Dopo 20 anni, l’inquilina di Malpensa lascia l’aeroporto

Emilietta era una celebrità tra i viaggiatori, cercava di ottenere il visto che le avrebbe permesso di riabbracciare la famiglia

fonte immagine: http://webitmag.it/traffico-aereo-litalia-cresce-piu-della-media-europea-malpensa-nonostante-expo-flop_120402/
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Un passaporto scaduto, un viaggio interrotto ed un viaggiatore costretto a vivere in aeroporto. Questa non è solo la trama del celebre film “The Terminal” con Tom Hanks, sono anche gli elementi base della storia di Cesira Ton che dopo vent’anni lascia lo scalo di Malpensa.



La donna ha vissuto all’aeroporto milanese dal 1999. Dopo lunghi anni, le insidie della vecchiaia la costringono ad abbandonare la sua protesta pacifica che ha comunque lasciato il segno.

La storia di Emilietta

Cesira, per gli amici Emilietta, è nata nel 1940 ed è diventata famosa tra il personale aeroportuale e tra i viaggiatori dello scalo milanese. Infatti, la donna portava avanti una battaglia silenziosa e pacifica per ottenere il visto che le avrebbe permesso di riabbracciare i suoi cari.

La sua storia ha impressionato e commosso molti come dimostra anche il fatto che questo non è il primo articolo su di lei. La vicenda che l’ha portata a diventare inquilina del Terminal 1 dell’aeroporto milanese è in parte misteriosa ed è stata  seguita da vicino dal Corriere della Sera . Nel 1992, la vita di Cesira subisce un importante svolta: si trasferisce con marito e figli nella Repubblica di Mauritius. Il visto è valido per sei mesi perciò la famiglia fa la spola tra Madagascar e Mauritius. Dopo alcuni anni però Cesira, nel frattempo separatasi dal coniuge, si ritrova espulsa dal Paese africano per ragioni tuttora da chiarire. Aveva assistito uno dei suoi figli, tornato in Italia per ricevere cure mediche e le era stato impedito di rientrare con lui in Mauritius. Così, nel 1999 Emilietta si stabilisce all’aeroporto ad aspettare quel visto, divenuto il suo Godot personale.

I sostenitori di Cesira e la catena di solidarietà

Emilietta è ormai una di famiglia per i lavoratori dello scalo e, sebbene non sia riuscita a far cambiare  idea alle autorità di Mauritius, ha lasciato il segno. Probabilmente unica cittadina ad essere residente in un aeroporto, si trasferirà in una nuova casa, comunque non lontana da Malpensa. Infatti per lei si metterà a disposizione uno degli appartamenti ceduti alla Regione Lombardia da residenti che mal sopportavano il trambusto del traffico aereo.

Anche la S.E.A. (Società Servizi Aeroportuali)  che gestisce gli scali milanesi, si è mossa per lei destreggiandosi tra esigenza umanitaria e questioni di ordine e sicurezza negli aeroporti. Oggi, S.E.A., Croce Rossa e Comune di Ferno collaborano per dare un tetto più confortevole all’inquilina del Terminal 1, che ha devoluto tutti i propri beni per aiutare la sua famiglia.

Una donna orgogliosa che non accetta di essere chiamata “barbona” né tanto meno le elemosina.

Alla sua storia è dedicato anche un documentario intitolato “Il Castello”.

Gessica Liberti

 

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