Italiani: popolo accogliente, altruista e gran lavoratore!

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I social ci hanno abituato a dare ampio risalto alle ingiustizie, al punto che succede che certe storie vengano perfino ingigantite. Ci sta, come si dice: a volte il fine giustifica i mezzi.
Sono la prima a condannare certi atteggiamenti, però mi infastidisce leggere ogni giorno frasi denigratorie del tipo “gli italiani non leggono, non hanno cultura” “gli italiani non hanno umanità” “gli italiani sono razzisti“..ecc
No.
Specifichiamo sempre “alcuni”.

Abbiamo un’identità noi italiani? Si che ce l’abbiamo. Siamo sempre stati a maggioranza un popolo accogliente, altruista e gran lavoratore. Di fronte alle avversità i Nostri si sono sempre rimboccati le maniche senza troppi piagnistei, quando c’era da ricostruire si ricostruiva, quando c’era da andare a fare lavori umili e pesanti si andava, le donne lavoravano sodo per mantenere decorosamente con pochi soldi famiglie numerose, nonni e via dicendo.
Le donne italiane hanno combattuto a lungo per ottenere quei diritti civili dei quali tutti coloro che oggi risiedono in questo Paese possono usufruire, e gli uomini italiani hanno costruito e ri-costruito quello che a detta di molti – me compresa – è uno dei più bei paesi al mondo.
Il numero dei volontari italiani, dalla protezione civile agli alpini, in proporzione alla popolazione è tra i più alti al mondo. Il nostro è conosciuto come un paese di inventori, scenziati, musicisti e artisti, operai e artigiani.

Che poi “alcuni” oggi si lascino abbindolare da certi affabulatori della comunicazione non è né una novità né una prerogativa italiana.
Siamo una nazione che si barcamena tra pregi e difetti, né santi né eroi, esattamente come tutte le altre.
Certo che molte cose sono cambiate rispetto al passato, è il mondo che va avanti e non è che possiamo bloccare il progresso.
Ma per carità: basta con gli insulti, basta con questi schieramenti ideologici, basta dividerci tra destra e sinistra, ritroviamo la nostra unità !
Rivalutiamo la nostra terra, parliamo con le persone. Cominciamo da noi stessi.
Vi piace Carola? Va bene, ma evitate di andare a insultare quelli a cui non piace. Un cretino offende? Evitate lo screenshot che poi sembra che tutti la pensino così!

Ci siamo dimenticati chi siamo, sta tutto lì. La storia ci ha visto colonizzati e discriminati fino a perdere la consapevolezza di quanto abbiamo dato in termini di cultura ma anche di sacrificio.
Noi italiani siamo stati oggetto di forti discriminazioni, di violenze gravi, di insulti, eppure non mi è mai capitato di sentire un mio concittadino in passato vergognarsi di dire io sono italiano.
Oggi invece lo leggo ogni giorno, a volte non si capisce neanche il motivo, e non mi piace.
Mio cognato, che è uno dei pochi francesi che stimo (scherzo) e che vive in Italia da quasi 30 anni me lo dice sempre “quello che non mi piace del popolo italiano è questa mania di denigrarsi da solo, sputtanarsi, parlare male di sè stesso. E gli immigrati che vivono qui dopo un pò cominciano a fare lo stesso”. Cosa che i francesi si guardano bene dal fare quando parlano della loro madre patria ed è forse l’unica cosa che possiamo imparare da loro. Va bene l’auto critica, ma noi esageriamo.
Ricordare il nostro passato ha una doppia valenza: riappropriarci di un po’ di sano orgoglio e comprendere meglio le dinamiche odierne che coinvolgono noi e gli altri.
Ogni popolo ha avuto le sue sofferenze, è la memoria che deve insegnare.
Se è vero che i giovani emulano gli adulti, dobbiamo fornirgli esempi positivi, storie importanti, concetti forti.
Ho riflettuto su come poter dare il mio contributo: mi concentrerò nel ricostruire, per raccontare le nostre storie, partire dal passato per affrontare il presente.

 

Agatha Orrico

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