Il Movimento 5 Stelle protagonista nella crisi di Governo

Lo scellerato disfacimento dell'esecutivo attuato da Salvini ha aperto scenari improbabili fino a pochi giorni fa

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IL MOVIMENTO 5 STELLE E’ IL VERO PROTAGONISTA NELLA CRISI DI GOVERNO

Il Movimento 5 Stelle è il vero protagonista nella crisi di Governo. Lo scellerato disfacimento dell’esecutivo attuato da Salvini ha aperto scenari improbabili fino a pochi giorni fa.

MATTARELLA

Il Presidente della Repubblica ha espresso il volere di non perdere tempo affermando:

«svolgerò nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie».

La trattativa per l’accordo tra PD e M5S continua e pare che possa portare buoni frutti.

ELETTORI LEGHISTI SUL PIEDE DI GUERRA

Dall’altro lato la Lega con Salvini e i suoi sostenitori pronti ad andare a Roma. Vogliono far sentire la loro voce contro una probabile maggioranza giallorossa. Nel film “Il buono il brutto e il cattivo” di Sergio Leone ad un certo punto viene detto: «vedi, il mondo si divide in due categorie: chi ha la pistola carica e chi scava. Tu scavi». Il leader della Lega aveva la pistola carica e Di Maio stava scavando ma la fossa era destinata, senza saperlo, proprio a Salvini che tra un mojito in spiaggia e un tweet dal bagnasciuga ha deciso d’interrompere l’alleanza. La palla è ora in mano a Mattarella. Se gli intenti giallorossi convergono verrà dato il via ad un nuovo governo di transizione anche se la strada è tutta in salita.

IL PARTITO DI BIBBIANO

Ad una frangia degli elettori pentastellati non va giù un’alleanza col “Partito di Bibbiano”. Un appellativo poco edificante utilizzato dagli stessi per identificare il Partito Democratico. Partito Democratico che nel discorso fatto da Di Maio dopo le consultazioni con Mattarella non è stato mai volutamente citato.

LA PREOCCUPAZIONE DEI PENTASTELLATI

Dal canto suo, il capo dei grillini in un articolo pubblicato sul “Blog delle Stelle” riassume i 10 punti ai quali il prossimo alleato di governo dovrà sottostare e afferma:

«all’attenzione del Capo dello Stato abbiamo portato le nostre preoccupazioni, soprattutto per i rischi che vanno delineandosi verso l’economica italiana e verso milioni di famiglie, in relazione a un possibile aumento dell’Iva e del ritorno alla Legge Fornero. Qui non si rischia di tornare indietro al 4 marzo 2018, qui si rischia di riportare il Paese in una condizione non diversa da quella della crisi del 2008. Non è giusto che a pagare questa crisi di Governo, che rischia di mandare in esercizio provvisorio l’Italia, ora siano gli italiani».

I 10 PUNTI DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Il taglio del numero dei parlamentari che porterebbe ad avere 345 onorevoli in meno;

una manovra equa senza rincari e senza aumentare l’iva attuando un salario minimo e cercando di rendere meno complessa la burocrazia;

l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per portare l’Italia ad impiegare il 100% di energia green;

la legge sul conflitto d’interessi unita ad una riforma della RAI ispirata alla tv pubblica inglese;

il dimezzamento dei tempi di giustizia per portare a 4 anni il corso medio di un processo al fine di raggiungere una sentenza definitiva;

un’autonomia differenziata e solidale riorganizzando gli enti territoriali abolendo quelli inutili;

la lotta alla mafia e ai grandi evasori per colpire quest’ultimi con il carcere, per contrastare i traffici illeciti delle organizzazioni criminali e l’immigrazione clandestina;

nuovi investimenti per il sud anche attraverso l’istituzione di una banca pubblica che possa aiutare le imprese a colmare il divario territoriale tra nord e sud;

la riforma delle banche in modo da separare quelle d’investimento da quelle commerciali;

la tutela dei beni comuni in particolar modo la scuola, la sanità e le infrastrutture avviando anche una revisione delle concessioni autostradali.

ZINGARETTI APRE A DI MAIO

E il PD? Zingaretti, stilati i 5 punti fondamentali per una nuova alleanza di governo, afferma:

«dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare»

I 5 PUNTI DEL PD

Un’appartenenza leale all’Unione Europea per una UE profondamente rinnovata ponendo al centro la libertà, la solidarietà ed il rispetto dei diritti umani;

il pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, fondata sui valori e sulle regole presenti nella Carta Costituzionale a partire dalla centralità del Parlamento,

l’investimento su una diversa stagione della crescita fondata sulla sostenibilità ambientale e su un nuovo modello di sviluppo;

una profonda riorganizzazione nella gestione dei flussi migratori. Al centro i principi di solidarietà, legalità, sicurezza, nel primato assoluto dei diritti umani;

un cambiamento delle ricette economiche e sociali per un governo di rinnovamento con priorità sul fronte del lavoro, sulla salute, sull’istruzione, sull’ambiente e sulla giustizia bloccando con la prossima legge di bilancio l’aumento del’IVA.

 Martedì sarà una giornata molto importante per capire il nuovo percorso politico che il paese si appresta ad intraprendere.

 

 

Alberto Carocci

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