IQOS: nuova sigaretta elettronica, nessun beneficio

E' stato l'ultimo studio della European Lung Foundation a confermare la nocività dei modelli di sigaretta elettronica, compresa l'IQOS

Immagine da: Truth Initiative
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IQOS nociva – Gli ultimi aggiornamenti non promettono nulla di buono: sembrerebbe che la sigaretta elettronica non costituisca una sana alternativa come si sperava; lo conferma la European Lung Foundation, includendola tra i modelli nocivi.

Sigarette normali, elettroniche, IQOS: nessuna delle tre tipologie garantirebbe la salvaguardia delle cellule umane. Sulle sigarette ordinarie non avevamo dubbi, ma le ultime novità destano una certa sorpresa; quanto pubblicizzato finora additerebbe i modelli che riscaldano il tabacco come meno pericolosi – si calcolava il 95% in meno degli agenti nocivi per i polmoni. In realtà, dai recenti studi, il mito della “sigaretta che non fa male” parrebbe crollare definitivamente.

I ricercatori hanno esposto per 72 ore cellule umane (epiteliali e muscolari lisce) a diverse concentrazioni di fumo (sigaretta, sigaretta elettronica e  IQOS): le sigarette che riscaldano il tabacco sono tossiche quanto le tradizionali, sia a basse che ad alte concentrazioni – mentre le sigarette elettroniche risultavano più tossiche esclusivamente ad alte concentrazioni. Dati curiosi, considerata la divulgazione pubblicitaria (sia per via telematica che negli stessi negozi).

Negli esperimenti realizzati nel corso delle ultime settimane è stata rilevata la presenza di black carbon, non rilasciato dalle sigarette elettroniche, nelle polveri sottili emesse dalle IQOS – afferma Roberto Boffi, pneumologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano – abbiamo rilevato anche una significativa presenza di aldeidi, tra cui la formaldeide“(quest’ultima inserita recentemente nella lista delle sostanze cancerogene dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro).

Gli ultimi aggiornamenti non saranno forse il massimo per chi, fino all’anno scorso, era impegnato nella scelta del perfetto vaporizzatore o e-cig. Smettere di fumare non è semplice e questo ormai è chiaro; eppure i consigli degli esperti sono parecchi ed è la volontà, soprattutto, a fare da padrona. Chiariamoci: non è una passeggiata; da un lato, tuttavia, si tratta soprattutto (ed esclusivamente) di ritrovare un briciolo di amor proprio. Siamo a conoscenza di tutto ciò che serve per dare un taglio netto; non sprechiamo il benessere scientifico di cui disponiamo.

Eugenio Bianco

2 Comments
  1. Attilio says

    La sigaretta elettronica è una cosa, il riscaldatore di tabacco è un’altra. Vero che quest’ultima è una via di mezzo tra l’e-cig e una sigaretta convenzionale, ma non sono la stessa cosa. Che la sigaretta elettronica sia meno dannosa del 95% rispetto a quella convenzionale è un fatto. Lo dice uno studio della Public Health England, e ci sono molte altre ricerche che confermano la riduzione del danno, alcune delle quali elencate qui: https://www.legalisevaping.com.au/latest_research
    Il problema di questa ricerca, e di altre simili, è che tende a portare lo svapo a condizioni estreme, spesso a temperature elevate, non simulando affatto le normali condizioni d’uso. E a quelle condizioni è ovvio che vengono rilasciate sostanze tossiche quasi quanto una sigaretta. Non lo dico io, ma molti autorevoli medici e ricercatori come il professor Polosa, che anche su questo studio ha espresso le sue perplessità: https://www.liaf-onlus.org/iqos-come-le-bionde-e-la-geniale-conclusione-di-un-nuovo-studio-fatto-male/
    I riscaldatori di tabacco come Iqos e Glo sono meno dannosi della sigaretta tradizionale dato che non fanno combustione e hanno temperature inferiori, l’e-cig anche meglio dato che ci sono molti più studi ed è ulteriormente meno dannosa. Sia chiaro: nessuno pensa che questi strumenti siano innocui, ma devono essere visti in un’ottica di riduzione del danno, per quelli che purtroppo non riescono a smettere (come me). E non sono pochi. A questo punto tanto vale fare come l’Inghilterra che, con l’harm reduction, sta diminuendo il numero di fumatori.

    1. Eugenio Bianco says

      Ti ringrazio per l’intervento e le fonti esposte. L’intento dell’articolo era un altro; purtroppo è difficile condensare in poche righe quelli che sono effettivamente studi sul campo. Il discorso affrontato è di carattere sociale: la pubblicità e i negozi tendono a divulgare la credenza che strumenti di questo tipo non possano nuocere in alcun modo, esponendo dati sommari (come per esempio questo famoso 95%) e non contestualizzati. Se vogliamo considerare la sigaretta elettronica (o “parenti”) in un’ottica di riduzione del danno, siamo perfettamente d’accordo; al tempo stesso, però, il cliente deve sapere che ciò di cui usufruisce non è la “soluzione definitiva” e certamente non una “pozione magica”. I danni sono comunque riscontrati, sia a temperature elevate che a basse temperature; ciò che muta è la percentuale del danno. In che termini? 1) la modalità di consumo (come dici tu; quanto la uso, come la uso); 2) il rapporto tra tempo e danno (è chiaro che una sigaretta elettronica, in poco tempo, tende a riscontrare danni minori di quanto farebbe una normale sigaretta; ciò non vuol dire che però eviti, a lungo andare, problematiche come il cancro o generica intossicazione dei tessuti).
      Il succo è: ottima iniziativa per chi ha difficoltà a smettere, ma la consapevolezza prima di tutto. Darci un taglio rimarrà sempre la soluzione migliore, converrai con me 🙂 – te lo dice un ex fumatore accanito.

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