Il sangue di Catalogna

Fonte Immagine: termometropolitico.it
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Di Emanuele Cerquiglini


C’è un limite invalicabile, oltre il quale si perde ogni dignità e ci si riduce alla bestialità.
La bestialità non ha che fare con il mondo animale, ma con la ferocia umana.
Il sangue dei feriti della Catalogna è l’ultimo esempio di bestialità. Una bestialità prima di tutto politica e governativa, degna rappresentazione dei più farabutti regimi fascisti.
Non entro nello specifico della questione politica tra gli indipendentisti e il governo spagnolo. Mi limito a constare i fatti.
“Sia maledetto il soldato che spara contro il suo stesso popolo”, difficile oggi non citare questa frase del generale venezuelano Símon Bolívar, ed è impossibile dargli torto. Sono stati sparati proiettili di gomma contro la popolazione inerme. Sono stati picchiati, colpiti, strattonati e presi a calci cittadini pacifici ed inermi, compresi donne e anziani. Più di ottocento feriti, colpevoli di essere andati a votare un referendum incostituzionale, che sarebbe potuto essere semplicemente annullato e invalidato. Può essere considerata la pagina più vergognosa d’Europa degli ultimi anni. La democrazia è stata calpestata e offesa la libertà di pensiero. Siamo tornati indietro di un secolo, ritrovandoci di colpo in quello delle idee assassine. È tornata alla mente di tutti la violenza del G8 di Genova.
C’è sempre la politica in cima alle responsabilità, ma c’è poi quella inequivocabile di chi ciecamente e senza senno ed empatia alcuna, esegue gli ordini sistematicamente e brutalmente. Se fossi stato un poliziotto della Guardia Civil, vedendo i miei colleghi picchiare anziani e donne, mi sarei tolto il casco e sarei andato dalla parte dei civili. Se in Spagna (o in Europa) fosse esistito un secondo emendamento come negli Stati Uniti, ci sarebbe stata una vera e propria guerra civile: armi contro armi. Ieri è stata una mattanza gratuita, spropositata e vergognosa, che ha fatto tremare ogni vana certezza di democrazia.




È intollerabile quanto accaduto e sarebbe intollerabile un silenzio prolungato dell’Europa.
Tutto questo è accaduto a poche settimane dalla vile strage terrorista di Barcellona, gettando altro dolore al terrore.
Mariano Rajoy ha umiliato l’intera Spagna e offeso tutta Europa. È andata in scena la sua perfetta interpretazione del fascismo e se avesse ancora un briciolo di dignità dovrebbe dimettersi subito, chiedere perdono e sparire per sempre dalla scena politica. Forse non basterebbe, perché una simile azione meriterebbe di essere processata e condannata.
Come potrà iniziare una negoziazione ora? Come si potrà ricucire questa ferita in Spagna e in Europa? Come si potranno recuperare la democrazia e la sua sensatezza? Come potrà perdonare quanto subito la Catalogna?
Le urne sono state macchiate di sangue, questo dovrebbe farci riflettere, quando anche qui, tra qualche mese, andremo a votare con i seminatori d’odio in gara e a vele spiegate.
Il fascismo cambia nome, ma resta sempre lo stesso, va evitato come la peste, ma non servono leggi come quella proposta da Fiano, perché il male, come il bene, devono avere un volto e devono essere sempre riconoscibili. Solo conoscendolo ci si potrà difendere dal male ed evitarlo, altrimenti ne saremo nuovamente vittime.

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