Il trasporto aereo di oggi tra sicurezza, business e ipocrisie

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Eindhoven, Paesi Bassi, un anno fa. Per la prima volta guardavo, stupito, un aereo fare rifornimento durante l’imbarco dei passeggeri (foto). Un aereo Ryanair.

Parlai, tempo dopo, con un’assistente di volo della KLM, la quale mi disse che, in effetti, si tratta di una procedura illegale. Poi ho scoperto non essere vero: a chi fosse interessato basterebbe fare una ricerca riguardo le nuove norme stabilite nel 2011… si, si puó fare. Evidentemente é meno pericoloso un camion pieno di carburante avio piuttosto che una bottiglia di vodka in cabina. A patto che ovviamente non sia stata comperata dentro l’aereoporto, beh in quel caso non sarebbe pericolosa nemmeno quella.
Una bottiglia d’acqua potrebbe essere in realtá un pericoloso contenitore pieno di nitroglicerina, anche quello meglio lasciarlo fuori dall’area sicura dell’aereoporto. Si, meglio buttarlo nel bidone della spazzatura ai controlli di sicurezza, finirá insieme a tutte le bombolette di schiuma da barba, deodoranti, shampoo eccetera… tutte “potenziali bombe”.

All’aereoporto di Liverpool guardavo quei bidoni di lamiera, domandandomi se il sacco di nylon all’interno fosse in realtá un nuovo tipo di sofisticatissimo polimero antideflagrante. A me é parso un comunissimo sacco di nylon. Eppure dovremmo ricordarci che stiamo buttando via tutta quella roba perché potrebbe essere pericolosa, potrebbero essere bombe, e stiamo lasciandole li dove ci sono spesso piú persone che dentro un aereo. Non importa, la mia domanda é quella di un inutile contestatore ignorante. Un contestatore che vede, all’altro lato dei controlli di sicurezza di quell’aereoporto, una macchinetta distributrice di sacchettini di nylon, quelli in cui devi riporre i tuoi pochi millilitri di materiale sospetto consentito. E quel sacchettino che al LIDL prendi gratis per metterci dentro le melanzane, lo devi pagare una sterlina. Poche storie, o butti via tutto, o una sterlina. Mi viene in mente Troisi: “un fiorino!“.
Hai pagato il biglietto 29.99 Euro quando gli altri viaggiatori in aereoporti seri, con compagnie serie, hanno pagato cinque-dieci volte tanto. Ricorda, una percentuale del costo del biglietto spetta all’aereoporto.

L’aereoporto che ospita voli low-cost deve fare grandi numeri, il suo ricavo unitario é basso e deve studiarle tutte. Un fiorino!
Una volta passato il controllo tutto fa presagire si tratti dell’attraversamento dell’Acheronte. Tornare indietro non si puó. E trovi negozi, bar, di tutto di piú. E paghi in modo direttamente proporzionale a quanto i gestori pagano il loro pizz… ehm, volevo dire affitto, all’aereoporto. Se hai fame e ti scappa di prenderti un panino con una bibita, finisci per spendere quanto hai speso per il tuo stesso biglietto.
Verso il gate. Se sei in un aereoporto abbastanza grande ti accorgi subito la differenza dell’avere preso un volo low-cost. Il tuo, é il gate tugurio. Chi conosce Schiphol sa cosa voglio dire, il gate H non é come gli altri. Poi sali a bordo e, a parte quello che devono fare per prassi ufficiale, ecco steward e hostess trasformarsi in vu cumprá, pizzaioli, gioiellieri, baristi, perfino tabaccai. Ancora non puoi pagare il bollo della macchina in aereo, per tutto il resto basta chiedere. E pagare.
Mi sto forse lamentando? Non lo so. La sensazione all’arrivo é quella di avere speso 20 euro per mille chilometri percorsi. Posso provare a calcolare quanto voglio, un’alternativa altrettanto efficiente dal punto di vista economico potrebbe essere solo la bicicletta.
Cara Ryanair che non fa salire in aereo il bambino che doveva andare a fare il trapianto. Eh, ci spiace, é arrivato in ritardo, dissero.
Dolce Ryanair, che se dimentichi di stamparti il biglietto é pronta a crocifiggerti in sala mensa.
Mitica Ryanair, con i suoi contratti e assunzioni stile McDonald’s.

“Non é necessaria nessuna esperienza nel settore” ho letto in una offerta di lavoro, in effetti ti insegneranno loro a fare di tutto. E pagheranno sicuramente meno di quanto facciano altre compagnie con la puzza sotto il naso.

Eppure se un giorno tu provassi a fare una determinata tratta diverse volte, vedrai facilmente le stesse facce avvicendarsi. Loro, sono quelli davvero professionali. Alitalia e le sue hostess in verde, il loro fermacravatta in simil-oro, i tarallucci e un bicchiere di vino offerto, crepi l’avarizia. Un bel monitor per vedere dove sei e quanto va forte l’aereo, magari anche quando cade cosí potrai raccontare a parenti e amici defunti quanto andavi veloce quando ti sei schiantato. Ah, un aereo Ryanair fará anche rifornimento durante l’imbarco ma ad oggi non si é mai schiantato. E quando arrivi a terra, ricordati quanto hai pagato il biglietto. Finalmente ho capito: l’ipocrita sono io a farmi queste domande. Ryanair e gli aereoporti di serie B hanno trovato il vaccino per la crisi: prezzo ultra competitivo, addestramento cinese per i dipendenti, risparmio al centesimo.
E poi, ovviamente, si deve trovare il capro da sacrificare: quello che ha sete, quello che ha dimenticato il sacchettino di nylon o non ha stampato la carta d’imbarco, quello che ha un buco nello stomaco e deve per forza farsi un panino. Il pollo da spennare ci vuole sempre e statisticamente si trova sempre, facile.

Crocifiggiamo lui, chi resiste merita di risparmiare.
Sarebbe solo piú onesto dircelo in faccia, peró, sarebbe comprensibile e forse anche condivisibile. Ma per favore, non nascondetevi dietro scuse e soprattutto spauracchi spesso inverosimili, per caritá, ci sono giá troppe cose che confondono le nostre fragili menti.

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