Israele riprende ufficialmente la colonizzazione della Palestina

Il ministro della difesa israeliano ha annunciato che per la prossima settimana è attesa l’approvazione di un grosso piano di insediamento nell’area C della Cisgiordania. (Una mappa a colori della suddivisione della Cisgiordania è disponibile su Limes cliccando qui). Riprende ufficialmente, quindi, la colonizzazione della Palestina.

È prevista per mercoledì 18/08/2021 la discussione di 21 piani di insediamento israeliano che prevedono circa 1.956 unità abitative destinate ai coloni ebrei. Mentre è fissata per martedì 17/08/2021 la discussione di 5 piani per i villaggi palestinesi (863 unità abitative destinate ai palestinesi che vivono in quest’area). Mossa, quest’ultima, di compassione? Peccato, però, che l’area C sia interamente sotto il controllo militare israeliano. E continue sono le demolizioni ingiustificate di abitazioni palestinesi, così come continuo ed evidente è il divario numerico di chi ne trae vantaggio.

Dopo 10 mesi di pausa, riprende la colonizzazione della Palestina

Questo annuncio è stato dato dopo 10 mesi di pausa dalla colonizzazione della Palestina, che, stando al The Guardian, si ritiene che sia correlata al cambio di amministrazione negli Stati Uniti.

Axios stima che, durante la presidenza di Donald Trump, la colonizzazione della Palestina da parte di Israele sia aumentata del 150% rispetto al secondo mandato di Obama. La pausa non ufficiale, di questa colonizzazione che procede indisturbata da più di mezzo secolo, potrebbe dipendere dall’amministrazione Biden. Il nuovo presidente degli Stati Uniti ha infatti scoraggiato, in passato, azioni che complichino la possibilità di una soluzione del conflitto israelo-palestinese. E starebbe cercando di riparare i rapporti con i Palestinesi, precipitati con la presidenza di Trump. Tuttavia, non c’è stato alcun commento statunitense a seguito di questa dichiarazione. Ma ciò non dovrebbe sorprendere, dal momento che, pochi mesi fa, Biden ha approvato la vendita di armi per un valore di 735 milioni di dollari allo stato di Israele.

Peace Now, il movimento israeliano più rilevante e longevo che vuole raggiungere la pace del conflitto israelo-palestinese, denuncia l’ipocrisia del governo israeliano. Ciò perché, l’unico suo scopo, dietro quelle poche unità abitative palestinesi, è quello di ridurre le critiche al governo e compiacere l’amministrazione statunitense.

Ma come allarma Peace Now

L’approvazione di alcune centinaia di unità abitative per i palestinesi non può nascondere la discriminazione e non cambia il fatto che Israele mantiene un regime illegale di occupazione e discriminazione nei territori.

Alcuni numeri sulla colonizzazione della Palestina da parte di Israele

Solo nel 2020, Israele ha approvato piani per la costruzione di 12.159 nuove unità abitative per coloni ebrei nel territorio palestinese della Cisgiordania, contro solamente le 253 destinate ai Palestinesi.

Dal conflitto israelo-palestinese del 1976 sono stati costruiti circa 475.000 insediamenti israeliani nell’area C della Cisgiordania, territorio palestinese, ma occupato da Israele. Una pratica considerata illegale dalla maggioranza della comunità internazionale, ma per la quale nessuno si è mai mosso veramente. O perlomeno, nessuno si è mai mosso veramente contro Israele. Perché gli unici movimenti, finora, sono stati quelli di appoggio tacito o esplicito, in larga parte statunitense, all’impresa sionista e criminale di colonizzazione aggressiva.

Leonardo Mori

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