Il nuovo spot della campagna di Bernie Sanders riscalda il cuore

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Il nuovo spot della campagna di Bernie Sanders riscalda il cuore. Ha scelto il potente inno di Bob Dylan dei sixties The Times They are a changin’.


Ambientalismo, climatechange lotte sindacali, no a abusi di polizia e giustizia classisti e razzisti, controllo delle armi, sanità per tutti, pacifismo, afroamericani, latinos, donne tante come nelle lotte, femminismo del 99%, working class, lotta alla povertà, difesa migranti anche musulmani, Lakota Sioux a pugno chiuso e persino bandiere rosse in corteo dietro striscione: finiamola con l’avidità delle multinazionali.

Non è lo spot di un candidato, è lo spot di un nuovo movimento della working class del XXI secolo. È una sorta di unidad popular. E la cosa bella è che non si tratta solo di marketing ma della lunga storia di un militante dagli anni ’60 che era con Martin Luther King, Allen Ginsberg, Abbie Hoffman e che oggi è dato nei sondaggi vincente su Trump come candidato presidente degli USA.

Stanno facendo di tutto e faranno di tutto per sbarrargli la strada come a Corbyn. Non è un Clinton o un Obama. E’ un radical che ha lottato una vita contro le guerre e i golpe. La lotta contro il neoliberismo nel cuore dell’impero. La campagna di Bernie Sanders è una di quelle che Ingrao chiamava “cose impossibili” per le quali vale la pena di dedicare una vita. E d’altronde di fronte alla catastrofe è l’unica scelta realistica quella di sfidare l’impossibile. Bernie Sanders for President!

Non è un caso che il primo atto di Lula dopo l’uscita dal carcere è stato l’endorsement per Bernie Sanders.

Se avete parenti e amici negli States mandategli il video, fategli una telefonata, spiegategli che non c’è nulla di impossibile nell’avere un servizio sanitario pubblico universale e che se la smettono di bombardare il mondo gliene saremmo eternamente grati.

Sometimes it feels like our world is falling apart, but REAL change is all around us. Every conversation, protestor, canvasser, donation fuels this movement….

 

Maurizio Acerbo


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