimenti sul cervello e sul dolore.
L’utilizzo di animali viene giustificato sostenendo la necessità di testare su organismi viventi per salvare vite umane.

In realtà sperimentare su animali porta a risultati discordanti dato che l’uomo è una specie differente da tutte le altre e che le sostanze testate provocano effetti diversi a seconda dell’animale utilizzato.
Ad esempio la diossina è tossica per il porcellino d’India ma innocua per il criceto. Lo stesso dicasi per altri elementi chimici.
Basta usare un tipo di animale per dimostrare la validità di un principio e una specie diversa per provarne la pericolosità. Ma non è detto che l’effetto sia identico con l’uomo.
In realtà il vero test per i farmaci è proprio la somministrazione sui volontari che si attua dopo quella animale: quest’ultima è considerata una mera “prassi” con cui le case farmaceutiche ottengono l’autorizzazione alla distribuzione dei prodotti.
Prima gli animali, poi gli umani.

In molti laboratori di vivisezione gli esperimenti vengono condotti in condizioni di trascuratezza, senza un monitoraggio costante delle reazioni dei soggetti, solo per ottemperare alla prassi e ottenere l’autorizzazione.
Perché accade questo?
Perché l’uomo si pone al centro dell’universo e confronta l’intelligenza degli altri esseri con la propria.
In realtà i mammiferi hanno capacità cognitive simili ma l’intelligenza è diversa a seconda della specie e del suo ruolo.
Un erbivoro reagisce in maniera differente da un carnivoro per sopravvivere ma i comportamenti non possono essere valutati singolarmente per stilare una classifica di superiorità di una specie rispetto all’altra.
Esistono poi ragioni culturali che danno per scontata l’attitudine di alcuni animali a essere allevati e mangiati, mentre altri sono considerati da compagnia. Si tratta solo di abitudini non suffragate da ragioni scientifiche e infatti la mucca o il cane, in oriente e in occidente, sono considerati o meno animali da carne.

E’ dunque l’abitudine e l’informazione presentata dai mass media, a loro volta manipolati da chi detiene il potere economico, a mostrare la sperimentazione in vivo come l’unico modello possibile.
Nel passato sono stati numerosi gli esempi in cui farmaci testati su animali si sono rivelati dannosi per l’uomo. Così come ogni tanto si assiste al ritiro di medicinali a causa degli effetti collaterali o della pericolosità di un principio.
Ma non era stato provato sugli animali?
Se il test fosse sicuro non dovrebbe succedere.
Nelle cause intentate contro di loro le case farmaceutiche, per evitare di rimborsare le vittime, si difendono sostenendo proprio la diversità delle specie animali che non offre sicurezza assoluta.
Ogni razza animale è biologicamente, geneticamente e anatomicamente diversa dalle altre e l’estrapolazione di dati dall’una all’altra è aleatoria.
Quello che accomuna uomo e animali è la capacità di percepire sentimenti e sensazioni quali paura e dolore.
Solo l’applicazione del rimedio sull’uomo può confermare la validità del principio attivo.

Oggi i progressi della scienza hanno portato alla creazione di metodi alternativi come i test tossicologici effettuati su colture di cellule umane o scarti ematici di operazioni e prelievi, simulazioni al computer e modelli sintetici che offrono maggiori certezze sulla loro efficacia.
A chi sono utili i test sugli animali?
Ai consumatori, ai cittadini o a chi gestisce le attività che vi ruotano attorno ottenendo profitti?
Acquistare un prodotto a basso costo viene presentato come un vantaggio e un risparmio. Ma il risparmio deve essere valutato a lungo termine considerando il prezzo pagato in salute personale, dall’ecosistema generale e in sofferenza animale.
Serve informazione e consapevolezza per evitare di essere manipolati e potersi trasformare da pedine in giocatori che decidono le mosse sulla scacchiera per indirizzare il gioco in maniera vantaggiosa per tutti.

RicerCARE è un’associazione no profit a favore dello studio scientifico etico che non uccida e non crei sofferenza: è un network di cittadini e volontari che si impegna per organizzare e promuovere tavoli informativi, conferenze e raccolte fondi a favore di ricerche etiche.
L’associazione intende incrementare i test senza l’uso di animali, sviluppando nuove metodologie tecnologicamente avanzate e realmente interessate alla salute umana.
I metodi alternativi, che il progetto fornisce gratuitamente ai laboratori, hanno un costo elevato: è pertanto necessario informare e raccogliere fondi poiché solo con la partecipazione delle persone è possibile raggiungere l’obiettivo.
Ogni laboratorio disposto a riconvertire i propri metodi di ricerca cede all’associazione gli animali in esubero che verrebbero soppressi. Nel corso del tempo l’organizzazione ha liberato quasi ventimila animali di cui i volontari si occupano in toto, dalla gestione, alle cure, alla riabilitazione.

E’ in corso il primo crowdfunding, ossia una raccolta fondi online, per sostenere la ricerca contro terribili patologie come SLA, Alzheimer, glaucoma e altre ancora senza l’utilizzo degli animali.
Nella pagina Facebook https://m.facebook.com/ricercare.network/   o sul sito http://www.ricer.care/ si trovano maggiori chiarimenti anche da parti dei medici ricercatori che partecipano all’iniziativa.

Un secondo progetto riguarda i nanovettori per drug delivery: si tratta di particelle di dimensioni piccolissime utilizzate per somministrare i farmaci in una zona specifica riducendo gli effetti collaterali e aumentando l’efficacia del principio attivo.
Al momento si testa sugli animali ma l’intenzione è creare un sistema che permetta di usare tessuti e organi espiantati durante gli interventi chirurgici.

Il terzo progetto si chiama Multiorgano e si occupa dello studio di xenobiotici, ossia di sostanze estranee all’organismo che si depositano nelle cellule, nei tessuti e negli organi di animali destinati all’alimentazione, come farmaci, contaminanti ambientali, tossine e composti chimici che si formano a seguito dell’aggiunta di additivi.
Anche qui si intende sostituire l’animale con camere di coltura cellulari multi-organo.

Non è facile pensare di cambiare le abitudini di tutta una stagione” canta Vasco Rossi, ma “tutto è possibile, perfino credere che possa esistere un mondo migliore”: è difficile modificare comportamenti standardizzati come gli interessi che ne sono alla base.
I piccoli gesti di ognuno di noi, uniti, possono contribuire a trovare la soluzione a malattie gravissime.
Si può provare a credere all’esistenza di un mondo migliore per cambiare la condizione di molti malati ed evitare la sofferenza di animali innocenti.
Tutto è possibile, perfino un mondo migliore.
https://www.retedeldono.it/it/progetti/i-care-europe-progetto-ricercare/glaucoma-e-barriera-emato-encefalica

Paola Iotti

3 Thoughts

  1. Era mio desiderio invitarla a prender gratuitamente parte a questo evento, le invio il programma.
    L’evento, che si terrà il giorno 19.02.2017 dalle ore 15.00 alle ore 20:00 presso lo stabile di Catone Spa di Pastorano in provincia di Caserta, denominato Valentine’s Day Chow Chow (data la sua prossimità con la festa degli innamorati),nasce da due intenti fondamentali: migliorare l’approccio con il proprio amico a quattro zampe coltivando un rapporto di amore e fiducia e offrire un aiuto disinteressato a coloro che si trovano ad affrontare difficoltà neuro-psico-motorie.
    La giornata è organizzato grazie al sostegno della community facebook di Chow Chow Family Italia e Passione Chow Chow Campania e prevede la partecipazione di numerosi enti, associazioni ed organizzazioni che parteciperanno all’aggregazione, non solo di tutti i proprietari amanti della primitiva razza Chow Chow, ma anche di coloro che sono impegnati quotidianamente in attività benefiche.
    Il programma del raduno sarà ricco di argomenti e pregno di attività:
    Aprirà le attività lo Staff di toelettatori “Io posso entrare”, socio A.P.T. (associazione professionisti toelettatori) fornendo una dimostrazione pratica su come prendersi cura del proprio Chow : come spazzolare correttamente il manto per rimuovere il pelo morto, l’importanza delle rifiniture (pulizia igienica e piedi “a gatto”), mantenimento della pulizia del cavo orale e orecchie, taglio di unghie dove necessario, consigli sulla scelta dei prodotti da utilizzare per le pelli sensibili.
    Seguirà una parentesi di raccolta coperte e materiali utili per i rifugi colpiti dal sisma e dal freddo.
    Sensibilizzerà all’adozione il Negozio di Mangimi ed accessori per animali Sensibilizzerà all’adozione il Negozio di Mangimi ed accessori per animali Il Bianconiglio con il tema “L’amore non è in vendita”.
    L’evento proseguirà dando una panoramica sugli Interventi Assistiti con gli Animali (meglio conosciuti come pet therapy) da parte dello Staff dell’A.I.COTE. Onlus, associazione operante da quasi 20 anni sul territorio nel campo delle attività terapie ed educazione con gli animali che metterà a disposizione i propri esperti (Educatore Cinofilo, Pedagogista/Educatore, Veterinario Clinico, Veterinario Omeopata) per consigli e laboratori ludico-didattici.
    Sullo stesso tema Maria Grazia Miglietta illustrerà il Progetto di educazione Cinofila a scuola DI TE MI FIDO: Insegna ad un bambino a prendersi cura di un cane e avrai piantato un seme per una migliore umanità.
    Sarà presente l’associazione culturale di San Nicola la Strada Jailbreak che, tramite un’estrazione alla quale potranno partecipare tutti i bambini presenti, metterà in palio una cena per quattro persone presso la propria sede, ovviamente cani rigorosamente ammessi!
    Ad accompagnarci in questa splendida giornata ci sarà anche un ospite “insolito”: L’Associazione Mondo Carota che si occupa (a livello Nazionale) di recuperi, cessioni, affidi, stalli ed adozioni di animali esotici e non convenzionali come conigli, cavie peruviane ecc.
    Questa iniziativa è totalmente gratuita e interamente pet friendly per consentire ai proprietari dei cani di vivere momenti di divertimento, formazione e informazione in compagnia dei propri “amici pelosi”, ricevere campioncini ed acquistare presso i point shop solidali.

  2. Grazie per l’invito Armando, la vostra è un’iniziativa bellissima a cui auguro il successo che merita. Molto utile l’attività indirizzata ai bambini per imparare a gestire un cane. Purtroppo abito lontano da Caserta e non mi è possibile partecipare ma rinnovo gli auguri affinchè veda una alta e proficua partecipazione. Paola Iotti

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