Italia Viva, Siamo Europei e +Europa: il nuovo centro italiano

Differenze e analogie di questi tre nuovi partiti che andranno a comporre il nuovo centro italiano

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Nel giro di tre anni sono nati altrettanti partiti, dalle ideologie simili ma con strutture e leader molto diversi. +Europa nasce come lista nel 2017, Siamo Europei nei primi giorni del 2019 attraverso il manifesto lanciato da Carlo Calenda, mentre Italia Viva è il più recente e risale allo scorso settembre, a seguito della celebre scissione di Matteo Renzi dal Partito Democratico.

Dopo la nascita di Italia Viva in molti si sono chiesti su che elettorato insisterà il nuovo partito di Renzi, in relazione anche alla presenza di Siamo Europei e di +Europa. L’ilarità per la scelta del logo presentato alla Leopolda è stato superato dai sondaggi che vedono una buona crescita di IV. In cosa si differenziano i tre partiti e, soprattutto, da dove possono recuperare voti?

Siamo Europei e +Europa

Il bacino d’utenza di questi tre partiti per molti aspetti è simile, ancora ridotto ma simile. L’exploit di Calenda alle elezioni europee 2019 poteva far ipotizzare uno slancio migliore per Siamo Europei, che invece ad oggi stenta a decollare. L’ex ministro, nella circoscrizione nord-orientale ha raccolto fiumi di preferenze, circa 275mila grazie soprattutto alla lista comune con il Partito Democratico. Ora, si può dire ciò che si vuole sul momento non particolarmente brillante del PD, ma resta il fatto che il “brand” è stato determinante per il successo territoriale di Calenda. Con ogni probabilità non basteranno le firme illustri sul manifesto dell’eurodeputato per fare breccia sull’elettorato.

Le ultime rilevazioni danno Siamo Europei attorno all’1,5% dei consensi. Percentuale che, tra le altre cose, non sembra dare segnali di crescita. Discorso non troppo diverso per +Europa. Il partito di Emma Bonino e del segretario Della Vedova, dopo il 3% alle europee, ha subito una notevole involuzione. Ciò nonostante, è auspicabile che Siamo Europei e +Europa possano confluire a breve in un’unica forza politica interna all’ALDE. Questa scelta sarebbe gradita anche a buona parte dell’elettorato del PD che non aveva di certo apprezzato la presenza del liberale nella lista per le europee. Diciamolo chiaramente, Calenda nell’ALDE veste a pennello, mentre nel PSE stonava molto.

Da dove possono “attingere” questi due partiti in futuro? Questa è la domanda cruciale per Calenda e Bonino visto che, o si racimola un piccolo bacino centrista dal PD lontano però dalla figura di Renzi, o il botto rischia di rimanere un sogno. Risulta assai difficile anche recuperare voti da destra, considerando che stanno nascendo altre realtà politiche come ad esempio Cambiamo! di Toti. Insomma, una frammentazione che non farà il bene di nessuno.



Italia Viva (e il PD)

Una frammentazione che non farà il bene di nessuno? Anzi sì, a qualcuno forse gioverà. Quel qualcuno è Matteo Renzi, che dopo avere dettato la linea sul governo Conte-bis e sull’alleanza giallo-rossa ha deciso bene di uscire dal PD per creare la sua nuova forza politica. All’interno della segreteria zingarettiana, l’ex premier non mancherà di certo, ma potrebbe dare molto fastidio sul piano elettorale. Attualmente il PD naviga attorno al 20-22%. L’uscita di Renzi sottrarrà inevitabilmente una buona percentuale, si stima attorno al 4, di consensi più vicini al centro che alla sinistra, ma per contro potrebbe riavvicinare una buona fetta di elettorato di sinistra che negli ultimi mesi sentiva il PD distante. Il delta tra “perdite e ricavati” avrà comunque segno negativo, ma questo processo potrebbe davvero essere producente per il PD e per la propria narrazione ideologica futura. Con la sinistra più ancorata si potranno osservare meno crepe causate dalle correnti e una linea comune più solida. I primi sondaggi danno Italia Viva circa al 6-7%, dato tutto sommato verosimile considerando la caratura politica e l’influenza del suo leader. Oltre al voto dei renziani accaniti, è ipotizzabile un avvicinamento dei forzisti meno ortodossi.

I leader

Tralasciando in questo ragionamento +Europa, su molti aspetti Italia Viva e Siamo Europei hanno dei punti in comune. Intanto, sono due partiti con un forte connotato personalistico. Se si pensa ad Italia Viva si pensa a Renzi, stesso dicasi per Siamo Europei e Calenda. Può non andare giù ai fedelissimi di queste due anime politiche, ma è così. Il nocciolo della questione è che la creazione di una forza politica di questo tipo rischia di essere un boomerang. Matteo Salvini è la Lega e sta ottenendo consensi in lungo e in largo. Ma Matteo Salvini insiste su un elettorato bene o male scoperto! Renzi e Calenda andranno a posizionarsi su un territorio politico “piccolo” con il rischio di saturare la zona di influenza che naturalmente dovrebbe fare da opposizione alla Lega. Sia chiaro, lungi da noi giudicare la correttezza della creazione di partiti a forte trazione personale, ma è necessario riflettere su chi gioverà di questa frammentazione. E per fortuna non c’è il maggioritario…

Federico Smania

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