L’influenza aviaria dilaga in Europa

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Non è mia abitudine utilizzare titolo sensazionalistici o peggio allarmistici, ma che l’influenza aviaria e in particolare un suo ceppo particolarmente virulento denominato H5N8, stia imperversando in lungo e in largo per l’Europa è un fatto innegabile testimoniato dagli articoli sui quotidiani e dalle misure adottate dai governi.influenza aviaria
Innanzitutto occorre ricordare che se è vero che è stato definitivamente provato che l’influenza aviaria si può trasmettere dagli animali all’uomo è anche vero che per ora il virus, per fortuna, non è mai stato  in grado di  saltare da uomo a uomo.
Quanto sopra non toglie che l’allarme è giustificatissimo, non solo per i danni che una tale pandemia può fare agli allevamenti avicoli ma perché più il virus dilaga più c’è il rischio che si sviluppino nuovi ceppi tra cui potrebbe uscire il fatidico ceppo che sarà sia molto virulento che capace di trasmettersi da uomo a uomo, e in quel caso, non voglio usare toni apocalittici ma, sarebbe un bel problema.
Lunedì il ministro dell’ambiente e dell’alimentazione danese ha annunciato che il primo focolaio di H5N8 è stato registrato in una fattoria che alleva pollame, quello che sembra più preoccupante è che un mese fa il virus era già stato isolato in uccelli selvatici e le autorità avevano invitato a tenere al chiuso gli animali da allevamento, ora questo caso che speriamo rimanga circoscritto dimostrerebbe che o qualcuno ha disatteso gli appelli o che le misure che si prendono una volta che il virus è in circolazione non sono così efficaci.
Quello danese non è certo un caso isolato, il virus è stato segnalato anche in Germania, Austria, Svizzera, Ungheria, Polonia, Olanda e Croazia.
In un grande allevamento dello Schleswig-Holstein (il più settentrionale dei 16 stati federali tedeschi, quindi al confine con la Danimarca) sono stati abbattuti ben trentamila polli contagiati dall’influenza aviaria.
Secondo un articolo uscito sul Sun, un altro caso si è registrato in una fattoria in Austria e sono stati segnalati uccelli morti infetti col virus sul lago di Ginevra, il governo tedesco ha aperto un tavolo di crisi.
Secondo un’agenzia della Reuters il governo tedesco si prepara ad abbattere almeno 8800 oche,  sempre nel nord del paese, quindi non è chiaro se parte o tutti di questi animali si sovrappongono alla cifra di 30000 riportata dal Sun che li dà per già abbattuti, ma rende l’idea della dimensione del problema.
Altri fonti di stampa parlano persino di casi segnalati dall’Iran.
Ribadiamo che gli esperti rassicurano, il ceppo H5N8 è devastante per gli animali ma è a basso rischio per la trasmissione all’uomo (inoltre ricordiamo che in estremo oriente dove si sono segnalati i casi di trasmissione dell’influenza aviaria all’uomo spesso si vive in condizioni sanitarie non ideali e in promiscuità con gli animali e che comunque il ceppo del virus che si è rivelato più capace di saltare dagli animali all’uomo è l’H5N6) però per l’industria avicola europea se non si riesce ad arginare l’influenza aviaria potrebbe essere una catastrofe, da qui la giustificata preoccupazione.
Per quel che riguarda l’Italia e i paesi del sud Europa, che per ora non sembrano coinvolti, i timori sono per le prossime settimane quando con l’arrivo dell’inverno gli uccelli selvatici inizieranno a migrare verso sud.

Roberto Todini

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