Come sta andando Italia Viva a un mese dalla sua fondazione

Ecco come Matteo Renzi sta facendo sempre più paura a Zingaretti

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Italia Viva è il partito fondato da Matteo Renzi il 18 settembre 2019. A poco più di un mese dalla sua fondazione e dopo la Leopolda della scorsa settimana, ecco alcuni numeri su questa nuova formazione. 





“Cinquanta parlamentari entro la fine dell’anno”: questa l’obiettivo che qualche giorno fa si è dato Matteo Renzi, all’interno della newsletter periodicamente inviata ai suoi sostenitori. Dopo quaranta giorni di attività ufficiale, Italia Viva conta 28 seggi alla Camera dei deputati, 17 al Senato 1 all’Europarlamento e 6 nei vari Consigli Regionali di tutta la penisola. Proprio delle ultime ore è la notizia dell’adesione di due consiglieri regionali (un ex Pd e un ex centrodestra) del Lazio, feudo zingarettiano. La corsa di Renzi non sembra arrestarsi. Secondo i dati pubblicati dallo stesso ex premier, anche gli iscritti stanno dando buone soddisfazioni, visto che la soglia dei 10 mila sostenitori ufficiali, che Renzi aveva progettato di raggiungere a fine anno, è stata toccata nei primi due giorni di attività. Ancora ambizioso, invece, l’obiettivo dei cento sindaci.

L’intervento finale di Matteo Renzi alla Leopolda della scorsa settimana

Gli ultimi movimenti nel Lazio 




Sono Marietta Tidei ed Enrico Cavallari, un’ex Pd e un ex centrodestra, gli ultimi arrivati sul carro renziano. Per il momento, come riferito da il Tempo, i due consiglieri si collocheranno nel gruppo Misto. Servono infatti almeno tre esponenti per creare un nuovo gruppo.  Non ci sarebbero però nuovi cambi di casacca all’orizzonte. Molto forti le parole della Tidei, che ha parlato di una “decisione sofferta” e di “un entusiasmo che non vivevo da tempo”. Duro l’attacco al governatore Zingaretti e alla sua alleanza con i pentastellati. Il governatore è infatti stato accerchiato nella sua stessa casa e, sebbene due consiglieri non rappresentino realisticamente una minaccia all’equilibrio politico della regione, quei due voti sembrano non essere così ininfluenti.

L’equilibrio precario del centro sinistra

Fino a poche ore fa, infatti, il presidente Zingaretti poggiava l’operato della maggioranza su due voti essenziali “esterni” non appartenenti alla maggioranza: Cavallari e Cangemi, che sostenevano Zingaretti a seguito del Patto d’Aula messo a punto da Mauro Buschini e Daniele Leodori. Non solo Cavallari però è passato con Renzi, ma pure Cangemi ha fatto ritorno in Forza Italia.

E il voto in Umbria?




Un weekend piuttosto difficile per Zingaretti, in attesa anche dei risultati in Umbria che danno per vinto il centrosinistra alleato, ancora una volta con i Cinque Stelle. La sfida vede contrapposti Vincenzo Bianconi e Donatella Tesei, sostenuta dalla destra. Renzi qui ha deciso di non giocare. Come riferito qualche giorno fa dal deputato Luciano Nobili di Italia Viva a L’aria che tira, il partito neonato sembra non essere stato coinvolto semplicemente perché non si è candidato, ribadendo comunque la stima per Bianconi, definito un “ottimo candidato per l’Umbria”. Ma del resto, si sa che il modus operandi renziano non è mai stato particolarmente legato all’esito delle elezioni. Non sono scontati dunque altri smottamenti politici all’interno degli equilibri del consiglio regionale umbro.

Elisa Ghidini

 

 

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