Ivan Cottini : intervista all’ex modello che combatte la Sclerosi Multipla ballando

La storia del ragazzo che combatte la Sclerosi multipla realizzando i suoi sogni

“La vita è bella e va vissuta da protagonisti anche se seduti o malati”

Ivan Cottini
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Ivan Cottini, ve lo diciamo subito, è un ragazzo “diverso”. Un ribelle, lottatore e sognatore. È una di quelle persone che non si arrendono mai. Non si è arreso lasciandosi andare, quando nel 2013, all’età di 29 scopre di essere malato di Sclerosi Multipla . Non si è arreso quando, per riuscire nel sogno di diventare padre, ha sospeso le cure. Ma, Ivan Cottini aveva ed ha ancora sogni da realizzare, il ragazzo di Urbino non si è arreso nemmeno alla sedia, così è riuscito a diventare il primo malato di Sla al mondo a ballare. Lui è così, nonostante gli ostacoli, le avversità e la malattia, come Don Chisciotte, corre verso il suo “sogno matto” e lo realizza.




 Chi era Ivan Cottini prima della malattia ?
Beh, Ivan era un ragazzo che conduceva una vita nolto frenetica, inseguiva una vita e scelte che non erano condivise dalla famiglia (fare il modello) e questo portava sempre a scontri. Ovviamente loro avrebbero voluto una vita più calma e avrebbero voluto farmi proseguire negli studi. Ma, io imperterrito inseguivo ciò che mi faceva star bene e mi dava la possibilità di guadagnare due soldi.
Come ha scoperto che la sua vita sarebbe cambiata, e come l’ha presa?
Diciamo che il vero cambiamento e crollo della mia vita e sogni l’ho avuto il giorno della diagnosi e non in quella mattina che mi svegliai con un forte problema alla vista (occhio destro non ci vedevo). Dalla diagnosi ufficiale all’esordio del primo problema trascorse meno di un mese. Ovviamente, psicologicamente andai a terra. Vedevo ormai la mia vita finita senza più via di uscita. Ma, dopo 6/7 mesi di blackout, decisi d rimboccarmi le maniche, cancellare il vecchio Ivan e riaffacciarmi al mondo in veste di nuovo Ivan, anche se malato, ma pronto a riscrivere una nuova storia di vita. E lo feci postando una mia foto in ospedale. Fu come aver fatto “outing” . Mi mostravo, così facendo, al Mondo intero senza più vergogna.
Cosa significa essere malati di Sclerosi-multipla oggi? 
Essere malati di Sclerosi è un gran peso da portar avanti. Perché la tua vita ogni giorno può essere diversa da quella del giorno precedente. Ciò che riesco a  far oggi non ho il lusso di poter dire, che posso farlo anche domani. È sempre una incognita. Io devo vivere il presente.
Qual è la sua giornata tipo?
La mia giornata inizia ogni mattina alle 4 40, con i primi farmaci e la colazione. Alle 5 son già in strada con mia figlia che, dalla casa coniugale mi dirigo a casa dei miei genitori dove ho la residenza e la mia routine di terapie e cure (faccio 100 km ogni santo giorno tra andata e ritorno). Ovviamente non ho il lusso di permettermi di dire ‘oggi non sto bene voglio rimanere a letto’. Sennò ci sarebbero grossi problemi di gestione con mia figlia Viola, visto che la madre alle 6 si prepara per andar a lavorare. Alla sera rientro prima per  poter cenare e passare la nottata insieme.
Perché la decisione di diventare padre?
Il mio desiderio di diventare padre ha prevalso su tutto e tutti. Purtroppo per realizzare il mio desiderio ho smesso le terapie e ciò non mi ha giovato, ma se tornassi indietro lo rifarei. Anche se è molto duro far il padre e farlo come nel mio caso seduti.

Lei è riuscito a realizzare un sogno: nonostante la malattia è riuscito a ballare. Cosa ha provato in quei momenti? 
Ad oggi son io il regista della mia vita e non la malattia. Io ogni giorno decido che fare e cosa fare. Non  è facile e tutto ha i suoi tempi, ma riesco a raggiungere i miei scopi e insegno che tanti blocchi e tante frasi “io non ce la posso fare” partono dalla nostra testa. Noi se vogliamo veramente possiamo ancora tutto, anche se malati. Io ci  son riuscito a diventare il primo malato al Mondo di sclerosi multipla che balla. E vi  assicuro che raggiungere degli obiettivi in queste condizioni ha effetti curativi anche più dei farmaci.
Chi è Ivan Cottini oggi? 
Ivan oggi sicuramente è una persona migliore di quella pre malattia e si dedica tantissimo agli altri, cosa che non faceva prima. Stando seduto vedo molte più cose belle che prima non riuscivo a vedere.
Quali sono stati i momenti più belli della sua vita, prima della Sla e quelli dopo la scoperta. 
Prima della  malattia, ricordo la gioia dei primi lavori, dei primi guadagni, l’indipendenza e aver la possibilità di non farsi mancar nulla. Oggi, da malato, il mio più  grande successo è mia figlia Viola. E riuscire a far tornar il sorriso e la  speranza alle tante persone che avevano scelto di vivere seduti aspettando che il tempo passasse.




Lei è un esempio per tutti: da dove trae tutta questa forza e cosa si sentirebbe di dire a chi è nelle sue stesse condizioni?
Io credo che i miei punti d forza son due….mia figlia…e la consapevolezza di ciò che ho e che tutto si riduce ad una corsa contro il tempo…e poi diciamocelo la vita è bella e va vissuta da protagonisti anche se seduti o malati….il mio motto.

Ivan Cottini è un simbolo per chi combatte per realizzare i propri sogni, nonostante la vita si sia messa di traverso. È la dimostrazione di come, la forza di volontà e l’attaccamento alla vita, possono fare la differenza.




 

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