Intervista ad Armando De Vincentiis esponente storico del Cicap

Laureato in psicologia e specializzato in psicoterapia, già docente nel corso di laurea in scienza dell'educazione dell'Università Pontificia di Roma

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Armando de Vincentiis: esponente storico del CICAP: Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze. Laureato in psicologia e specializzato in psicoterapia, già docente nel corso di laurea in scienza dell’educazione dell’Università Pontificia di Roma.

Fonte: cicapticino.blogspot.it

Divulgatore scientifico, esperto di paranormale religioso e fenomenologia mistico-religiosa. Armando De Vincentiis si è occupato dello studio sulle stimmate di Padre Pio e di Natuzza Evolo la mistica di Paravati, e sulle stimmate epigrafiche di quest’ultima ha condotto un esperimento e realizzato un dossier per il CICAP.

Non esule dagli attacchi di complottisti e detrattori, è stato ospite di vari show televisivi nei quali non sono mancati vivi dibattiti…scontri. Ha documentato casi clinici legati alle possessioni demoniache, e pubblicato numerosi libri di carattere scientifico-divulgativo.

Ha curato pubblicazioni di Piero Angela e di altri nomi di tutto rispetto. Nel Gennaio del 2010 la città di Taranto riconosce ad Armando De Vincentiis il premio:Gran Galà della Cultura per i suoi impegni di carattere culturale e artistico, in qualità di regista.

Eccovi di seguito alcune domande, per conoscere Armando De Vincentiis e il CICAP:

1) Il paranormale è un campo vasto, si va dalle creature folcloristiche come possono essere gli Yokai giapponesi, passando per luoghi concreti avvolti dal mistero, come il triangolo delle Bermuda, fino ai miracoli. Da cosa nasce la sua passione per lo studio del paranormale?

Da sempre sono stato appassionato di paranormale, fin da adolescente. Ricordo che già all’epoca cercavo spiegazioni razionali quando amici e parenti mi raccontavano le loro storie. Una zia mi diceva che un folletto tutte le notti le faceva saltare gli occhiai e io cercavo di riprodurre il fenomeno assumendo una serie di posizioni in grado di verificare se ciò potesse accadere in condizioni del tutto casuali. Ovviamente ci riuscivo!

2) Possessioni demoniache, apparizioni mariane, creature che infestano gli ambienti domestici, sono tutti fenomeni paranormali “testimoniati”. Quali sono le differenze sostanziali nelle persone che sostengono di aver assistito, di essere vittima o testimoni di queste esperienze ?

Parliamo innanzitutto, di differenze culturali. E’ sempre il contesto culturale che fa da padrone. NON è necessario avere patologie psicologiche per essere “vittime” di tali esperienze. Può bastare un contesto in cui si condivide una certa credenza, poi una serie di vicissitudini normali che vengono interpretate in chiave sovrannaturale ed ecco che il fenomeno è servito!

3) Si può essere fedeli senza credere nei miracoli ? E i miracoli, possono essere considerati il bisogno del fedele di una conferma “concreta” dell’esistenza di Dio ?

Ci sono varie forme di religiosità. Quella che viene definita religiosità matura. Ossia la ricerca personale del trascendente, l’abbracciare dei valori legati ad una dottrina (che sia cattolica o di altra cultura) e in cui non c’è la necessità del fenomeno per aderirci. Poi vi è la cosiddetta religiosità immatura. Quella legata al fenomeno, legata alla necessità della prova tangibile dell’esistenza della divinità. E in questi casi che si va a caccia del miracolo dell’apparizione e, soprattutto, si ha una visione mitologica di questa divinità considerata come una sorta di grande padre che giudica le azioni che premia e che punisce.

4) Le pseudoscienze resistono nel tempo, anacronisticamente all’innalzamento del livello medio culturale. Com’è possibile ?

Qui entriamo in un sistema paradossale, aumenta la cultura ma, soprattutto, aumentano le capacità dialettiche in grado di sostenere l’insostenibile. Un ciarlatano ha, oggi, una buona base culturale in grado di far passare per vere cose che in realtà non lo sono. In pratica esprime con linguaggio elegante la cosiddetta fuffa. Non dimentichiamo che oggi è l’era dell’università di Google, c’è gente che con le ricerche personali, senza avere la minima idea di discernere fonti valide da farlocche, è convinta di conoscere “verità” in barba agli studi scientifici seri sui vari argomenti. In tal contesto incontri famiglie finto esperte di vaccini, di medicine alternative e addirittura di meccanica quantistica e che affrontano discorsi in merito senza la minima idea degli argomenti reali sui quali disquisiscono.

5) Dal capolavoro della “Guerra dei mondi” di Orson Welles, ai falsi diari di Hitler, alle meno elaborate bufale del web, le fake news circolano da sempre e oggi, con internet, sono diventate di facilissima divulgazione e creazione, fino a confondersi con l’informazione. Il “navigante” poco attento cade facilmente nella falsa notizia, e alcune volte ci cascano anche i giornalisti professionisti. Questo è dato dal buon confezionamento della falsa notizia, o dal lettore che molte volte trova ciò che vorrebbe fosse vero ?

In parte ho già risposto in precedenza, tuttavia chi ha una convinzione commette il classico errore della selezione delle fonti. Chi, per esempio, è convinto della pericolosità dei vaccini non cerca le revisioni della letteratura ma cerca, direttamente, quegli studi che ne dimostrano la pericolosità, Ma senza distinguere le fonti valide. Vanno su Google e digitano “vaccini pericolosi” oppure scrivono frasi del tipo: “i vaccini provocano l’autismo” e in quel caso trovano di tutto dando anche dignità alle testimonianze personali che, come ho evidenziato in più sedi, non hanno alcun valore scientifico.

6) Il Debunker ovvero il “demistificatore”, è colui che si impegna nello smascherare false notizie in favore dell’informazione e della verità. Quando la falsa notizia tocca campi delicati come la salute, le guarigioni, il lavoro del Debunker si complica ? Qual’è il migliore atteggiamento da mantenere per dissuadere qualcuno al quale una bufala medica da speranza ? E cosa non bisogna mai fare ?

Di sicuro non bisogna entrare in contrasto con chi la pensa diversamente, il rischio è quello di irrigidire la posizione dell’altro. Informare è la prima tappa, poi, come ho scritto in un mio saggio, dare la possibilità all’interlocutore di risolvere in modo concreto i suoi problemi, ossia metterlo nelle condizioni di porsi domande del tipo: con questo atteggiamento cosa ottengo? Cambiando idea che benefici avrò? La gente cambia idea solo se ne ottiene dei vantaggi. Ecco, è il vantaggio che bisogna porre all’attenzione dell’interlocutore.

7) E’ mai stato vittima di insulti e minacce in rete ?

Spesso, ma parlo di insulti, le minacce non sono ancora arrivate, anche perché non ce ne sarebbe motivo. Tuttavia quando entro nel merito di argomenti in cui la gente ha investito il proprio apparato emotivo e cognitivo (come i miracoli, le esperienze di pre-morte)ciò che ricevo sono accuse di ignoranza e ristrettezza mentale. E mi invitano a studiare indovinate cosa? Le fonti farlocche sulle quali queste persone hanno costruito la loro opinione.

8) C’è mai stato qualche caso che ha fatto vacillare la sua “fede scientifica” ?

Risponderò in modo secco e deciso: mai!!

9) “Perchè le madonne appaiono solo ai contadini ? Ma no, appaiono anche agli scienziati ma le scambiano per allucinazioni.” Quanto c’è di vero in questo ironico botta e risposta ?

È semplicemente un non senso!

10) Armando de Vincentiis di cosa ha paura ?

Sono un essere umano quindi ho le mia paure, ma esse sono concrete e riguardano il quotidiano, NON ho certo paura del sovrannaturale.

11) Oltre alla sua professione, quali altre passioni coltiva al di fuori dell’ambito scientifico ?

Sono anche un filmaker, ho diretto numerosi cortometraggi, alcuni dei quali hanno anche vinto premi importanti e mi sono cimentato nella recitazione cinematografica…. Ah dimenticavo sono anche uno sportivo!

Ringraziamo Armando De Vincentiis per il tempo che ci ha dedicato, e gli facciamo i nostri migliori auguri per il futuro.

                                                       Andrea Ianez

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