Inquinamento delle acque, i cani possono fiutarlo

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In un numero sempre maggiore di campi i cani si confermano i migliori amici dell’uomo. E’ oramai noto e diffuso l’impiego di cani per operazioni di soccorso o di polizia. In pochi però credevano che i cani riuscissero a contribuire alla lotta all’inquinamento.




Nello specifico, attraverso l’olfatto, possono rilevare la presenza di acque contaminate.

Il fiuto di Sable e Logan

L’innovativa idea arriva dagli Stati Uniti dove i coniugi Reynolds hanno deciso di addestrare i loro cani da salvataggio a localizzare gli scarichi illeciti nei sistemi di scolo e in altre infrastrutture idriche obsolete negli Stati Uniti come riporta il Michigan Live. La coppia ha sperimentato questo metodo all’interno della società Environmental Canine Services, di cui i due sono proprietari, sottolineandone la rapidità e la convenienza.

Protagonisti di questa sorprendente vicenda sono Sable, incrocio di pastore tedesco e Logan, incrocio di Collie. I due cani sono riusciti a fiutare la presenza di Escherichia coli, batterio che segnala la presenza di scarichi umani nelle acque. Gli animali hanno esaminato 5 campioni d’acqua, prelevati nella città di Exeter, dal fiume Norris Brook e hanno contribuito a determinare la causa della contaminazione. Sable lavora dal 2007, era stata salvata dal canile è ora è conosciuta come “il fiuto”; Logan invece lavora dal 2009. Si tratta di due cani altamente addestrati che segnalano la presenza di campioni contaminati in modo diverso: la prima abbaia, il secondo si siede.

Dall’addestramento al successo

Certamente, si tratta di un metodo interessante che può velocizzare l’analisi delle acque e può essere applicato anche a laghi e fiumi. A proposito della nascita di questo metodo Karen Reynolds spiega:

“Scott ha una laurea in studi ambientali e aveva una certa esperienza di lavoro nella formazione dei cani da salvataggio. Abbiamo cercato ed esaminato molti cani, selezionandoli sulla predisposizione a una naturale curiosità nella ricerca di particolari odori e che amassero l’acqua, perché spesso di capita di lavorare nei canali di scolo.”

Insomma, un’unione di talenti e competenze di uomini e cani Questo metodo sta avendo molto successo negli Stati Uniti e l’ Environmental Canine Services riceve molte richieste di intervento.

In conclusione, una domanda sorge spontanea: questo metodo sarà importato anche nella vecchia Europa?

Gessica Liberti

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One thought

  1. Forse l’articolo dovrebbe trattare l’argomento con un po’ più senso critico.
    “… i cani si confermano i migliori amici dell’uomo. E’ oramai noto e diffuso l’impiego di cani per […] operazioni di polizia…”. Quindi i cani sono da considerarsi i MIGLIORI AMICI dell’uomo perché vengono usati come strumenti per minimizzare i pericoli che l’uomo potrebbe correre? I cani vengono mandati a morire costantemente nelle operazioni di polizia oppure si crede davvero che tutto sia come nel Commissario Rex?
    Più generalmente, cosa succede ai cani che non passano i vari addestramenti ce lo si è mai chiesto? e a quelli che diventano vecchi? e se i cani non servono più? (Due anni fa, per esempio, i cani di un’azienda americana erano stati sterminati perché l’azienda aveva perso un appalto di sorveglianza).
    Spero che “nella vecchia Europa” i cani (e non solo) siano visti come animali con una loro vita e non come strumenti produttivi da sfruttare e da cui estrarre valore.

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