L’importanza del gioco nello sviluppo del bambino e non solo

Attraverso il gioco ogni essere umano è in grado di sperimentare il piacere: ecco l’importanza del gioco. Qui di seguito analizzeremo l’attività ludica e le sue conseguenze nella formazione della personalità di ognuno di noi.

Il piacere del gioco consiste in un vero e proprio nutrimento per la persona, dato che con il gioco l’individuo riesce a vivere armonicamente con se stesso e con gli altri. Nel gioco il bambino è in grado di esprimere al meglio ciò che prova, ad elaborare le emozioni e ad avere una padronanza maggiore del mondo che lo circonda.  Pertanto, le attività ludiche accelerano e favoriscono lo sviluppo completo del bambino dal punto di vista affettivo, cognitivo e sociale. Il gioco per i bambini non è un mero passatempo, bensì un lavoro. Si tratta, infatti, della loro principale attività quotidiana per mezzo della quale il bambino si diverte, esplora, si allontana temporaneamente dalla realtà, socializza e si libera da eventuali paure.

Freud e le esperienze del dolore

Già Freud, fondatore della psicoanalisi, aveva osservato che il fanciullo, giocando, rimetteva in atto una serie di dolorose esperienze psichiche, tentando di porvi rimedio.

Fu tra i primi ad evidenziare che il gioco si basava proprio sul principio del piacere, rimarcando tanto il suo valore catartico quanto la sua essenza comunicativa. Infatti, per lo psicoanalista il gioco è:

  • esplicitazione dell’universo inconscio del bambino;
  • veicolo attraverso il quale vengono scaricate e canalizzate le tensioni;
  • mezzo volto a gestire nel miglior modo l’ansia e le frustrazioni.

Proprio per questo si parla di funzione catartica del gioco, poiché dà la possibilità al bambino di affrontare il dolore senza essere inghiottito dallo stesso, nel tentativo di alleviarlo e di non renderlo protagonista della sua vita.

Il gioco come strada per l’inconscio

Nel libro Psicoanalisi dei bambini del 1932, la psicoanalista sosteneva che mediante il gioco era possibile scorgere le fantasie inconsce e le angosce dei bambini. L’importanza del gioco non sarebbe dunque semplicemente limitata al divertimento. La Klein comprese che il modo naturale di esprimersi per un bambino era proprio l’attività ludica e che era l’adulto a dover comunicare con il bambino proprio attraverso tale linguaggio.

Il contributo di Winnicott

Egli ha inserito il gioco tra i c.d. fenomeni “transizionali” che supportano il bambino nel percorso emancipatorio non traumatico rispetto alle cure materne.

Il lattante, che non ha alcuna cognizione del mondo esterno, dipende esclusivamente dalla figura materna. La madre “sufficientemente buona” è quella che in un primo momento si adegua alle naturali esigenze del bambino per poi lasciare che quest’ultimo raggiunga la propria autonomia rispetto alla sua figura.

Il bambino, per riuscire a compiere questo articolato percorso,  si aiuta con quelli che Winnicott denomina “oggetti transizionali”, ossia oggetti concreti, come peluche e coperte, o esperienze, per l’appunto il gioco.

Secondo l’autore l’area del gioco è lo spazio potenziale che congiunge la mamma e il bambino. Tale spazio ha la funzione di aiutare il bambino a superare l’angoscia e a separarsi dalla figura materna in modo sereno.

L’analisi di Piaget

A Piaget va anche il merito di aver individuato alcuni stadi nello sviluppo dell’attività ludica del bambino, stadi che camminano di pari passo con lo sviluppo fisico e cognitivo.

Indipendentemente dalle varie correnti di pensiero, è evidente come il gioco sia estremamente importante per la crescita del bambino, andando ad espletare una funzione strutturante di tutta la personalità.

Non solo per l’età evolutiva

La pedagogia ha da sempre evidenziato la natura educativa del gioco che coopererebbe ad armonizzare lo sviluppo intellettuale e sociale di ogni singola persona.

Decidere di giocare e di divagarsi fa sicuramente bene anche in età adulta. Certamente, si tratterà di un gioco diverso da quello che svolge il bambino ma gli effetti sono i medesimi.

Sempre più spesso, infatti, ci si sente soffocati dai doveri che tutti i giorni incombono sulle nostre vite. Lentamente vengono meno entusiasmo, divertimento e immaginazione. Ecco spiegata l’importanza del gioco: proprio per questo divertirsi giocando migliora le giornate di tutti. E’ molto importante per l’adulto ritornare bambino e guardare il mondo dalla prospettiva di un fanciullo, in modo tale da trarre ossigeno da quello sguardo incantato e potersi ricaricare per poter far fronte alla vita “da grandi”.

Annarita Picardi

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