Il vaccino è introvabile. L’Italia affronta impreparata la stagione influenzale

Il vaccino antinfluenzale è una risorsa che tutela la popolazione dall’influenza: una malattia virale altamente infettiva che causa una significativa morbilità e mortalità tra la popolazione.



A fronte della situazione di emergenza pandemica mondiale, il Ministero della salute ha pubblicato lo scorso 4 giugno una Circolare per la prevenzione e il controllo dell’influenza.
La Circolare fornisce raccomandazioni per la prevenzione.  Raccomanda l’attivazione di campagne di informazione/educazione della popolazione e degli operatori sanitari.
Precisa inoltre, che l’importanza del vaccino, in particolare nelle persone ad alto rischio di tutte le età,  semplificherebbe la diagnosi e la gestione dei casi sospetti di SARS-CoV-. La vaccinazione, infine, ridurrebbe le complicanze nei soggetti a rischio, decongestionando gli accessi al pronto soccorso ed evitando uno scenario simile a quello di Marzo. La vaccinazione antinfluenzale può essere offerta gratuitamente nella fascia d’età 60-64 anni.




Il vaccino e la situazione bloccata nelle Regioni

Nonostante il documento abbia raccomandato alle Regioni l’anticipo delle campagne di vaccinazione a partire dall’inizio di ottobre, in molte di esse il vaccino è ancora introvabileLa maggior parte delle Regioni non ha scorte sufficienti a coprire il fabbisogno. Spicca il ritardo della Lombardia, e di altre Regioni anch’esse tra le maggiormente colpite dal coronavirus. Sono 7 le Regioni con maggiori difficoltà.



Si tratta della Provincia autonoma di Trento, il Piemonte, la Lombardia, l’Umbria, il Molise, la Valle d’Aosta e l’Abruzzo. Queste regioni non riescono a garantire neppure il 75% di copertura per le categorie a rischio.

I motivi dell’inefficienza

Sono tre i principali motivi alla base del grave disservizio. In primis, l’Italia, tra i Paesi maggiormente colpiti dalla pandemia, resta uno degli Stati ad aver programmato con maggiore ritardo le campagne vaccinali, in relazione ad altri Paesi Europei, che si sono mobilitati già ad Aprile 2020. Ad aggravare la situazione, il tardivo intervento delle Regioni. La comunicazione all’ultimo minuto dei fabbisogni territoriali ha generato caos e ritardi nelle gare d’appalto. Ad aggravare il tutto l’inadeguatezza delle Regioni nel programmare gare d’appalto, inappropriate e con offerte non idonee. Un buco nell’acqua per cui le gare non sono state aggiudicate.  Saranno i cittadini a pargare l’inosservanza delle Regioni, dove in alcune di esse il vaccino sarà reperibile addirittura dopo il 15 Novembre, in piena stagione influenzale.

Elena Marullo

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