Uccidere 140 bambini per diventare il primo serial killer della storia

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Gilles de RaisVita particolarmente singolare quella del nobile Bretone Gilles de Rais (1404 – 1440), la sua eccezionale carriera come soldato nella Guerra dei Cent’anni e le sue gesta come compagno d’armi di Giovanna d’Arco sarebbero stati sufficienti a garantire la permanenza del suo ricordo nella storia. Oggi, però, questi risultati possono essere visti solo all’ombra della vita segreta che ha condotto come esecutore di più di un centinaio di furiosi assassini, una furia omicida che l’ha reso probabilmente il primo serial killer della storia ufficialmente registrata e archiviata.

L’infanzia di Gilles de Rais fu segnata da una serie di tragiche e dolorose vicende. Entrambi i genitori morirono intorno al 1415: suo padre, Guy de Laval, rimase ucciso durante un brutto incidente di caccia che probabilmente Rais ebbe la sfortuna di assistere e sua madre Marie de Craon morì per cause sconosciute, per questo motivo, fu allevato dal nonno materno, Jean de Craon. Il giovane de Rais è descritto come impetuoso e focoso, caratteristiche che ben si traducono sul campo di battaglia, dove fin da subito si dimostrò un combattente capace e senza paura.

Nel 1427 iniziò a servire Carlo VII di Francia combattendo alla testa di un piccolo esercito personale da lui stesso mantenuto durante la Guerra dei Cent’anni, prima di metterlo a disposizione di Giovanna d’Arco. Le sue gesta e l’amicizia con personaggi di rilievo dell’epoca lo portarono prima alla nomina di consigliere e ciambellano di re Carlo VII e in seguito al notevole titolo di maresciallo di Francia.
Il declino della sua carriera militare cominciò in concomitanza con la morte di Giovanna d’Arco nel 1431, iniziando a trascorrere più tempo nella sua tenuta, tra le più ricche della Francia occidentale. De Rais sperperò le sue fortune in modo sconsiderato, pagando enormi somme per decorazioni, servi e commissionando musica e opere letterarie. Dissipò così in breve tempo il patrimonio di famiglia, fino ad essere costretto a ricorrere a prestiti e a svendere le proprie terre.

Gilles de Rais rimase presto solo, abbandonato dalla moglie, dal fratello e dal prezioso Carlo VII che emanò nei suoi confronti un atto di interdizione per rendere nulle ulteriori vendite.




Negli anni successivi de Rais s’interessò sempre di più alla religione con lo scopo di poter raggiungere la sua salvezza. Nel 1433 finanziò la costruzione di una cappella “per la beatitudine della sua anima”, che chiamò Cappella dei Santi Innocenti caratterizzata da un gusto certamente personale e agghiacciante. alla luce dei reati commessi dallo stesso de Rais. La cappella, infatti, ospitava un coro di ragazzi scelto direttamente da lui. Sempre in questo periodo, per cercare di ritrovare la perduta fortuna, Gilles de Rais cominciò a interessarsi all’occultismo, impiegando un cospicuo numero di alchimisti e maghi.

Nel frattempo, raggelanti voci iniziarono a circolare. Bambini sparivano continuamente nelle zone vicine ai castelli di de Rais e molte delle sparizioni sembravano collegate alle attività di de Rais e dei suoi servi. Poiché era comune che i ragazzi venissero separati definitivamente dai loro genitori se fossero stati assunti dai nobili come servi, molti genitori delle sue piccole vittime erano completamente ignari dei destini dei loro figli. In altre zone, però, le macabre attività omicide di de Rais non rimasero così segrete: è emerso durante il suo processo, che testimoni avevano visto i suoi servi disporre i corpi di decine di bambini in uno dei suoi castelli nel 1437, ma le famiglie delle vittime, trattenute dalla paura a causa del loro basso livello sociale non intrapresero azioni particolari contro de Rais. Il killer fu arrestato a settembre 1440, a causa del rapimento di un prete dopo una disputa non collegata agli omicidi compiuti in passato. Fu poi accusato al tribunale ecclesiastico e civile per una serie di reati tra cui eresia, sodomia e l’omicidio di 140 bambini nei modi più perversi: smembrandoli, bruciandoli, o offrendoli in sacrificio ai demoni.

Sotto la minaccia della tortura e della scomunica, de Rais ha confessò le accuse e descritto minuziosamente le torture inflitte a decine di bambini rapiti dai suoi servitori per circa un decennio. Il 26 ottobre 1440, dopo aver ottenuto l’assoluzione dai peccati commessi, fu giustiziato mediante l’impiccagione e il rogo.

In tempi moderni, alcuni studiosi misero in dubbio che de Rais sia veramente colpevole dei reati per cui è stato giustiziato, facendo notare che la sua confessione sia stata ottenuta usando la minaccia di tortura. Tuttavia, la maggior parte degli storici che hanno esaminato le prove del processo di de Rais continuano a credere che abbia effettivamente commesso i terribili omicidi.

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