Istanbul: la strage di Capodanno 2017 in discoteca

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L’attentatore di Istanbul (La Repubblica)

Il 2017 è iniziato com’era finito il 2016, con una strage di matrice terroristica. A pochi giorni della strage dei mercatini natalizi di Berlino, l’Eurasia è colpita da una nuova tragedia. Istanbul, centinaia di persone ammassate in una nota discoteca, stanno festeggiando l’arrivo del nuovo anno. Ancora non si di preciso quante persone c’erano nel famoso locale “Reina” nel quartiere di Besiktas, di sicuro non meno di 500 e non più di 800. Quello che è certo è che il locale era affollatissimo. Erano da poco passate le 1:30 locali, 23:30 qui in Italia, quando qualcuno ha sparato alla guardia giurata all’ingresso. Poco dopo è entrato e ha iniziato a sparare sulla folla. Ancora non è chiaro in quanti erano gli attentatori. Alcuni testimoni parlano di un solo attentatore. In un primo momento si era parlato di altri di due travestiti da babbo natale. Di certo ci sono le  riprese di alcune  telecamere esterne, che inquadra un tizio vestito di nero che spara. Sembrerebbe che il terrorista sia un 25enne originario dello Xinjiang cinese, uiguro. Avrebbero contributo alla ricostruzione dell’intera azione, anche i tassisti. Il killer ha scaricato sui poveri malcapitati, 180 colpi di AK-47 (Kalashnikov), sei interi caricatori, una furia inaudita.

 

Il tributo in vite umane, nella notte di sangue di Istanbul è altissimo. 39 morti e 69 feriti. Bilancio provvisorio. Tra le persone della discoteca di Istanbul, anche parecchi stranieri, al momento, lo sarebbero 27 delle 39 vittime accertate. La Farnesina sta lavorando per appurare se tra le vittime ci sono italiani. Finora si esclude che siano italiani tra i feriti. Quello presenti nei locali sono riusciti a mettersi in salvo. Qualcuno gettandosi nelle acque del Bosforo. Neanche a dirlo, l’attentato è stato rivendicato dall’Isis, anche se non con la consueta tempestività, tanto che c’erano forti dubbi sulle responsabilità dell’attentato. La Turchia è una zona “caldissima“, in cui si susseguono da sempre attentati. Otto attentati negli ultimi sei mesi, con un bilancio, provvisorio, di quasi 250 vittime e centinaia di feriti. Tra Isis e PKK, senza contare il presunto Golpe a luglio  contro Erdogan, dove morirono 290 persone e ci furono 1500 feriti.

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