L’espansione dell’industria farmaceutica potrebbe aver nuociuto alla salute

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Faccio subito una premessa, se un titolo come l’industria farmaceutica ha (forse) nuociuto alla salute, vi provoca la gastrite e state pensando “ma chi è questo emerito idiota complottista?” sfondate una porta aperta, eppure il mio non è un titolo acchiappa click e vi sto riportando una ricerca scientifica seria.
Sarà … Penserete voi perplessi. Datemi cinque minuti del vostro tempo e un minimo di fiducia, la ricerca proviene dalla Ohio State University e il fatto che il titolo dell’articolo sul sito dell’università sia “L’espansione della medicina ha migliorato la salute – con un’eccezione”  chiarisce che si tratta di una ricerca il cui scopo era evidenziare i benefici della medicina moderna sulla salute pubblica e in particolare sull’aspettativa di vita, i ricercatori si sono dichiarati sorpresi da una parte di quello che hanno scoperto e documentato nel lavoro scientifico pubblicato su Journal of Health and Social Behavior.





Ma cosa hanno indagato e con quali risultati?
Gli autori dello studio sono Linda George, professoressa di sociologia alla Duke University, e  Hui Zheng (autore principale) professore associato di sociologia alla Ohio State University. I ricercatori hanno preso in esame i dati riguardanti 30 paesi in un arco temporale di 27 anni.
Il risultato in breve è stato che mentre l’aumentare dalla spesa in assistenza sanitaria e cure specialistiche ha avuto un effetto positivo aumentando l’aspettativa di vita e facendo diminuire i tassi di mortalità, al contrario l’espansione dell’industria farmaceutica potrebbe essere associata con un peggioramento della salute pubblica.
Ci sono stati altri studi in passato che evidenziavano delle criticità nel modo di prescrivere farmaci, ma questo è il primo studio che collega effetti negativi alla crescita stessa dell’industria farmaceutica. Dalla metà del ventesimo secolo l’industria farmaceutica ha avuto una crescita enorme in alcuni paesi, basti pensare agli usa in cui la percentuale del PIL rappresentata dalle spese in assistenza sanitaria è passata dal 5,1% del 1960 al 17,1% del 2014. Non sorprenderà nessuno che in tutti e 30 i paesi la spesa sanitaria sia cresciuta, ma in maniera diversa, né che quello in cui è cresciuta di più sono gli USA, d’altro canto negli Stati Uniti è cresciuta soprattutto la spesa farmaceutica, molto meno le spese per cure specialistiche.
I parametri indagati erano tre: investimenti in medicina, aumento della specializzazione ed espansione del settore farmaceutico.
Mentre l’aumento dei primi due è risultato collegato a un miglioramento di tutti i parametri relativi alla salute presi in esame, l’espansione del settore farmaceutico ha mostrato che due dei suoi parametri (aumento delle vendite e più denaro speso in ricerca e sviluppo) sono legati ad una aumentata mortalità in donne sopra i 65 anni. I ricercatori sono rimasti talmente sorpresi che hanno fatto la controprova, controllare che non fosse il contrario, cioè che un abbassamento dell’aspettativa di vita e un aumento della mortalità avesse provocato un espandersi dell’industria farmaceutica, ma i dati suggeriscono che non sia così. La ricerca ha trovato anche un altro effetto negativo legato all’espansione dell’industria farmaceutica, sembra che riduca i benefici delle cure specialistiche.
A questo stadio è importantissimo chiarire che: lo studio non è in grado di dire il perché questa crescita dell’industria farmaceutica avrebbe questi effetti nefasti, potrebbe essere legato:




_ agli effetti collaterali di tossicità delle medicine;
_ potrebbe anche essere causato da come i dottori le prescrivono più che alla natura dei farmaci stessi;
_ un’altra possibile causa potrebbe essere il cattivo uso che fanno i pazienti delle medicine contravvenendo alle prescrizioni;
_ infine c’è la pressione del marketing dell’industria farmaceutica.
Un ipotesi che pare sensata è che una combinazione di alcuni o tutti questi fattori sia la causa e rimane da vedere in che percentuale ciascuno di essi contribuisca.
La morale da trarre dalla ricerca è che, in un momento in cui negli USA (e non solo lì) c’è un forte dibattito su quanto si spende in sanità e se abbia un effetto benefico, senza ombra di dubbio l’incremento della spesa sanitaria nel suo complesso ha migliorato le aspettative di vita, ma che probabilmente spendiamo troppo in alcuni settori (come l’industria farmaceutica) e non abbastanza in altri lo sviluppo della specializzazione e le cure specialistiche.

Roberto Todini

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