In Nuova Delhi, J D Vance e Modi hanno sottolineato l’importanza dei recenti progressi nelle trattative volte a rafforzare i rapporti economici tra India e Stati Uniti. La visita del vicepresidente americano in India, accompagnato dalla moglie Usha e dai tre figli, si è rivelata non solo una missione diplomatica ma anche un momento di avvicinamento personale e culturale.
J D Vance e Modi rafforzano i legami tra Stati Uniti e India
Il viaggio, articolato in quattro giorni, ha combinato incontri istituzionali ad alto livello con escursioni nei luoghi simbolici del patrimonio indiano. Accolto con tutti gli onori dal ministro indiano delle ferrovie, Ashwini Vaishnaw, Vance è stato ricevuto nel pieno rispetto del protocollo militare, mentre la banda suonava l’inno nazionale degli Stati Uniti. Questo scenario ha dato il tono a una visita che punta a intensificare la cooperazione bilaterale in un momento delicato per le relazioni commerciali internazionali.
La posta in gioco è alta: l’amministrazione Trump ha annunciato un imminente aumento dei dazi sulle esportazioni indiane, che potrebbero passare dal 10% al 26% se non si dovesse raggiungere un accordo entro l’estate. Ciò ha spinto entrambe le parti ad accelerare le trattative, con l’obiettivo di concludere una prima intesa limitata entro luglio e gettare le basi per un accordo più ampio entro l’autunno.
L’India ha già compiuto alcuni passi conciliatori, riducendo le tariffe su diversi prodotti americani e mostrando disponibilità ad ampliarne la lista. Tra i possibili elementi dell’accordo figurano anche importanti acquisti di armamenti statunitensi, come i missili Javelin e i veicoli Stryker, e ulteriori concessioni su oltre metà delle importazioni dagli Stati Uniti, che attualmente ammontano a oltre 41 miliardi di dollari.
Sfide commerciali e affinità strategiche
Nonostante non siano stati firmati documenti ufficiali durante questa settimana, la visita di Vance ha rappresentato un chiaro segnale della volontà politica di Washington di concludere un’intesa. La ministra delle Finanze indiana, Nirmala Sitharaman, attualmente a Washington, sta portando avanti parallelamente il dialogo con l’amministrazione statunitense.
Il comunicato dell’ufficio del primo ministro ha messo in luce come entrambe le parti abbiano riconosciuto l’avanzamento dei lavori e auspicato un accordo vantaggioso per le rispettive popolazioni. Oltre all’aspetto economico, si è discusso di cooperazione nei settori della difesa, dell’energia e delle tecnologie strategiche, confermando un interesse reciproco ad ampliare l’asse Indo-americano.
Sul piano personale, il viaggio ha assunto anche una dimensione affettiva: Usha Vance, di origine indiana, ha potuto riscoprire le sue radici insieme alla famiglia, visitando luoghi come il Taj Mahal e il tempio Akshardham. I figli della coppia, vestiti con abiti tradizionali, hanno ricevuto in dono piume di pavone – simbolo nazionale indiano – direttamente dalle mani del premier Modi.
L’agenda, tuttavia, non si è limitata ai sorrisi e ai gesti simbolici. Sullo sfondo permangono tensioni legate alla liberalizzazione del commercio agricolo, fortemente contestata dal sindacato contadino AIKS, che teme un impatto devastante sui redditi degli agricoltori indiani, in particolare nel settore lattiero-caseario. Le trattative includono anche il delicato tema dell’ingresso dell’agricoltura sovvenzionata nell’accordo, una questione su cui pesano i ricordi ancora freschi delle proteste contadine del biennio 2020–21.
Un altro nodo spinoso è quello dei visti, soprattutto quelli per studenti e lavoratori specializzati. Recenti dati indicano un’elevata percentuale di revoche di visti per i cittadini indiani. Non è stato reso noto se la questione sia stata affrontata direttamente con Vance, ma fonti ufficiali indiane hanno confermato che “tutti i temi rilevanti” sarebbero stati discussi.
Inoltre, sullo sfondo della rinnovata collaborazione tra Nuova Delhi e Washington, si muove anche la geopolitica asiatica: il presidente cinese Xi Jinping intensifica la propria presenza nel sud-est asiatico, cercando di proporsi come partner economico più stabile e affidabile degli Stati Uniti. In questo contesto, l’India potrebbe avere un ruolo strategico sempre più centrale.
Vance e Modi hanno ribadito la volontà di mantenere aperto il canale del dialogo e della diplomazia anche sulle grandi questioni internazionali, dalla sicurezza nell’Indo-Pacifico fino alla guerra in Ucraina. Una dimostrazione che le relazioni bilaterali non si esauriscono nei trattati, ma si costruiscono su un’alleanza complessa, fatta di interessi, valori e, sempre più, di persone.
Elena Caccioppoli
















