Insonnia nei bambini: colpa degli smartphone

L'uso di dispositivi elettronici come tecnica per addormentarsi è in realtà causa maggiore di insonnia tra i più giovani

Numerosi studi dimostrano che l’uso degli smartphone prima di addormentarsi provochi l’effetto contrario.

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Negli ultimi sei anni è stato riscontrato che un numero sempre maggiore di bambini soffre di insonnia regolarmente. Nel 2012 dopo uno studio effettuato dall’Università di Bergen in Norvegia si contavano circa 6.520 ragazzi sotto i 16 anni che annualmente manifestavano questi disturbi. L’anno scorso si è arrivati a 9.420. Ma da cosa dipende l’insonnia nei bambini?

insonnia nei bambini

Dopo alcune indagini sulle abitudini quotidiane dei più piccoli e sui dati legati al sonno, come il tempo necessario per addormentarsi, le ore effettivamente spese a dormire e quelle ritenute necessarie per sentirsi riposati, si è arrivati alla conclusione che, in numerosi casi, la colpa dell’insonnia nei bambini è da ricondurre all’uso dei dispositivi elettronici utilizzati poco prima di andare a dormire. Tantissimi di noi prima di abbandonarsi nelle braccia di Morfeo curiosano per l’ultima volta la bacheca di Facebook o scorrono le foto più recenti di Instagram, attendendo che la stanchezza prenda il sopravvento come di fronte ad un buon libro. In realtà gli effetti sono esattamente opposti, soprattutto sui più piccoli.

Secondo i ricercatori la luce blu emessa dello schermo del cellulare è infatti la causa principale di insonnia, che ostacola e rallenta notevolmente la produzione dell’ormone del sonno, la melatonina. La produzione di melatonina è infatti favorita dall’assenza di luce. Quella ad intermittenza emessa dai dispositivi tecnologici disturba la preparazione alla fase REM, a differenza della luce soffusa della abat-jour necessaria per la lettura di un qualsiasi libro, giornale o rivista.

Insonnia nei bambini

La soluzione non è certo il proibizionismo, bensì l’educazione. L’ideale per il benessere delle nuove generazioni sarebbe renderli ben consapevoli delle potenzialità di questi strumenti. Tutti i dispositivi usati in maniera appropriata permettono di lavorare, comunicare, rilassarsi e divertirsi, ma un abuso, come d’altronde tutte le cose, porta a degli svantaggi non indifferenti. Nel suo libro Stop Staring at Screens, considerato una “dieta digitale disintossicante” per tutta la famiglia, la scrittrice Tanya Goodin afferma:

“Se I bambini restano svegli fino ad ore tarde sui social network la colpa è dei genitori, non delle piattaforme social!”.

Vero che gli schermi sono uno strumento immediato per “silenziare” i propri figli, ma la loro tranquillità è in realtà solo apparente.

Quindi perché non tornare alla vecchia buona abitudine della fiaba prima della buonanotte? I benefici sono molteplici: il bambino si sente più considerato e il genitore stimolato ad usare la creatività!

Annalisa Ramos

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