Il ritorno della Pachamama. Luis Arce sarà il nuovo presidente della Bolivia

Il candidato del MAS, Luis Arce è il nuovo presidente della Bolivia.

Oggi, tra le strade di La Paz e Cochabamba, si respira un’aria di speranza. Luis Arce sarà il nuovo presidente della Bolivia. A confermarlo sono i risultati dei primi exit poll che danno il candidato del MAS, il partito di Evo Morales, in netto vantaggio sulle altre forze politiche. Nella domenica del 18 ottobre più di 7,3 milioni di persone sono andate a votare. Il MAS (Movimento al Socialismo) ha vinto le elezioni con il 52,4% superando Carlos Mesa fermo al 34%, seguito dal candidato della destra del TSE, Luis Fernando Camacho con il 14,1%. Nonostante l’intenzione del governo provvisorio del TSE di sospendere la divulgazione dei risultati preliminari proprio in vista delle elezioni, Luis Arce ha vinto al primo turno e resterà in carica fino al 2025.

Le parole di Luis Arce e i dati del Covid-19.

“Questa è una data storica, abbiamo recuperato la democrazia e soprattutto la speranza” è quanto ha dichiarato il nuovo presidente della Bolivia dopo i risultati elettorali. Del resto, dal golpe del 12 novembre 2019 tutta la popolazione aveva cominciato a perdere quella speranza. Si contano circa 140.000 casi da Covid-19 e una media piuttosto alta di decessi negli ultimi giorni. Ne risente anche la crescita economica in forte calo (6%) e il tasso di povertà che schizza al 7%. Ora l’ex ministro dell’economia del governo Morales, Luis Arce promette tutele agli strati più poveri della popolazione.

Il progetto economico di Luis Arce in difesa della Pachamama.





La speranza è che si torni al modello economico del MAS inaugurato nella prima legislatura del presidente Evo Morales nel 2006. Arce conta sulla sua posizione da tecnico più che da politico per attuare le sue politiche e allontanarsi anche dal dibattito intorno ad Evo. Il progetto riguarda in particolare lo sviluppo dell’impresa pubblica, generatrice di grossi guadagni da destinare alla tutela del popolo. Non solo, il nuovo presidente della Bolivia ha confermato di seguire la strada del biodiesel e delle estrazioni meno inquinanti a favore delle popolazioni indigene. Il presidente ad interim Jeanine Anez aveva sancito il ritorno a politiche di fatto a scapito delle etnie Aymara e Quecha che in Bolivia, nelle zone rurali, costituiscono il 55% della popolazione.

La forte impostazione cristiana del governo provvisorio aveva infatti rimosso la filosofia PachaMama e le credenze del popolo andiano. Ma non si tratta solo di una divinità, il progetto PachaMama nasce dalle radici della cultura apacheta. Una cooperazione che dà la possibilità alle donne di essere indipendenti dall’antico sfruttamento del latifondo. Da anni, questo progetto non si vede più. I risultati delle elezioni sono ormai chiari, dalle piazze si sentono i primi festeggiamenti e tra il popolo passa un anelito di speranza. Dalle ceneri del golpe e dal timore di una nuova crisi economica, la Madre Terra (o PachaMama) si giocherà il proprio futuro.

Valerio Caccavale

 

 

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