100 anni fa nasceva il regista Ingmar Bergman

Fra i suoi capolavori "Il settimo sigillo" e "Fanny e Alexander"

Sky Arte trasmetterà oggi in prima visione il documentario “Bergman 100: la vita, i segreti, il genio”, presentato al Festival di Cannes 2018 e diretto da Jane Magnusson.

Ricorre oggi, 14 luglio, il centenario dalla nascita di Ingmar Bergman, regista svedese, nato a Uppsala il 14 luglio 1918 e morto a Faro, in Svezia, il 30 luglio del 2007.

ingmar bergman

Difficilmente è possibile concentrare in poche righe la vita e la carriera artistica di un uomo che è considerato tra i maestri del cinema del secolo scorso, con 24 lungometraggi, 59 produzioni teatrali e 19 film per la televisione. Per celebrare i cento anni dalla nascita, il Festival del Cinema Ritrovato di Bologna gli ha dedicato due proiezioni, restaurando la quasi dimenticata spy story esplicitamente anti-comunista Ciò non accadrebbe qui (titolo originale: Sånt händer inte här), rinnegata dallo stesso Bergman negli anni a venire, e il capolavoro Il settimo sigillo, celebre per la sua danza macabra di chiariscuri e per la partita a scacchi del cavaliere (Max Von Sydow) con la Morte venuta a reclamare la sua anima.

Nel 1958 il regista francese Jean Luc Godard definì lo sguardo di Harriet Andersson nella camera in Monica e il desiderio come lo sguardo più struggente della storia del cinema”, decretando Bergman come modello d’ispirazione per il cinema della Nouvelle Vague, ma anche come “regista esistenzialista”. Di lui si ricordano i legami sentimentali travagliati, inclusa la storia d’amore con la sua attrice feticcio Liv Ullman, alla quale fece seguito l’unione con Ingrid von Rosen, che durò fino al 1995, anno della morte di Ingrid. Questo evento gettò il regista in uno stato di sconforto e depressione che lo portò a isolarsi sull’isola di Faro, nel Baltico, dove morì nel 2007. In un necrologio uscito quello stesso giorno sul San Francisco Chronicle, Mick LaSalle paragonò l’influenza di Bergman sul cinema a quella di Virginia Woolf e James Joyce sulla letteratura.

Non gli fu mai assegnato l’Oscar come miglior regista, sebbene tre dei suo film si guadagnarono l’Oscar nella categoria Miglior film straniero: La fontana della vergine (1960), Come in uno specchio (1961) e Fanny e Alexander (1983), ultima fatica del regista. Oltre a questi titoli, tra i capolavori di Bergman che hanno fatto la storia del cinema si ricorda Il posto delle fragole (1957), vincitore dell’Orso d’Oro a Berlino e del Premio della Critica a Venezia, il dramma psicologico dell’incomunicabilità Persona (1966), interpretato da Liv Ullman e Bibi Andersson, e la tragedia corale femminile Sussurri e grida (1972).

In occasione dei cento anni dalla nascita del regista, Sky Arte trasmetterà oggi in prima visione il documentario Bergman 100: la vita, i segreti, il genio, presentato al Festival di Cannes 2018 e diretto da Jane Magnusson, la quale tenterà di spiegare la filosofia del regista raccontandone la vita, i periodi artistici e le influenze culturali.

Matteo Cardillo

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