Il reddito di cittadinanza sfonda quota 806 mila domande

Secondo il dato del ministero del Lavoro sono 806.878

Sul totale si ha una percentuale maggiore a Sud. Napoli supera per numero di domande l’intera regione Lombardia. La fascia d’età con più richiedenti è quella compresa tra i 40 e i 65 anni. Una leggera maggioranza femminile. I giovani sotto i 25 anni di età non sembrano interessati.

0

Il reddito di cittadinanza sfonda la quota 806 mila domande. Stando al dato ufficiale diffuso dal ministero del Lavoro il 7 aprile, il numero esatto sarebbe di 806.878. La distribuzione varia in base al sesso, alla provenienza regionale e all’età.

Sul totale complessivo si ha una maggioranza femminile del 54% (433.270 domande) che prevale sul 46% maschile (373.608 domande).

Sono Campania e Sicilia le regioni che occupano i primi due posti nel panorama complessivo. La prima con 137.206 domande e la seconda con 128.809. Se si tornasse indietro alle trasposizioni cartografiche delle elezioni del marzo 2018, si noterebbe qualche corrispondenza. Del resto il reddito di cittadinanza è stato uno dei cavalli di battaglia più menzionati durante la campagna elettorale, insieme al decreto dignità e alla legge anticorruzione. Così il Sud, in cui il Movimento 5 stelle ha trionfato nel 2018, potrà finalmente mettere alla prova la qualità delle promesse, o, meglio, potrà presentare i moduli necessari alla richiesta del saldo delle promesse elettorali.

Altro dato interessante è la concentrazione delle domande per il reddito nelle province: Napoli con 78.803 e Roma con 50.840 sono ai primi posti. La sola provincia di Napoli supera in numero l’intera regione Lombardia. Si classifica ultima, invece, la provincia di Bolzano con 356 domande.

Per una distribuzione in base all’età dei richiedenti, il 61% del totale è compreso nella fascia d’età tra i 45 e i 67 anni, il 23% riguarda coloro tra i 25 e i 40 anni, il 13% gli ultrasessantenni, mentre solo il 3% corrisponde ai giovani che non hanno ancora raggiunto i 25 anni. Se i dati corrispondono all’umore dell’elettorato medio, pare che quello del Movimento 5 stelle abbia subito un certo invecchiamento precoce nel periodo trascorso dal marzo 2018 a oggi.

Infine, se si analizzano i canali attraverso cui le domande per il reddito di cittadinanza sono state inviate, si scopre che il 72% dei richiedenti ha scelto di recarsi ai Caf, mentre il restante 28% ha preferito Poste Italiane. Ai maliziosi verrebbe da pensare alla tanto conclamata democrazia digitale e al recente voto sulla piattaforma Rousseau, ma pare che le procedure online siano ancora troppo distaccate e inerti, almeno quando si è mossi da certe necessità.

Paolo Onnis

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi