Svezia: apre il museo dei cibi più disgustosi del mondo

L'inaugurazione è prevista per fine mese a Malmo. Tra i piatti che saranno esposti c'è anche il casu marzu sardo

Casu Marzu
0

La Svezia non finisce mai di stupire. L’ultima trovata nel paese scandinavo è il museo dei cibi disgustosi provenienti da ogni parte del mondo, la cui apertura è prevista a Malmo alla fine del mese di ottobre.

Nascita dell’idea

La strana pensata di creare un luogo per celebrare e mettere in mostra le “prelibatezze” più bizzarre e puzzolenti del mondo è stata partorita dall’esperto di psicologia Samuel West, personaggio abbastanza sopra le righe che proprio in Svezia ha già contribuito alla creazione del “Museo del fallimento”.

Prodotti in esposizione

Al Museo dei cibi disgustosi sarà possibile ammirare diversi formaggi dall’odore acre e numerose larve. Saranno inoltre esposti altri piatti non proprio usuali: il pene di toro bollito, lo squalo putrefatto all’islandese, le aringhe fermentate alla scandinava o il porcellino d’India arrosto, specialità peruviana.

Riproduzioni reali

L’aspetto più eclatante di questo curioso museo è che non ci saranno le riproduzioni in plastica dei piatti “disgustosi”, bensì gli originali. Dunque per questo è previsto un lavoro di sostituzione ogni tre giorni, in modo tale da non rendere l’ambiente completamente malsano e l’aria irrespirabile. Trattandosi di una vera e propria impresa, la mostra andrà in scena in fase sperimentale fino a gennaio. In caso di esito positivo sarà riproposta nelle settimane successive.

La soddisfazione dell’ideatore Samuel West

Naturalmente raggiante Samuel West che ha rilasciato alcune battute in merito:“Sarà un’esposizione divertente, molto divertente. Ma anche interessante e interattiva e dura da digerire”.

Affronto all’Italia

Tra le pietanze del museo figura anche il casu marzu, formaggio con i vermi proveniente dalla Sardegna. Una decisione che ha scatenato diverse polemiche sull’isola con tanto di articoli di contro-risposta da parte delle principali testate regionali.

Insomma, non rimane che attendere l’apertura ufficiale per poter “ammirare” dal vivo la sopracitata esposizione. Il costo di 18 euro non è affatto proibitivo, ma forse è un po’ troppo oneroso in rapporto con ciò che si va a vedere.

Antonio Pilato

 

 

 

 

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi