Le notizie da un altro punto di vista

L’inchiostro dei tatuaggi causerebbe l’ingrossamento dei linfonodi

Le nano particelle viaggiando nel sangue potrebbero danneggiare il nostro sistema immunitario

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Notizie non molto rassicuranti giungono da una recente ricerca per gli amanti dei tatuaggi. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Scientific Reports, infatti, è emerso che gli inchiostri utilizzati per i tatuaggi potrebbero liberare delle nano particelle capaci di viaggiare nel sangue fino a raggiungere i linfonodi. Questi ultimi, si sa, sono delle vere e proprie sentinelle delle nostre difese immunitarie e il pericolo consisterebbe nel loro ingrossamento, causato da queste particelle di dimensioni inferiori a un milionesimo di millimetro.

La ricerca scientifica è stata condotta dall’Istituto Federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bfr), coordinato dalla dottoressa Ines Schreiver. Questa ha permesso, grazie all’utilizzo della luce di sincrotrone (il più potente dei microscopi), di osservare per la prima volta le microparticelle contenute negli inchiostri. Dunque, oltre a stare sempre sull’attenti sull’utilizzo di aghi sterili, d’ora in poi bisognerebbe anche controllare la composizione chimica dei colori. Questo perché la maggior parte degli inchiostri usati per i tattoos contiene pigmenti organici e sostanze quali nichel, manganese, cromo e cobalto. Il colore bianco contiene anche biossido di titanio e ad esso è spesso associato il ritardo nella guarigione o il forte prurito dopo aver fatto un tatuaggio.




Al momento non sono ancora state accertate conseguenze preoccupanti per la salute, ma presto saranno condotti nuovi studi per capire la pericolosità o meno di queste particelle. L’unica cosa osservata ad oggi, è il rigonfiamento cronico dei linfonodi. “Sapevamo già che i pigmenti dei tatuaggi andavano nei linfonodi, che si coloravano del colore del tatuaggio stesso, ma non sapevamo che lo facessero a livello di nano particelle” ha spiegato Bernhard Hesse, uno dei primi autori dello studio.

L’ingrossamento dei linfonodi non è una novità, era una cosa nota – spiega Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis del gruppo San Donato di Milano -. Questo nuovo studio ha potuto accertare quello che era un sospetto, e cioè che la causa dei pseudolinfomi possono essere anche gli inchiostri dei tatuaggi“. Ad allertare gli studiosi non è dunque l’infiammazione del sistema linfatico che in genere si risolve da sé, ma in questo caso è la cronicità che potrebbe portare ad alterazioni del sistema immunitario. “Le particelle di inchiostro, entrando nel sistema linfatico possono ipoteticamente raggiungere i vari organi – continua Di Pietro – ma le conseguenze al momento non sono note e saranno certamente oggetto di studi futuri“.

Il prossimo passo sarà dunque studiare ulteriori campioni di pazienti che hanno subito reazioni avverse dopo il tatuaggio, in modo da poter trovare collegamenti con proprietà chimiche e strutturali dei pigmenti presenti negli inchiostri utilizzati. Al momento i tatuati di tutto il mondo possono ancora dormire sonni tranquilli. Senza mai abbassare la guardia.

Gianni Chiarappa

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