L’isola di plastica di Marco Caponera

L'isola di plastica di Marco Caponera, una storia bizzarra che mette in risalto l’importanza delle emozioni che sull’isola sembrano amplificarsi

L’isola di plastica: Recensione Ex Libris

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Libro della settimana: L’isola di plastica di Marco Caponera.




Che bello, sta arrivando l’estate, e questo primo caldo mi dona nuova vita e voglia di partire. Sono giorni che sto pensando dove andare durante le vacanze estive e faccio tappa in tutte le librerie per cercare un libro che mi parli di destinazioni diverse dalle solite isole tropicali. Ad un tratto vedo in vetrina una copertina che cattura la mia attenzione, e il titolo mi incuriosisce ancora di più: L’isola di plastica di Marco Caponera. Immagino che non sia una guida turistica, ma che si tratti di narrativa che possa spronare la mia fantasia. Lo prendo e mi avvio verso casa. Non mi va di rientrare in metropolitana con quest’afa, preferisco passare per il parco e godermi la natura. Voglio leggere il libro che tengo sottobraccio e cerco una panchina per sedermi. Percorro il sentiero e scivolo sull’escremento di un cane. Non ho fazzoletti per pulirmi, ma fortunatamente ci sono parecchie carte abbandonate per terra. Ne raccolgo una e pulisco freneticamente le mie Nike nuove di zecca. Poi mi siedo e leggo:

L’isola si è formata solo con cose che non sono riuscite a decomporsi, destinate a galleggiare per sempre nei fiumi e nei mari oppure a incontrare questo vortice nel Pacifico. Cavolo, nemmeno sapevo di saperla questa cosa o forse l’ho letta chissà dove. Va be’, ma il problema vero è che molta di questa roba ha ancora pezzi di cibo putrefatti rimasti incagliati. Dai contenitori d’alluminio agli spremiagrumi, passando per i portavivande da ospedale e gli snack da passeggio, fino alle cassette della frutta in plastica rigida.

L’isola di plastica è una storia scritta con ironia e coraggio che dona vita ad un’idea originale. L’autore mi porta sulla cima di una grossa discarica galleggiante, offrendomi una visione insolita e fantasiosa sulla società. Si avverte una vena sarcastica nella descrizione di una popolazione frenetica che vive in balia dei selfie e della rete, dalla voglia di emergere e di fuggire. Una parodia dei giorni nostri in cui spicca l’autodistruzione, causata prevalentemente da una mancanza di rispetto per qualsiasi forma di vita. Marco Caponera è molto abile a coinvolgere il lettore in questa storia bizzarra in cui il protagonista, un trentenne ansioso, fa l’operatore turistico sull’isola di plastica per seguire gli ospiti in tutto e per tutto. Una mansione non semplice che prende forma tra una specie di via Crucis della raccolta differenziata. Una narrazione divertente che mette in risalto l’importanza delle emozioni che sull’isola sembrano amplificarsi.

Il viale assolato inizia a essere ombreggiato da alberi costruiti con bidoni per le scorie radioattive – con tanto di simboletto consumato su – fusi tra loro e rami di scope di plastica intrecciati con pezzi di teloni a fare da fogliame. Ai lati della stradina ci sono bungalow nuovi di zecca, curatissimi, con praticelli verdi e fiori finti e spelacchiati. Sembra curato in modo fittizio come un vero villaggio vacanze.

Leggo e non riesco a smettere, perché non so mai cosa posso aspettarmi nel capitolo successivo e voglio sapere cosa succederà al residence Beautiful Garbage, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico. Questo libro svela il marcio della mente umana, tutto descritto con un ritmo accattivante che mette in evidenza un mondo in putrefazione. Distolgo lo sguardo dalle pagine e vedo il verde del parco, il giallo dei fiori, i bidoni colmi di immondizia e un uomo a passeggio con un bambino che mangia un gelato confezionato e butta la carta per terra. La lettura mi ha fatto riflettere e non posso starmene a guardare! L’educazione parte proprio dai più piccoli, ma bisogna farla notare anche agli adulti, soprattutto ai padri. Sto per alzarmi dalla panchina per raccogliere la carta del gelato, ma qualcosa me lo impedisce. Il mio sedere è incollato, non capisco e tiro con tutta forza, talmente che un pezzo del jeans si stacca e rimane incollato alla panchina. Vedo con stupore che una grossa cicca si è impossessata del tessuto, come la plastica si è impossessata dell’isola e delle sue acque circostanti che lottano con buste della spesa che già sono riemerse. Mi rendo conto che non è fiction: L’isola di plastica è qui!

(Il copyright dei file youtube e delle canzoni appartiene ai rispettivi proprietari)

L’autore Marco Caponera

L’isola di plastica, edito da Alter Ego (settembre 2016), scritto dall’autore Marco Caponera, classe 1978, che vive e lavora a Roma. Scrive sceneggiature per corti, web series e spettacoli teatrali, ricevendo premi e riconoscimenti dalla critica di settore. Suoi racconti sono apparsi su varie antologie (Nuova antologia del racconto Fantareale, Inadatti al volo, I racconti del salame) e sulla rivista letteraria “Mag O”. Ha frequentato i corsi della Scuola di Scrittura “Omero”.

 

 

 

 

 

L’isola di plastica, edito da Alter Ego è disponibile sul sito:

http://www.alteregoedizioni.it/lisola-di-plastica/

 

                                                                                                              Maggie Van Der Toorn

 

 




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