Queste persone non esistono: volti generati da un’AI

ThisPersonDoesNotExist: l’intelligenza artificiale che imita i volti degli esseri umani.

ThisPersonDoesNotExist.com è un portale che consente di generare volti in tutto e per tutto simili a quelli di un qualsiasi essere umano. Il sito è stato realizzato dall’ingegnere Philip Wang, che ha utilizzato un tipo particolare di reti neurali  per dar vita all’intelligenza artificiale e al curioso esperimento. Il risultato è un algoritmo che, grazie alla sintetizzazione d’immagini, riesce a creare dei volti talmente verosimili da sembrare reali.

ThisPersonDoesNotExist: il generatore di volti online

Le persone che vedete in realtà non esistono: sono il risultato prodotto da un’intelligenza artificiale che sta diventando in queste ore uno dei trend più virali in rete. L’inventore dell’insolito sito è Philip Wang, un ingegnere di Uber che, attraverso l’utilizzo di due reti neurali distinte – noto come generative adversarial network (GAN) – ha ottenuto questo straordinario risultato.



intelligenza artificiale
Fonte Foto: https://www.ilpost.it

Wang avrebbe creato questo sito basandosi sui nuovi sensori di riconoscimento facciale presenti negli smartphone. L’algoritmo inoltre prenderebbe informazioni da immagini pittoriche, fumetti e fotografie, e da queste genererebbe di volta in volta delle “fotografie” con i canoni di volti reali.

Intelligenza Artificiale: sostituirà l’uomo?

Stando a quanto riportato da Futurism.com  qualche imperfezione nei risultati del sito ancora ci sarebbe e, benché molte delle immagini sarebbero indistinguibili a occhio nudo, alcune di queste verrebbero generate con dei piccoli difetti (che le renderebbero, se possibili, ancor più inquietanti).

Poche settimane fa è circolata online la notizia della creazione di un’intelligenza artificiale in grado di generare contenuti autonomamente, e che addirittura sarebbe in grado di produrre testi credibili per coerenza formale e contenutistica. GPT2, questo il nome dell’AI, non verrà messa a disposizione del grande pubblico per evitare che ne venga fatto un uso improprio (come ad esempio, la creazione di fake news).

Alice Antonucci

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