Il nuovo sindaco di Capriano del Colle inneggia al fascismo, poi ci ripensa

Il nuovo sindaco di Capriano del Colle inneggia al fascismo.

È stato proprio il nuovo Sindaco a pubblicare, infatti, il post in copertina:

Carissimi ospiti, a casa nostra si brinda così…

E se non vi piace, ricordatevi:

“MEGLIO SOLI CHE MALE ACCOMPAGNATI”!





Il messaggio fa da didascalia alla foto di due tazze, entrambe recanti la foto di Mussolini, oltre a scritte come “L’Italia agli italiani” . Non si tratta di un episodio isolato. Il nuovo sindaco di Capriano del Colle ha infatti affidato ai social anche un altro messaggio:

Più scopro i propositi dei sinistri e dei centri sociali più rimpiango il fascismo.

Stefano Sala, questo il nome del neoeletto nel comune bresciano, ha poi cancellato tutto, sostenendo che si trattasse di goliardia. A voler essere cattivi, si potrebbe invece pensare che qualcuno gli abbia fatto notare che, in Italia, esiste un reato definito apologia del fascismo.

Il reato fu introdotto dalla legge Scelba, approvata nel 1952.

Il testo si compone di dieci articoli, dei quali il quarto introduce il reato vero e proprio di apologia del fascismo. Esso infatti recita:

esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

Nel corso degli anni, diverse interpretazioni della legge Scelba, veicolate soprattutto da alcune sentenze della corte costituzionale, hanno stabilito che, pur dando il nome alla legge stessa, il reato di apologia di per sé non è punito dalla legge.

La pena viene infatti comminata solo nei casi in cui siano in atto tentativi di ricostituire il partito fascista. La legge Mancino ha poi affiancato, nel 1993, la Scelba. Restano però interpretazioni differenti, confini labili e contrasti con l’articolo 21 sulla libera espressione.

Sta di fatto che, nel 2020, un candidato sindaco poi addirittura eletto, come Stefano Sala, nonostante le leggi, gli orrori commessi dai rappresentanti del fascismo, i tanti che si ostinano a sostenere che il fascismo sia ormai scomparso, inneggia pubblicamente al fascismo. Lo fa in maniera ripetuta, per poi fare un passo indietro parlando di goliardia.

Goliardia, uno scherzo, un fatto di poco conto.

Le mie considerazioni erano goliardiche, in un periodo in cui il termine “fascista” veniva usato per apostrofare chiunque fosse di destra.

Così ha detto Stefano Sala in un’intervista a Bresciaoggi. E tanti lo hanno votato nonostante inneggiasse al fascismo. Talmente tanti da renderlo il nuovo sindaco di Capriano del Colle. Un episodio che ci pare la testimonianza del fatto che spesso, più che sulla politica ed i suoi rappresentanti, bisognerebbe riflettere sull’elettorato.

Mariarosaria Clemente

 

 

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