Il sangue di Marcello Bruzzese e dello Stato è caldo. Pane e Nutella. Serata top

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Marcello Bruzzese, il 51enne ucciso ieri a Pesaro in un agguato di ‘Ndrangheta viveva con la sua famiglia in quella che doveva essere una località segreta, sotto la protezione del Ministero degli Interni.

E’ stato ucciso perché suo fratello anni fa collaborò con la Giustizia. Quando questo accade i clan, non potendo ammazzare il pentito, ammazzano qualche suo parente.

Così lo Stato mette sotto protezione i famigliari più a rischio. Li fa sparire nel nulla, dando loro nuove identità, una nuova casa in località segreta, nuovi nomi, nuove vite.

I collaboratori collaborano con la giustizia – oltre che per gli sconti di pena – anche per questo: perché sanno che lo Stato proteggerà i loro cari dalle vendette. E proprio per questa ragione il sistema dei “pentiti” ha aiutato in questi decenni a infliggere alle mafie ferite profondissime.

Da ieri, probabilmente, non sarà più così. Da ieri, probabilmente, la più potente arma che abbiamo contro le mafie – e cioè la collaborazione degli ex affiliati – sarà un’arma spuntata. Perché la ‘Ndrangheta ha dimostrato che nessuno è al sicuro da lei. Che non dimentica e che è capace di stanare chiunque, se vuole. Quando vuole. E non c’è più “protezione” o “località segreta” che tenga.

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C’è un esercito per le nostre strade fatto da migliaia di uomini armati, preparati e fedeli al loro AntiStato. Un esercito che uccide, che compra mezzo paese e droga l’altro mezzo. Che crea disoccupazione, povertà disperazione. E che ieri ha segnato una vittoria storia nella sua opera di distruzione del Paese.

Ieri il Ministro degli Interni, il Ministero che avrebbe dovuto proteggere Marcello Bruzzese ed evitare allo Stato questa spaventosa sconfitta, pubblicava una foto della sua pizza con salame e cipolla, e scriveva “serata top”.
Oggi il Ministro degli Interni pubblica una foto di lui che addenta una fetta di pane e Nutella.

In mezzo al mare ci sono decine di bambini, uomini e donne che chiedono di attraccare dopo essere sfuggiti ai campi di concentramento libici.
Non hanno nulla.
Dice che devono rimanere in mare perché loro sono il più grande pericolo per l’Italia.
Dobbiamo fare il presepe.

Il sangue di Bruzzese e dello Stato è caldo.
Pane e Nutella.
Serata top.

 

Emilio Mola

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