L’istruzione in politica è un optional e la laurea non serve!

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“Non sa niente; e pensa di sapere tutto. Ciò indica una chiara propensione per la carriera politica”.
George Bernard Shaw

Se da un lato è vero che la scuola non garantisce una mente colta e saggia, dall’altro non si può certo cestinare l’istruzione come un fattore irrilevante.
Fin dall’alba dei tempi, coloro che possiedono conoscenze approfondite sono sempre stati considerati saggi e sapienti. Da sempre l’accesso all’istruzione ha garantito la possibilità di una vita migliore, più agiata. Oggi, invece, queste considerazioni non vengono più fatte.

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Anche se negli ultimi anni sembra che il valore della laurea sia in continua decadenza, la sua importanza non deve essere messa in dubbio, in particolare se si vuole perseguire obbiettivi importanti.
Un giusto livello di istruzione assume ancora più rilevanza per coloro che svolgono lavori che comportano un servizio per la società. Essere un politico rientra tra quelle “professioni” che necessitano di un grande bagaglio culturale, oltre che di una mente aperta.

Ma al giorno d’oggi sembra che un’istruzione adeguata non sia così importante, considerando che si può far parte del Parlamento anche avendo solo la licenza media.
Tra i deputati che non hanno conseguito una laurea, ma che comunque hanno la “qualifica” di prendere decisioni importanti per i cittadini, vi sono anche Umberto Bossi e Beatrice Lorenzin. Entrambi hanno concluso il loro percorso formativo con il liceo.
Matteo Salvini, Walter Veltroni e Giorgia Meloni sono altri politici che non hanno la laurea, ma ciò non ha impedito loro di avere successo.

Ribadendo che l’istruzione non è sufficiente per essere un bravo politico, resta comunque un fattore necessario. Certe affermazioni non sarebbero mai state fatte se il soggetto in questione avesse studiato un po’ di più. Prima di professarsi grandi intenditori in ambito politico, sarebbe utile avere delle conoscenze, anche basilari, di sociologia, filosofia, storia e diritto.
Prima di sputare fuoco e fiamme sulle realtà che ci circondano, bisognerebbe prima conoscerle e comprenderle.

Come è possibile che un politico con la sola licenza media si occupi della cultura e dell’istruzione in un Paese? Come è possibile che un diplomato disponga di quelle conoscenze necessarie all’attuazione di politiche pubbliche giuste per la società nel suo complesso?

La politica deve tornare ad essere “l’arte di governare le società” ed essere fatta da uomini capaci, dotati di coraggio e intraprendenza che conseguono il bene comune per amore della democrazia, della giustizia e dei diritti di ogni essere umano.

Politica non è un mestiere, è un servizio. Ma nel senso di servire, non di servirsi o circondarsi di servi.
Marco Travaglio

 

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