Invalidità galoppante

"Messina, donna di 53 anni sorpresa a chattare, indagata dalla Guardia di finanza."

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Ma perché, una persona di una certa età non può chattare?
È quello che mi sono chiesto leggendo il titolo della notizia.

Invece no, il problema non è quello, anche se, a vedere quello che postano su FB alcuni cinquantenni, tra gattini, orsacchiotti, ricette, tormentoni religiosi o frasi scopiazzate da autori più o meno famosi, probabilmente qualcuno sarebbe meglio bloccarlo…ma come si diceva, il problema è un altro, e cioè che la signora, per lo Stato, è cieca.
O perlomeno lo era finché non è stata colta dalle forze dell’ordine, come dimostrano le immagini del video diffuso sul web, a smanettare sul cellulare lesta e veloce come mia moglie.
E vi assicuro che mia moglie è velocissima!




Ennesimo caso di falsa invalidità quindi, cioè di un soggetto che, pur non avendone diritto, percepisce un sussidio o usufruisce di agevolazioni fiscali, sanitarie o lavorative, che spettano a chi è affetto da qualche invalidante patologia.
Le operazioni della GDF in questi ultimi tempi ne stanno portando alla luce a bizzeffe, da persone che accusavano gravi problemi motori, salvo poi essere ripresi mentre si arrampicavano con la bici in montagna, con tempi da fare invidia pure ai partecipanti alla Tirreno Adriatica, a dichiarati invalidi del 100%, che pur percependo una pensione per grave cecità, sono stati beccati da soli nei supermercati a fare la spesa tra scaffali e locali affollati, magari pure a litigare con i commessi perché qualche prodotto esposto era scaduto, come diceva la piccola, infinitesimale, scritta sul fondo della scatola, che se non hai una vista da aquila non puoi leggere.

“…E in questo posto non ci metterò più piede, siete dei disonesti…la mia pensione di invalidità andrò a spenderla da qualche altra parte!!”

Mi piace pensare abbia pure detto offeso, l’invalido bleffante.
Incredibile.O forse no, stando alle ultime notizie, da cui si evince che il fenomeno è tutt’altro che in disuso, o circoscritto.
Dalla Lombardia alla Sicilia, infatti, è un pout pourri di patologie gravi, ma false accertate da commissioni mediche complici.
Gente cieca che sfreccia impennando su moto veloci; invalidi con tremendi problemi neuromotori accertati, iscritti a tornei di tennis o calcetto, ladri di professione… sì, c’è pure il caso particolare di un ladro professionista che percepiva una pensione di invalidità totale.
Immagino pure la risposta dell’uomo, un 40enne napoletano, agli inquirenti nel momento dell’arresto:-Marescia’, la pensione è bassa, lo Stato paga poco, non ce la facevo a campare, mi dovevo pure arrangiare…

Senza pensare ai risvolti sociali e giudiziari, o ai problemi che tutti questi falsi invalidi creano alla comunità, come quei dipendenti statali(pure un medico!!) che, approfittando della legge 104 con accompagnamento per la madre falsa invalida, si assentavano dal proprio posto di lavoro creando non pochi disagi all’utenza, in questo caso ignari pazienti costretti a rinviare analisi e visite magari importanti…
Al di là di questo, dicevamo, quello che viene da chiedersi è: ma ‘ste cose succedono solo in Italia?
Voglio dire, il metodo di sopravvivenza alla Zalone( quello con cui gioca nei suoi divertenti film), che certamente non ha inventato il comico nostrano, è presente anche in Francia, Inghilterra e Germania, oppure è un vanto tutto italiano, come la pasta, il vino o la pizza?

Sicuramente sarà vivo anche lì, penso, ma non so perché, il sottoscritto è certo che qui da noi è fatto meglio e con più creatività e passione.
Come tutto ciò che facciamo.

Del resto è il Bel Paese, anche gli invalidi sono DOC.

O no?

 

Vincenzo De Lillo

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