Il no della Camusso sulle pensioni: proclamata una mobilitazione per sabato 2 Dicembre

Si spacca la coesione dei sindacati al termine dell’incontro, che questa mattina si è tenuto a Palazzo Chigi con il governo, riguardo alla vertenza sulle pensioni. Secco no della Camusso, sì da parte della Furlan, mentre Barbagallo sta nel mezzo.

Il “pacchetto” di misure sulle pensioni che sarà presentato dall’esecutivo come emendamento alla legge di Bilancio, non è stato siglato dai sindacati.In realtà le tre organizzazioni sindacali hanno espresso giudizi differenti al termine della riunione: la Cgil nettamente contraria, la Cisl decisamente favorevole e la Uil in qualche modo non si ritiene soddisfatta, pur avendo a suo parere ottenuto il massimo dalla trattativa al termine dell’incontro.

Eppure Paolo Gentiloni, sembra avercela messa proprio tutta per convincere Susanna Camusso che la proposta del governo incontra il più possibile quelle che sono le esigenze sociali dettate dal mondo del lavoro e che sarebbe necessario tutto il supporto dei sindacati, affinché l’emendamento possa arrivare fortificato in Parlamento. Annamaria Furlan rappresentante Cisl è rimasta positivamente impressionata dalle parole del Presidente del Consiglio e le sue dichiarazioni a tal proposito sono eloquenti: ” È stato fatto un buon lavoro: certo, i miglioramenti sono sempre possibili ma bisogna stare con i piedi per terra, anche se Natale è vicino e a Babbo Natale non ci crediamo più. Piuttosto occorre vigilare sul Parlamento perché i 300 milioni indicati da Gentiloni come risorse da destinare alla previdenza non vengano dirottate altrove”.




Susanna Camusso dal canto suo contesta tale cifra perché a suo avviso le proposte del governo valgono appena 63 milioni, mentre Carmelo Barbagallo, rappresentante Uil, afferma che è importante vigilare sul Parlamento, affinché la cifra destinata sia correttamente utilizzata. La sua posizione diventa più morbida quando si parla dei risultati ottenuti: “È stata aperta una breccia nella rigidità della legge Fornero” riconoscendo così che nel negoziato è stato fatto qualche passo avanti.

Le conquiste ottenute dai sindacati al tavolo delle trattative con il governo, sono alquanto limitate rispetto alle richieste iniziali: i siderurgici di prima e seconda fusione sono state inseriti nelle 15 categorie di lavoro gravosi, è stata riconosciuta la partecipazione delle parti sociali alle commissioni che saranno create per valutare l’aspettativa di vita in relazione al lavoro svolto e per la separazione tra previdenza e assistenza. Infine, è stato garantito l’impegno dell’esecutivo nell’affrontare in maniera prioritaria il tema pensionistico che riguarda giovani e donne e a rivedere ed ampliare quanto prima le categorie di attività gravose. Nessuna di queste garanzie è servita a convincere la Camusso, che molto duramente sostiene di non vedere alcuna effettiva modifica e che fondamentalmente il sistema resta uguale. La Cgil ha proclamato una mobilitazione per sabato 2 Dicembre, che si snoderà in diverse manifestazioni coinvolgendo le più grandi città italiane. Dopo i fallimenti dei due precedenti incontri del 13 Novembre e del 18 Novembre e il mancato accordo di questa mattina, la “vertenza sulle pensioni” rimane ancora aperta.

Anna Lattanzi

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