Anziani, approvata alla Camera legge antitruffa

Alcune accortezze per difendersi dalle truffe

Anziani: nessuno deve morire solo
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È del 2 ottobre la notizia del primo sì della Camera dei Deputati per l’inasprimento della pena nei confronti di chi truffa gli anziani. Sono stati anche elencati i luoghi dove scatterà il reato. In primis le abitazioni private. Ma anche le case di cura, i luoghi adiacenti gli uffici postali e i locali commerciali.

È buona cosa che in Parlamento ci si occupi degli anziani. Sono tante le tragedie che si consumano alle loro spalle, nella quasi totale indifferenza. Eppure l’argomento dovrebbe starci a cuore, data anche la composizione demografica del nostro paese. L’indice di vecchiaia nel 2015 era di 157,7 che significa, senza girarci troppo intorno, che ci sono molti più anziani che giovani. Questo è dovuto in gran parte alla crisi economica che ha bloccato le nascite. Per capire meglio la situazione l’Istat ci informa che ogni 100 persone in età lavorativa ve ne sono quasi 34 oltre i 65 anni.

Il debito demografico

Questo dato è particolarmente importante per comprendere il debito demografico. Ovvero ciò che un paese dovrebbe garantire alle generazioni future per quanto concerne servizi di sanità, assistenza e prevenzione. Ma al di là dei numeri, c’è un debito che tutti abbiamo nei confronti degli anziani: il rispetto e la dignità di una fine serena. Invece le notizie che leggiamo parlano di truffe, sfratti, abbandoni.

Ultime notizie

Ha molto colpito l’opinione pubblica la notizia dello sfratto della signora Giuseppina, di anni 95. Giuseppina è una delle terremotate rimaste senza casa, in provincia di Macerata. Essendo il suo desiderio quello di morire davanti alla sua casa, i parenti le hanno regalato una casetta di legno. Ma i carabinieri forestali non hanno aspettato neanche l’arrivo delle figlie per rendere operativo lo sfratto. ” Vado via di qui solo morta” diceva Giuseppina, mentre le comunicavano lo sfratto.

Le truffe

Se Giuseppina si è dovuta scontrare a 95 anni contro una burocrazia spietata, non è andata meglio alle centinaia di anziani truffati. Sono tanti, troppi i modi in cui si possono ingannare. L’ultima trovata di un avellinese (notizia di ieri) quella di spacciarsi per un fattorino che deve consegnare il nuovo pc al nipote. Ovviamente la consegna può avvenire solo dopo l’esborso di 700 euro. Purtroppo con l’evolversi delle tecnologie si sono evoluti anche i turlupinatori. Possono anche spacciarsi e travestirsi da operai, idraulici, addetti delle pompe funebri. Il mondo degli anziani è spesso costernato di gente che si approfitta della loro buona fede.

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Come difendersi

Se, finalmente, la legge pare inasprirsi verso i truffatori, diamo comunque qualche consiglio pratico per scongiurare le truffe.

  • dipendenti/operai di Enel, Telecom, gas e utenze non effettuano riscossione delle bollette recandosi nelle abitazioni private
  • se qualcuno si presenta a nome di un parente non farsi prendere dal panico: prendete tempo, telefonate al diretto interessato e non fate entrare in casa nessuno
  • ultimamente i truffatori si travestono anche da forze dell’Ordine ma spesso hanno solo la pettorina e non la divisa. Non aprite se non dopo che vi è stato mostrato un tesserino e comunque telefonate a qualcuno per avere conferma
  • sui social network molte persone approfittano della solitudine degli anziani per estorcere soldi in cambio di un finto amore. Ricordatevi di verificare l’identità delle persone ed eventualmente fatevi aiutare, prima di fare bonifici




L’indifferenza

Spesso queste truffe riescono anche perché gli anziani sono lasciati soli. E in questa solitudine si consuma il loro dramma. Dove anche confessare una debolezza risulta umiliante. “Come hai potuto cascarci, in una truffa così stupida?”. La risposta è nelle lunghe giornate senza parlare con nessuno. Nelle case vuote e nei telefoni che non squillano. E quando suonano, questi telefoni, gli anziani rispondono. E forse in fondo al cuore già lo sanno che qualcuno gli chiederà soldi, o li vorrà truffare. Nessuno deve morire solo.

Marta Migliardi

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