Italia 2020, le categorie sociali ai tempi del Coronavirus

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Carrellata di tutte le categorie sociali ai tempi del Coronavirus in Italia.

I complottisti: vedono dietro al virus un disegno degli USA che vogliono affossare la Cina, o la Cina che vuole conquistare l’Europa, o il Fondo Monetario Internazionale che vuole la recessione per strapparci pure le unghie, Big Pharma che già ha pronto un vaccino che pagheremo millemila miliardi di soldi, la Juventus che vuole vincere a tavolino il campionato, Burioni che deve vendere il libro, mamm’t che c’entra sempre.

I velavevodettoioisti: non perdono occasione per dirci che loro lo sapevano, l’avevano predetto, pubblicano screenshot del 1987 nei quali si vedono loro giovani con la maglietta “Attenti al Covid, attendi al Covid, Livin’ together”, che stavano da gennaio a fare la conta mentre gli altri li sfottevano, e ora chi torna strisciando eh?, e via discorrendo.

I direttisti: fanno 54 dirette al giorno, sempre meno interessanti l’una dall’altra, passando dallo spiegare come pulire i fornelli con un gorgonzola scaduto a far vedere a tutti come il loro gatto sia identico a Lello Arena. Sono passati da 100 spettatori a 2, ma non si perdono d’animo.

I battutisti: sempre alla ricerca del simpatico giuoco di parole o della clip irresistibile, si accapigliano come sempre sulla paternità di una battuta venuta in mente a 25 milioni di italiani. Isolati dal resto della famiglia per scelta della famiglia, cercano rime e conferme ai loro calembour evitando di mangiare, di lavarsi, di controllare il battito cardiaco, di respirare. Spesso si accordano con altri disagiati, così, per sentirsi ancora vivi.

I condannisti: devono avere a tutti i costi un agnello da sacrificare quale colpevole dell’epidemia: i cinesi, gli immigrati, i poveri, i runner, Conte, Sala, Fontana, Salvini, il ministro Boccia, chi porta il cane, i cani, le mascherine di carta, le mascherine di stoffa, i pipistrelli, gli anziani, i giovani, chi cammina, chi va a buttare la spazzatura, la spazzatura, Amadeus.

Gli infaticabili: pubblicano ogni 5 minuti aggiornamenti sui morti, sulla curva dei decessi, sulle foto dall’ospedale di Bergamo, sui video dall’ospedale di Brescia, sulla gente in spiaggia in Puglia, sulla gente in moto a Napoli, sulla gente in metro a Milano, sugli aggiornamenti di Mentana, su una dichiarazione di Borrelli, sullo stato dei lavori per l’ospedale in fiera a Rho, su chi pubblica ogni 5 minuti cose.

I whatsappisti: inviano catene di Sant’Antonio, preghiere, rosari, barzellette, motti di spirito, clip porno, audio dall’obitorio di Wuhan, filmati da Lodi, strade sperdute, meme datati, filastrocche, manifesti funebri, audio di telefonate di donne napoletane che urlano, spezzoni di film vecchi, audio di donne baresi che urlano, foto con doppio senso, link a articoli allarmanti, video di gente che canta male dal balcone, zizze.

I minimizzatori: continuano a sostenere che si tratti di una semplice influenza, che non sappiamo più gestire nemmeno una cosa normale, e quando qualcuno gli fa notare che gli ospedali al nord sono al collasso e che New York è chiusa e deserta, loro accusano tutti di essere venduti al sistema e obnubilati dai mass media, poi ti bloccano.

I fuorifase: non sanno ancora che c’è questa cosa della pandemia, e vivono nel loro mondo di domande sgrammaticate, la siepe di Montesilvano, i cazzi in chat e le foto della luna piena ripresa da lontano che sembra un bottone.

I salviniani: per loro il virus ha la tessera del pd, il governo ha colpa di qualsiasi cosa nell’ambito della gestione, dovevano aprire quando tutto era chiuso e chiudere quando tutto era aperto, il governo deve donare cento miliardi di euro a chiunque, togliere le tasse per sempre, ristampare la lira e i sesterzi, il paese non si può bloccare ma si deve bloccare, la gente ha bisogno di aiuto ma nessuno è in grado di aiutarli eccetto Matteo Salvini, unico Dio sulla terra.

Gli antisalviniani: attendono qualsiasi cosa dica o non dica Salvini come concausa della situazione attuale dell’intero pianeta. Vivono controllando i 78 canali social del Kapitano, analizzano col Luminol le foto che posta per trovare la magagna, scompongono in fonemi le frasi che dice per dire che è tutto sbagliato, contano i peli della barba per far notare che lui oggi se l’è fatta fare da un barbiere e noi invece no. E Conte è un dio onnipotente.

I balconisti: fanno 200 flash mob al giorno (che poi il flash mob era tutta un’altra cosa, ma vabbè), seguendo i consigli di 8000 pagine diverse, e ora un pezzo di Al Bano, e ora l’inno nazionale nudo e mo’ le rostelle scalzi e poi Thunderstruck con le ascelle.

I finestristi: si appostano da giorni alla finestra per scovare gente che va a buttare l’immondizia per più di una volta al giorno, filmano chi cammina al punto A al punto B senza apparente motivazione, urlano contro chi non porta la mascherina, cercano online il porto d’armi e il sito adatto per acquistare fucili di precisione, organizzano ronde virtuali addestrando rottweiler cibernetici che trovino un runner e lo sbranino.

Gli agonisti: devono fare sport a tutti i costi all’aperto nemmeno se avessero delle case grosse come ascensori. Ignorano completamente cosa sia il corpo libero, il pilates e il GAG e come questi si possano effettuare tranquillamente in 2 mq, senza dover per forza andare sul lungomare a fare la mezza maratona altrimenti muoiono.

I neoanimalisti: mai visti per secoli in giro, da tre settimane li ritrovi a spasso con cani improbabili a qualsiasi ora del giorno e della notte. Di solito fanno finta di parlare al cellulare e non incrociano il loro sguardo con nessuno.

I catastrofisti: attendono il bollettino della protezione civile delle 18 come io da piccolo aspettavo Bim Bum Bam su Italia 1.
Non fanno altro che ripeterci che stiamo sbagliando tutto, è tutto andato, moriremo tutti, fuciliamo gente a casaccio, la spagnola non era niente al confronto, facciamo le fosse comuni, eterno riposo dona a loro signore.

I settentrionalisti: ricercano la minima notizia che riguardi comportamenti poco etici al sud per riversare tutto l’odio antico sui terroni. Ecco i medici del Cardarelli in malattia, ecco i video delle spiagge della Campania, ecco gli universitari codardi ridiscesi al meridione.

I meridionalisti: pensano che questa cosa del virus sia una punizione divina per il nord cattivo e razzista. Tendono a minimizzare qualsiasi notizia negativa sulla gente del sud con la collaudata formula “Succede anche al nord ma non lo dicono”. Pensano che se ci fossero stati i Borbone il coronavirus non sarebbe successo mai perché è a Napoli che sono stati inventati nei secoli passati i vaccini, le mascherine, gli ospedali, i letti, i cuscini, Ippocrate.

Gli ottimisti: stanno benissimo a casa, passerà tutto grazie alla nostra forza di volontà, le cose si aggiustano, ciò Netflix, ciò la PlayStation, una sveltina ogni tanto, la giusta quantità di maria e tra qualche settimana torneremo a bere i nostri Moscow Mule al pub.

Gli inseriti: scrivono post credendo di parlare direttamente con Conte, con Bergoglio, col coronavirus, per farci capire che loro hanno un canale diretto con l’interlocutore, il quale sta aspettando chiaramente il loro intervento per prendere le decisioni irrevocabili per il paese.

I santucchiari: chiedono di raccoglierci in preghiera perché è l’unica cosa che possiamo fare per essere salvati, dopo che è successa una cosa chiaramente connessa al fatto che non abbiamo pregato a sufficienza nei mesi passati. Ne hanno contro i gay, l’aborto, le unioni civili, il divorzio, Achille Lauro, Papa Francesco, il comunismo, il socialismo, Gino Strada, i ne*ri, le minigonne, il grammofono.

I cloroalclero: la colpa di tutto è delle religioni, sempre. Sbaglia il Papa a dire qualsiasi cosa, la Chiesa dovrebbe donare tutto quello che ha, i preti si inculano qualsiasi cosa che cammina e ha meno di 18 anni, le suore sono delle poco di buono, le campane cacano il cazzo.

Gli elenchisti: quando non hanno niente da fare, e allora fanno lunghi elenchi sui social che leggeranno solo i contatti più coraggiosi, i quali sentiranno poi il dovere di scrivere nei commenti “hai dimenticato (segue categoria che ho dimenticato)”. Gne gne. Gli elenchisti passano così la loro domenica, che tanto chi si era accorto che oggi era domenica visto che somiglia così tanto a venerdì scorso o a martedì pomeriggio?

 

Francesco Brescia

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