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Indivisibili, il film italiano del momento: la recensione

di admin
30 Set 2016
in Cultura
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indivisibili

fonte: filmitalia.org

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Uscito ieri nelle sale, Indivisibili è uno dei film italiani più attesi della stagione. La pellicola diretta da Edoardo De Angelis ha, infatti, riscontrato un grande successo alla Mostra del Cinema di Venezia. Presentata alle Giornate degli Autori ha ottenuto ben quattro riconoscimenti, tra cui il premio Francesco Pasinetti al miglior film.
È stato addirittura inserito nella rosa dei film da candidare agli Oscar. E, anche se alla fine è stato scelto Fuocoammare, Paolo Sorrentino ha dichiarato che la nomination sarebbe dovuta andare proprio ad Indivisibili.

La pellicola assomiglia a tanti altri prodotti italiani che si sono distinti nel panorama cinematografico internazionale. Condivide, ad esempio, con Reality e Gomorra di Matteo Garrone la stessa ambientazione e il fatto di essere recitato quasi interamente in dialetto (tanto da richiedere l’inserimento dei sottottitoli).

La trama

Nella provincia di Caserta, Dasy e Viola sono due gemelle siamesi diciottenni, unite sul fianco all’altezza dell’anca. Per sopravvivere assieme alla famiglia in un contesto di estrema povertà economica e culturale le due si esibiscono cantando a matrimoni e comunioni. La solita squallida, anche se remunerativa, carriera da cantante neo-melodico, che viene qui avvalorata da un’aura di misticismo. La loro condizione, infatti, è vista dalla popolazione come un elemento divino che può compiere miracoli. Fomentati da un parroco cinico e opportunista, immigrati e miserabili di ogni tipo pagano per toccare il punto di congiunzione tra le due sorelle.

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Quando Dasy e Viola scoprono di potere essere divise senza rischi, inizia un conflitto psicologico ed effettivo con la famiglia che non vuole perdere la gallina dalle uova d’oro. Dasy, in particolare, ossessionata dal desiderio di libertà, si spingerà fino al limite massimo per ottenerla.

indivisibili
fonte: filmitalia.org

Le due indivisibili

Sta proprio qui un elemento decisivo nella narrazione: è solo Dasy a volere a tutti i costi la divisione. Tra le due è proprio lei ad essere il motore del racconto. Sono i suoi desideri di “normalità” a muovere la vicenda fino alle massime vette drammatiche.

È come se le gemelle rappresentassero i due emisferi del cervello: laddove Viola è la parte razionale ed equilibrata, Dasy è quella emotiva e sentimentale. Le pulsioni al cambiamento dell’emisfero sinistro sono contenute da quello destro, che ha paura e si accontenta del poco che ha. Due personalità completamente diverse che si completano in una coppia che ha bisogno di entrambi gli elementi per sopravvivere.

In conclusione?

La pellicola procede con un ritmo riflessivo ma inesorabile. De Angelis avvolge lo spettatore con una regia caratterizzata da lunghi e intensi piani-sequenza. Per tutta la prima parte il racconto è di un realismo drammaticamente coinvolgente. Verso il finale, invece, forse ci si perde in un ulteriore rallentamento che sembra quasi immobilizzare la narrazione.
Tutto ciò non va, però, a discapito della tensione, che sale inesorabilmente verso delle scene finali dall’impianto tragico. Il tono diventa quasi quello di una rappresentazione sacra votata al martirio. Un contesto sociale così opprimente che obbliga a pensare alla morte come unica possibilità di liberazione.

Ad aiutare l’ottima messa in scena del regista ci pensa una straordinaria colonna sonora che oscilla tra la maestosità drammatica e le sonorità neo-melodiche.
La recitazione è un altro elemento vincente. Le due gemelle (in realtà non siamesi) Angela e Marianna Fontana, forse aiutate dal dialetto, sono perfettamente nella parte. Mentre i ruoli dei genitori sono gestiti con grande forza e padronanza da Antonia Truppo (vincitrice del David come migliore attrice non protagonista in Lo chiamavano Jeeg Robot) e Massimiliano Rossi.

In sostanza, Indivisibili è un prodotto sopra la media del panorama contemporaneo, in grado di restituire uno spaccato delle realtà più misere della nostra società. Poco originale in molte dinamiche, non smette mai, però, di emozionare grazie ad un ottimo comparto tecnico.
Un film che non passerà inosservato e che è senz’altro destinato ad un roseo futuro.

articolo di Carlo D’Acquisto

Tags: Angela e Marianna FontanaAntonia TruppoCarlo D'AcquistoEdoardo De AngelisIndivisbiliMassimiliano RossiMatteo Garrone
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