Intervista alla scrittrice, giornalista e blogger Chiara Giacobelli

Chiara Giacobelli, autrice di tredici libri ci racconta la sua terra e le sue ispirazioni

Chiara Giacobelli

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Chiara Giacobelli, donna di grande stile letterario: giornalista e blogger, autrice di numerosi libri di successo. Nata ad Ancona, laureata presso la Facoltà di Lettere e Filosofia in Scienze della Comunicazione, specializzata in Editoria, Comunicazione multimediale e Giornalismo, ha vinto il Premio Raeli dedicato ai migliori studenti dell’Ateneo di Roma Tor Vergata. E’ iscritta all’Ordine dei Giornalisti dal 2006 e nel 2010 è entrata a far parte per alcuni mesi dell’ufficio stampa del Senato della Repubblica a Palazzo Madama. Come scrittrice è rappresentata dalla Walkabout Literary Agency di Fiammetta Biancatelli, Ombretta Borgia e Paolo Valentini.



L’autrice Chiara Giacobelli

Un curriculum di grande prestigio unisce Chiara Giacobelli al mondo letterario e giornalistico con  numerosi Premi Letterari, riconoscimenti ed importanti collaborazioni come L’Huffington Post Italia, Affari Italiani, Bell’Italia e Luxgallery. I suoi libri parlano di scoperte del territorio, del valore della nostra Bella Italia, nello specifico il fascino delle Marche e dei dintorni. Il suo romanzo d’esordio “Un disastro chiamato amore” (edito da Fanucci nel 2016) è stato definito dallo sceneggiatore de Il Postino, Giacomo Scarpelli, “un libro ironico che mette in evidenza la padronanza dell’autrice nel descrivere una parodia, capace di creare una protagonista buffa e goffa, ben distante dalle solite figure apologetiche”.

 

C’è qualcosa di molto perspicace che distingue lo stile di Chiara Giacobelli: la sua scrittura è palpabile e dona immagini alla realtà. Chiara, nonostante si sia trasferita in altra regione, non ha mai smesso di raccontare la sua terra in diversi modi. Le Marche sono per lei  fonte di una ricchezza incredibile, e descrivendola è stata anche per lei un’ulteriore scoperta del territorio.  Ma chiediamo direttamente a Chiara quali sono le sue ispirazioni più grandi.

Nel tuo libro, edito da Newton Compton Editori e intitolato “101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita”, parli di un territorio che va dagli Appennini all’Adriatico, una costa ricca di spiagge varie con promontori e distese sabbiose, riserve naturali, castelli, rocche, città d’Arte e grande cultura. Che cosa significa per te raccontare le Marche?

Il mio lavoro mi appassiona in ogni sua forma, specialmente se legato alla scoperta dei territori poiché ho sempre amato viaggiare. Mi piace soprattutto entrare in profondità, in modo da conoscere i luoghi al massimo delle loro possibilità. Non potevo quindi far altro se non iniziare dalla mia regione, nella quale sono nata e cresciuta. Per me è stata un’iniziazione al mio lavoro di scrittrice di guide insolite.

Sapresti consigliarci una delle 101 cose da fare nelle Marche a cui va il tuo interesse prioritario?

Gradara e la sua rocca, perché sono stata sempre attratta dalla storia d’amore di Paolo e Francesca, che un giorno mi piacerebbe raccontare in un romanzo storico. Proprio qui terrò una presentazione del mio libro “Un disastro chiamato amore” il prossimo 17 febbraio, in occasione degli eventi organizzati per San Valentino dall’Assessorato alla Cultura del Comune.

Dal tuo libro emerge il grande patrimonio storico ed artistico delle Marche. La tua opera non è una guida turistica, bensì un libro che narra storia e fatti curiosi, a volte anche poco noti ai suoi stessi abitanti. Questa narrazione è stata anche per te in parte una scoperta innovativa?

Sì, mi sono adattata allo stile della collana Newton 101 che già aveva coinvolto con successo altre regioni. Ma la scrittura è risultata naturale e spontanea, non ho trovato nessuna difficoltà e anzi scrivere il libro è stato molto piacevole.

Pensi che un territorio possa dare origine ad una rinascita personale?

Certo, anche se dipende dal territorio e dalle singole affinità. Io sono rinata una prima volta a Firenze, che oggi considero la mia casa, e una seconda a Parigi, città che ho sempre adorato e in cui nel 2017 ho avuto la fortuna di poter vivere.

Quanto sei legata alla tua terra?

Mi legano il lavoro, gli affetti, il passato. Ma per il mio futuro ho una visione più ampia.

“Forse non tutti sanno che nelle Marche…” è un libro edito da Newton Compton editori, premiato nel 2016 col Premio Mondo Viaggi al Premio Pontremoli 2016. Una collana già di successo che eleva il livello letterario e narrativo presentando in questo caso 50 racconti aventi lo scopo di dar voce ai personaggi, ai luoghi, alle storie, agli aneddoti e alle curiosità tanto interessanti quanto sottovalutate delle Marche. Che cosa puoi raccontarci di questo lavoro?

È stato realizzato con la collaborazione di esperti e professionisti, tra cui insegnanti universitari e guide turistiche. I racconti hanno un taglio più narrativo rispetto al primo libro, di cui rappresenta una sorta di seguito, e sono più lunghi e approfonditi. È un lavoro a cui sono molto legata.

 

Sempre per Newton Compton Editori hai pubblicato il volume “101 cose da fare in Veneto almeno una volta nella vita”. Che cosa ti ha portato nel Veneto e com’è stato poter toccare con mano la poesia del paese di Petrarca, ritrovarsi sul set di Romeo e Giulietta, diventare un’esperta di Prosecco e coccolarsi nel centro Termale più grande d’Europa?

Questo nuovo libro nasce dal mio amore per il Veneto, che è partito dalla splendida città di Venezia e poi si è esteso a tutta la regione. Scoprirla è stato per me meraviglioso, una grande opportunità che è stata possibile grazie al supporto dell’Assessorato al Turismo della Regione Veneto, della Confcommercio Unione Venezia e del Prosecco Doc. Consiglio a tutti la lettura di questo libro perché permette di conoscere luoghi incredibili, storie, personaggi e leggende suggestive.

Parliamo del tuo libro “Un disastro chiamato amore”, edito nel 2016. E’ un romanzo liberamente ispirato a una serie di personaggi da te realmente conosciuti: Maria Luisa Spaziani, i figli di Audrey Hepburn, Marta Marzotto, Rossana Podestà, ma anche Furio Scarpelli e Mario Monicelli. In quale contesto hai conosciuto questi personaggi e a cosa ti sei ispirata?

Sono tutte persone che ho avuto la fortuna di incontrare grazie al mio lavoro di scrittrice e di giornalista: ognuno mi ha lasciato tanto, è stato unico e irripetibile. In qualche modo volevo condividere i loro racconti, ma il romanzo lo fa partendo dal genere della commedia, con tanta ironia, una storia d’amore e anche un giallo da risolvere.

Il libro narra la storia di Vivienne Vuloir, una ragazza buffa e imbranata che colleziona una figuraccia dopo l’altra, fa i conti con una fallimentare carriera di scrittrice e soffre di un numero indefinito di fobie. A trent’anni ha dimenticato il sapore di un bacio, si è adattata a essere identificata come “quella che si occupa di gossip”, ma soprattutto ha perso completamente fiducia nel genere umano, specialmente se maschile. Quando un giorno riceve un’inattesa telefonata da un certo Mr Lennyster, figlio di un’importante attrice italiana su cui ha da poco redatto un dossier, è certa di stare per subire una grossa lavata di capo. Invece, l’uomo vuole commissionarle la biografia della madre. Così, ben presto Vivienne si troverà a dover affrontare un’avventura a cui non è affatto preparata: un viaggio in Italia, un libro da scrivere, un uomo affascinante, dolce ma oscuro, e una villa piena di misteri da risolvere. E’ un romanzo con un’aria internazionale. Come mai questa scelta?

Perché rispecchia il mio modo di essere: sono sempre stata un’anima vagabonda e mi sento più cittadina del mondo piuttosto che di un unico luogo. Qui metto insieme tre territori che adoro: Il Golfo dei Poeti in Liguria, Parigi e la Florida.

Con questo libro hai voluto lanciare un messaggio chiaro: l’ironia della vita e la terapia del sorriso. Davvero l’ironia e il sorriso possono fare da ponte per sopportare meglio i momenti difficili nella vita?

Ovviamente. Non sono io a dirlo, ma numerosi studi medici che sempre più vengono applicati all’interno di ospedali o nelle scuole di psicologia. La terapia del sorriso in Italia è ancora tanto da sviluppare, nonostante le belle realtà che già operano in questo ambito.

Hai scritto tredici libri, hai vinto numerosi premi e scrivi per testate giornalistiche importanti, tra cui L’Huffington Post sul quale gestisci un blog. I tuoi racconti sono sempre inerenti il territorio e la cultura. Ci racconti qualcosa di più su questo progetto?

È nato come una mia personale proposta e passione: raccontare personaggi storici che hanno avuto una vita straordinaria, a volte cambiato il corso delle cose, amando, scoprendo e sperimentando. Figure fuori dalle righe, talenti affascinanti che vale la pena di conoscere, anche se non sono divenuti famosi come altri. Proprio per questo mi interessa parlarne. Attualmente esce un racconto al mese sul blog nell’Huffington Post e in seguito da essi verrà tratto un libro.

Qual è il ruolo del giornalista al giorno d’oggi secondo te?

Non più tanto quello di dare la notizia per primo, cosa alquanto difficile considerato il progresso della rete e dei social, quanto piuttosto saper approfondire, coinvolgere, raccontare ciò che altri non fanno, appassionare il lettore attraverso un lavoro di ricerca che sappia distinguersi per qualità narrativa e veridicità dalle tante notizie pubblicate continuamente.

Descrivi in una parola che cosa significa per te scrivere.

Essere me stessa.

Il prossimo evento?

Vi aspetto il 17 febbraio presso la rocca di Gradara, nelle belle sale antistanti, con la giornalista Francesca Giommi e l’Assessore alla Cultura del Comune. Presenteremo “Un disastro chiamato amore” e scopriremo insieme passioni, luoghi, storie, intrighi a cominciare dalla stessa Gradara.

Chiara Giacobelli, un’autrice che racconta il territorio, la cultura, l’Arte e la vita. I suoi lavori sono scritti con grande consapevolezza e conoscenza, e rispecchiano appieno il suo amore per la terra, non solo per le Marche, terra d’origine, ma per tutto ciò che la circonda.

Potete seguire Chiara Giacobelli su Fb, Twitter (chiagiac), LinkedIn e Instagram (chiagiac)

 

 

I libri di Chiara: 

https://www.amazon.it/chiara-giacobelli/s?ie=UTF8&page=1&rh=i%3Aaps%2Ck%3Achiara+giacobelli

                                                                                        Maggie Van Der Toorn

 

 

 

 

 



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