Indagine ISTAT sugli omicidi, in calo ma tasso femminicidi in aumento

Nel 2018 calano le vittime di omicidio ma si alza il tasso di quelle femminili. Omicidi volontari meno frequenti rispetto al resto d'Europa

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L’indagine ISTAT sugli omicidi commessi nel nostro Paese mostra un calo rispetto all’anno passato ma un sensibile aumento dei femminicidi.

Un tangibile calo delle vittime totali di omicidi rispetto al 2017 (da 357 a 345):  questo il dato che apre il rapporto dell’indagine ISTAT sugli omicidi registrati nel Paese. Nella proporzione tra sessi appare evidente un dato allarmante. Al calo degli uomini rimasti vittima, non corrisponde una diminuzione dei femminicidi (10 casi in più rispetto ai 133 del 2017). Scende all’1,6 il rapporto uomo-donna.

Il rapporto tra sessi vede anche una netta distinzione relativa al contesto all’interno del quale avvengono i delitti. Per la donna è quello domenistico a rappresentare il principale periocolo, con una percetuale di omicidi compiuti da partner o ex del 54,9% e da parte di familiari del 24,8%. Lo spazio pubblico è invece l’ambito nel quale vengono maggiormente colpiti uomini. In termini percentuali, i delitti vengono compiuti nel 37,7% da sconosciuti mentre il 33% risulta come “autore non indentificato”. Secondo i dati ottenuti da forze di polizia, banche dati del Ministero degli Interni e SDI (Sistema di Indagine), appare evidente secondo l’analisi l’inconcludente risultato prodotto dalle politiche nel settore sicurezza e per quanto concerne la lotta alla criminalità organizzata, alla luce della correlazione con la dimensione domestica. Tali politiche hanno prodotto una contrazione specialmente sul dato maschile. Allarmante la percentuale dell’80% di donne uccise da conoscenti. Nei casi di violenza domestica sono invece le categorie più giovani (0-13 anni) e quelle più anziane (over 65) a subire maggiormente violenza domestica.

Solo Lussemburgo l’Italia per minor tasso di omicidi volontari

Un ulteriore confronto con il 2017 rivela inoltre un dato interessante registrato nel nostro Paese rapportato al contesto europeo. Come riporta il risultato della ricerca, l’Italia figura tra i Paesi del Continente con il minor tasso di omicidi volontari (0,59%). Il nostro Paese precede Repubblica Ceca e Spagna  (rispettivamente a 0,62 e 0,66). Unica realtà nazionale a precedere il dato italiano è quello del Lussemburgo, nel quale sono stati commessi solamente due omicidi volontari (tasso dello 0,34% su un campione di 100 mila abitanti). Dato interessante, quello italiano, dimezzato rispetto alla media europea dell’1,03. Sul contesto continentale particolarmente allarmanti sono i dati raccolti nei Paesi Baltici, che arrivano a toccare tassi superiori al 2% (Lituania 3,97, Estonia 2,20, Lettonia 5,59).

Con riferimento ai dati sui femminicidi disponibili per i 22 Paesi europei, l’Italia registra un’incidenza più bassa rispetto agli altri contesti nazionali per omicidi volontari subiti da donne: 0,40 su 100 mila donne rispetto al dato medio di 0,86.

Una vittima su cinque è straniera. In calo gli omicidi di mafia.

A completamento della ricerca, l’indagine ISTAT sugli omidici ha inserito anche i dati relativi al tasso di vittime da omicidio con cittadinanza straniera e l’evoluazione dell’incidenza di quelli compiuti da organizzazioni di stampo mafioso. A correlazione dell’analisi degli omicidi subiti da persone straniere presenti sul territorio, si raccomanda cautela per via dei dati analizzati, riferiti solo ai residenti. La mancanza di un dato concreto sulle persone presenti irregolarmente sul territorio non permette di riflettere in maniera esaustiva sul dato degli stranieri vittime di omicidi in Italia.

Sul versante della criminalità organizzata invece, ISTAT invita a considerare l’introduzione della distinzione tra associazione a delinquere generica e quella di stampo mafioso risalente al 1982. Tra 1983 e 2018 sono 6.681 gli omicidi rilevati nel Paese, all’interno dei quali sono inseriti tanto i casi interni ed esterni alle strutture organizzate. Se il periodo più cruento corrisponde in questo lasso di tempo al quinquennio a cavallo tra anni Ottanta e Novanta (un terzo degli ottomila omicidi totali tra ’88 e ’92 sono di matrice mafiosa), si avverte un progressivo calo dei casi registrati fino al 2017. Nel 2018 sono in tutto 19 gli omicidi volontari riconducibili alle organizzazioni mafiose.

Fabio Cantoni

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