Osservazione dell’impatto di un meteorite sulla Luna

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Il fatto che cadano meteoriti sulla Luna non è né una novità né una sorpresa, il suo aspetto a “groviera” per via dei tanti crateri che ne ricoprono la superficie ne offre ampia testimonianza. Gli scienziati ci spiegano anche che la Luna non è più sfortunata della Terra, semplicemente non avendo atmosfera a proteggerla ogni meteorite raggiunge la superficie, mentre nel caso del nostro pianeta quelli di piccole dimensioni si disintegrano per l’attrito. Per quanto riguarda i crateri gli agenti atmosferici e l’attività geologica sul nostro pianeta li cancellano, sulla Luna un cratere è per sempre. Allora la notizia dell’osservazione dell’impatto di un meteorite sulla Luna non dovrebbe essere nemmeno considerata tale? Forse ma si tratta comunque di una prima volta e fornisce l’occasione di fare delle considerazioni interessanti in vista del ritorno dell’uomo sul nostro satellite naturale.
Innanzitutto cosa è successo: lo scorso 21 gennaio 2019 si è verificata un’eclissi totale di Luna, strumenti e nasi all’insù (di osservatori di ogni tipo: professionisti, amatori e semplici curiosi) in Nord e Sud America ed Europa Occidentale, alle 4:41 ora di Greenwich, appena iniziata la fase finale dell’eclissi si è verificato un brevissimo lampo, un minuscolo punto luminoso che per la durata di 0.28 secondi ha ben risaltato sulla caratteristica colorazione rosso scura che la Luna assume durante un’eclissi (frutto della poca luce solare che la raggiunge perché diffusa dall’atmosfera terrestre) tanto da essere osservato ad occhio nudo.



Immediatamente si è attribuito all’impatto di un meteorite, ora arrivano in proposito le stime sull’impatto in una ricerca pubblicata su Monthly Notices of Royal Astronomical Society, ne dà notizia tra le sue news divulgative la stessa RAS.
Autori principali dello studio sono il professor Jose Maria Madiedo e il dr. Jose L. Ortiz i due scienziati appartengono a due diverse istituzioni accademiche spagnole ma operano insieme il MIDAS ( Moon Impacts Detection and Analysis System) operando otto telescopi nel sud della Spagna per monitorare la superficie lunare alla ricerca di impatti.
Il sassolino che ha colpito la Luna a gennaio era una pietra spaziale il cui peso è stato stimato in 45kg, il diametro tra i 30 e i 60 cm, colpendo la superficie lunare alla velocità di 61000 km/h nei pressi del cratere Lagrange H, si stima che abbia rilasciato un’energia pari a una tonnellata e mezza di TNT, quanto basta per creare un piccolo cratere fino a 15 metri di diametro.
Ma se questi eventi non sono rari e sono perfettamente naturali e previsti che senso ha perdere tempo a cercare di osservarli? Innanzitutto questi flash ci dicono molto su cosa succede davvero quando un meteorite colpisce la superficie lunare, si tratta di impatti che liberano energie che sarebbe impossibile riprodurre in laboratorio per fini scientifici, poi come ho anticipato c’è una preoccupazione molto pratica: siamo già stati sulla Luna (con buona pace degli idioti che non ci credono) ma siamo stati lassù per brevissime permanenze, quando ci torneremo sarà per periodi più lunghi, forse persino per un insediamento permanente o semi-permanente, scienziati come Madiedo e Ortiz vorrebbero avere un’idea più precisa di quanto la superficie lunare sia davvero colpita da meteoriti e di che natura, in modo da poter valutare il rischio reale per gli astronauti.

Roberto Todini

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